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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2017

Rubrica: Vino
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 122)

Ritorno al vino!

A Faenza la seconda edizione di Back to the Wine

Niente paillettes, lustrini o ammucchiate di tutto un po’ presso la Fiera di Faenza gli scorsi 12 e 13 novembre, ma un rendez-vous di vini rispettosi del territorio e della sua biodiversità. Insomma, il vino come atto agricolo responsabile, un vero e proprio omaggio ai vignaioli artigiani che Back to the Wine (che bello sarebbe stato: Ritorno al Vino…) ha celebrato nella città della ceramica, tagliando il traguardo della seconda edizione. Piccoli produttori (da nessuna delle cantine che abbiamo incontrato escono più di 100.000 bottiglie annue) con le mani intrise di terra e poco avvezzi all’uso di strumenti alchemici per ottenere risultati finali di grande pregio e bevibilità. Alcuni di loro hanno inserito nelle cantine anche anfore di origine georgiana, simbolo dei vini dalle lunghe macerazioni e per lo più naturali. Limitare Back to the Wine alla semplice categoria di evento è alquanto riduttivo. Perché si tratta innanzitutto di un Manifesto per un Ritorno al vino, alla sua vera natura di prodotto tradizionale, culturale, territoriale, emozionale, artigianale, e soprattutto umano. Come Maurizio e Adele Illotto di Serdiana (alteaillotto.it), nel Sud della Sardegna, che hanno presentato una vendemmia tardiva di Moscato, color bugizio e naso di miele e albicocca essiccata ma bocca equilibrata e non invadente per dolcezza, dal finale minerale e sapido. Intrigante anche l’etichetta, dedicata alla chiesa di Santa Maria di Sibiola, che dà nome anche ad una delle più piccole Igt d’Italia, Sibiola appunto. Un manifesto la presenza di un personaggio come Gaspare Buscemi (gasparebuscemi.com), enologo e produttore di straordinari vini ottenuti per mezzo di tecniche di vinificazioni naturali. Il suo Zero solfiti del 2014 nel retro etichetta riporta alcuni dei temi cari al Buscemi: “Questa bottiglia, prodotta con procedimenti rigorosamente artigianali e naturali senza il minino impiego di anidride solforosa, dimostra che è possibile produrre un vino di tipologia classica senza far uso di questo additivo anche quando l’alcolicità risulta piuttosto contenuta”. Partite da qui per stappare la prossima bottiglia di vino…

Certo che pure la presenza di un gruppo non organizzato di hobbisti, che passa sotto il nome di “Vino in garage”, ha riservato non poche sorprese. Passi per personaggi come Leonardo Franceschetti (Azienda Agricola Fontego, telefono: 328 4109059), di professione orafo, che da San Piero in Cariano, area di Valpolicella e Amarone, ci ha sbalordito con il Passito bianco del 2014 dai profumi di rosmarino e miele d’acacia (domanda: «Che valore ha il vino rispetto all’oro?»; risposta «L’oro ha un valore di mercato, il vino no» mettendo il dito nella vera piaga, l’opinabilità dei prezzi nel mondo enoico), passi per lo Iupiter di Cristiano Morini, un Alicante con note di anice stellato da primato nato nelle terre faetine, ma dove altro si possono scovare vini come il Pietramatta 2012 di Andrea Sala, caldo di resina e incenso, o il Perricone di Antonino Alessi (telefono: 347 7094437) di Villafrati, nel Palermitano, grasso e grondante di ginepro?

Intuitivi è il termine che definisce i vini di Jacopo Baruffaldi (baruffaldivini.it), sesta generazione di vignaioli in Borgo Priolo, nell’Oltrepò pavese, perché sono vini che si evolvono nel bicchiere e raccontano il lavoro in vigna e in cantina lontano da correzioni, aggiustamenti, omologazioni. Con 7,00 euro si può avere una bottiglia del loro vino Igt, 13 gradi dell’uvaggio tradizionale: Merlot, Uva rara e Croatina.

Intuitivo il K’un di Clara Marcelli (claramarcelli.it), un Montepulciano dai tannini setosi e di mora matura che nasce a Castorano (AP) guardando il Gran Sasso.

Intuitivi lo Spumante Brut Valle Sivizzano, dalle precise note di rabarbaro, e la Riserva Shiraz, anno 2013, dove si rincorrono sentori di ribes, cacao e mora di Vigna Cunial (www.vignacunial.it)sulle prime colline di Traversetolo (PR).

Intuitivo il Carmina Arvalia 2012 di Podere Trinci (carminarvalia.it) di Carla Simonetti in Castagneto Carducci (LI): difficile trovare un vino tanto intenso e versatile che segua filologicamente il pranzo dall’antipasto ai secondi di carne passando per paste condite.

A proposito di abbinamenti, a corredo della manifestazione si devono registrare alcune visionarie espressioni artistiche di Lorenzo Marabini. Animali fantastici, Abbina-Menti, capaci di stimolare riflessioni e commenti dialettici su quanto quel vino sia bevibile con quel piatto.

«Back to the Wine è un omaggio ai vignaioli artigiani, a coloro che quotidianamente vivono la terra lontano dai riflettori della popolarità per rivendicare un linguaggio popolare, come è sempre stato il vino sulle nostre tavole», spiega Andrea Marchetti, regista dell’evento. «Noi vogliamo raccontare questo mondo, fatto di umanità e di un vissuto come atto agricolo responsabile, con il minimo impatto ambientale possibile». Obiettivo centrato. Au revoir alla terza edizione.

Riccardo Lagorio

>> Link: backtothewine.it

 

Tre anni dalla scomparsa di Renato Bergonzini

In queste poche righe vogliamo ricordare il nostro collaboratore Renato Bergonzini, essendo trascorsi tre anni da quando è venuto a mancare. Infatti, Renato, nato a Savignano sul Panaro (MO) il 10 luglio 1932, è scomparso il 28 novembre 2014 a Montepulciano (SI), dove viveva da anni con la sua amata Ave. Era un uomo di grande cuore, buono e generoso, che amava la compagnia degli amici: tutti gli riconoscevano una simpatia unica! Grande intrattenitore, socievole con tutti, sapeva farsi benvolere. Per esperienza diretta, posso affermare che andare a cena in sua compagnia era piacevolissimo. Oltre a questo suo carattere benevolo, era un grande intenditore di vino e aceto balsamico. Ha collaborato come giornalista e facendo parte del comitato di redazione con le nostre riviste Eurocarni e, in particolare, Premiata Salumeria Italiana: i suoi articoli, giudizi e commenti erano riconosciuti all’unanimità di grande autorevolezza e competenza. Di seguito ricordiamo alcuni dei libri che ha scritto. Semese un feudo una storia. Deputazione storia patria antiche province modenesi, 1977. Il Nocino, 1978. Campogalliano e la cantina sociale: 1908-1978, 1978. L’Aceto Balsamico nella tradizione e nella gastronomia, 1979. Burattini e burattinai, 1980 (Renato Bergonzini, Cesare Maletti, Beppe Zagalia). L’appennino modenese, 1982 (Renato Bergonzini, Beppe Zagaglia). La nostra terra, 1983 (Renato Bergonzini, Beppe Zagaglia). Arte dei brentatori a Modena, 1983. A tavola con i cibi tradizionali della nostra montagna, 1983. Vignola una città, 1984 (Claudio Soli, Renato Bergonzini, Augusta Roffi). Infusi e liquori casalinghi, 1989. Aceto balsamico, 1990. In cucina con l’aceto balsamico, 31 dic. 1996. L’anima e la gola (a Enoteca ‘97 vinse il premio speciale giornalistico-gastronomico), 1997. L’aceto balsamico, una favola in cucina. Il manuale per conoscere l’arte e la storia dell’aceto balsamico con le più gustose ricette…, 2002. L’aceto balsamico. La tradizione insegna. Breviario dei piccoli e grandi accadimenti sulla lunga strada della maturazione, 2008. L’Aceto Balsamico, 1 gen. 2015 (postumo, Rosanna Righini e Renato Bergonzini).

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