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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2018

Rubrica: Genuine Food
Articolo di Fumarola V.
(Articolo di pagina 68)

Rural, il festival della biodiversità agricola

Tutto ha inizio da un’idea di Mauro Ziveri: recuperare le razze animali antiche e le varietà vegetali autoctone. L’unione di più produttori porta alla nascita del Rural Festival, oggi declinato anche in un punto vendita, il Rural Market di Parma

Il Rural festival è un appuntamento che si ripete ormai da diversi anni il primo week-end di settembre. In provincia di Parma, a Rivalta, nel 2013, la prima “riunione” per celebrare la biodiversità. Dal 2015, una nuova tappa, a Gaiole in Chianti, in terra senese, per sancire la collaborazione tra gli agricoltori e gli allevatori tosco-emiliani.

 

L’idea

Tutto nasce da un’idea di Mauro Ziveri, allevatore di maiali neri, antica razza quasi del tutto scomparsa, che pascola in ampi spazi collinari e si nutre di erba fresca, radici, tuberi, bacche, ghiande che trova in natura, mais, orzo, frumento e favino. L’oasi in cui sono allevati è l’Azienda Agricola Rosa dell’Angelo, a Rivalta. Ma perché proprio i maiali neri? Per produrre un prosciutto qualitativamente superiore, riscoprendo le origini e le antiche tradizioni. Oggi a Rivalta si producono 140 prosciutti al mese, tutti rigorosamente lavorati a mano, dalla salagione alla posa della sugna. Da un piccolo allevamento, col passare degli anni, la fattoria Rosa dell’Angelo è diventata sempre più un luogo dedito all’allevamento, all’agricoltura, alla scoperta degli antichi sapori, un’area protetta in cui trovare frutti antichi, ulivi, tacchini e cavalli. L’amore di Mauro per i maiali neri l’ha portato a collaborare con altri allevatori accomunati dalla stessa passione e a dar vita, proprio all’interno della sua fattoria, a un festival della biodiversità, il Rural festival appunto.

 

Il festival

La volontà di Mauro è da sempre quella di ridare importanza alle vecchie tradizioni. È per questo che ha riunito tutti quei produttori che, come lui, cercano ogni giorno di recuperare razze animali e vegetali non più allevate o coltivate. All’inizio il progetto comprendeva solo coltivatori e allevatori di quella zona dell’Emilia al confine con l’Appennino tosco-emiliano; oggi fanno parte del progetto anche produttori toscani. Il festival, infatti, da due anni ha una seconda sede, a Gaiole in Chianti, in provincia di Siena. «Per noi biodiversità significa valorizzare specie animali e vegetali in via di estinzione per dare alle generazioni future la possibilità di conoscerle» afferma la figlia di Mauro, Elisa, che oggi si occupa del coordinamento dei vari produttori. «Il Rural festival ha messo insieme i produttori accomunati da questa volontà per dare loro la possibilità di conoscersi e aiutarsi. All’inizio erano in pochi; piano piano abbiamo coinvolto tutti quelli che ogni giorno lavorano per la biodiversità». Infatti, anche se il festival è ad accesso libero, ci sono dei canoni da rispettare: «Abbiamo degli agronomi — dice Elisa — che valutano il reale recupero di un prodotto, in particolare controllano che vengano rispettate le antiche tradizioni nella produzione. Il festival si presenta come una vera e propria festa, un luogo in cui celebrare la genuinità e la bontà dei prodotti. Ci sono esposizioni degli animali, dei salumi, dei formaggi; i produttori hanno la possibilità di raccontare il loro lavoro e perché hanno scelto di dedicarsi alla biodiversità; il pubblico può ascoltare storie diverse, degustare e acquistare prodotti genuini, ricchi di sapore».

 

I prodotti

Dalla carne ai salumi, dal latte ai formaggi, dal pane alla pasta. E ancora: ortaggi, frutta, cereali, miele, olio e vini. Le proposte dei produttori sono varie e particolari: carne di Cinta senese, passata di pomodoro Riccio, latte di asina Romagnola, patate di Cetica e Quarantina, zucca Violina, pane di grani antichi, formaggi mono razza bio prodotti con latte crudo intero di vacche Bardigiana, Grigia dell’Appennino e Bianca Val Padana, pecorino Massese, mostarde di anguria bianca e molto altro.

 

Il punto vendita

La logica conseguenza del successo riscosso dal festival nel corso degli anni è stata l’apertura di un punto vendita nel cuore di Parma, in Borgo Giacomo Tommasini, il Rural market, seguito proprio da Elisa. Il piccolo mercato, in cui c’è anche un laboratorio, è stato inaugurato nel marzo 2017. Qui è possibile acquistare e conoscere materie prime della biodiversità agricola, frutto del lavoro degli agricoltori e degli allevatori dell’Appennino tosco-emiliano. «Il market è una sorta di festival quotidiano. Abbiamo cercato di portare questo genere di prodotti in città per farli conoscere, ma anche per far apprezzare le storie e l’impegno dei piccoli produttori, protagonisti del progetto Rural» prosegue Elisa. «Vogliamo che la gente sia in contatto con i produttori. Ogni sabato organizziamo nel punto vendita incontri con le varie aziende che fanno parte del progetto: agricoltori e allevatori raccontano il prodotto e la sua storia. E attraverso la possibilità di ascoltare, assaggiare e vedere con i propri occhi, chi acquista riesce davvero ad apprezzare la qualità».

Veronica Fumarola

 

Rural market

Borgo Giacomo Tommasini 7 — 43121 Parma

E-mail: info@ruralparma.it

Web: www.rural.it

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