Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2017

Rubrica: Formazione
(Articolo di pagina 81)

Manager del food

Dove studiare per far del cibo buono e giusto una professione

Il cibo è storia, tradizione, cultura. In una realtà come quella italiana, in cui dalle Alpi alle isole troviamo un patrimonio inesauribile di prodotti che ci rimandano a un passato fatto di artigianalità, anche il cibo — oggi più che mai — può trasformarsi in uno sbocco professionale. Sono parecchie le realtà del mondo accademico che oggi offrono percorsi di studio che formano nuove professioni, dal giornalismo specialistico ai sales manager, ai selezionatori di prodotti per grandi catene, a molto altro ancora. Siamo andati a curiosare in alcuni atenei italiani per vedere qual è oggi l’offerta di corsi di studio studiati per valorizzare ancora di più le ricchezze agroalimentari del nostro Paese.

 

Pollenzo (CN)

All’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN) è appena stata riconosciuta la cosiddetta “classe di laurea”, ovvero è diventata una facoltà a tutti gli effetti, non più ricompresa sotto altri corsi di laurea. Lo ha annunciato recentemente Carlo Petrini, presidente dell’ateneo e di Slow Food, alla cerimonia per il passaggio delle consegne tra il rettore uscente, Piercarlo Grimaldi, e quello nuovo, Andrea Pieroni. Quest’anno, per la prima volta, sono oltre cento le matricole al primo anno del corso di laurea triennale in Scienze Gastronomiche; gli studenti provengono da 27 Paesi diversi. Ad ottobre sono anche iniziati i Master of Gastronomy in inglese, con 54 studenti da 21 Paesi. Si tratta di:

  • un Master of Gastronomy: Food in the World della durata di un anno, focalizzato sulle culture alimentari nel mondo, che vanno a fornire risposte e spunti per nuove figure professionali attente ad un panorama gastronomico e sociale in continua mutazione;
  • un Master in Food Culture, Communications & Marketing, per formare i nuovi manager e buyer del food & beverage internazionale con studenti da tutto il mondo;
  • un Master in Wine Culture, Communication & Management.

Tutti i percorsi di studio sono svolti in lingua inglese e in un contesto fortemente internazionale, con studenti che giungono a Pollenzo da tutto il mondo. Interessanti anche le Tavole Accademiche, che sono la mensa dell’Università. Un luogo che coniuga educazione, alta cucina, costi equi e prodotti locali. Tra gli accorgimenti adottati ci sono: la preparazione di piatti stagionali a base di prodotti locali; gli arredamenti e i componenti per la fruizione del cibo in materiali ecosostenibili; l’impiego di attrezzature a ridotto consumo energetico; e un sistema di prenotazione che riduce alla fonte gli sprechi alimentari. E proprio alle Tavole Accademiche ogni anno giungono 25 chef provenienti da vari continenti che preparano per gli studenti piatti della propria tradizione utilizzando prodotti locali e di stagione, contenendo i costi, nel pieno rispetto dei principi del buono, pulito e giusto. Davide Scabin, Pier Giorgio Parini, Augusto Lima, Niko Romito, Alice Waters, Ferran Adrià, Alex Atala, Massimo Spigaroli, Carlo Cracco, Massimo Bottura, Enrico Crippa, Ana Ros e Fulvio Pierangelini sono solo alcuni degli chef che sono transitati e hanno cucinato in questi anni. Sempre a Pollenzo c’è una laurea magistrale in Gestione del Patrimonio Gastronomico e Turistico, pensata per la formazione di professionisti del settore agroalimentare che sappiano sviluppare nuove idee imprenditoriali e trovare soluzioni innovative. Il corso ha un approccio interdisciplinare e uno spazio rilevante per attività operative a contatto con le imprese e le istituzioni, quali i field project e il tirocinio finale. Gli insegnamenti impartiti nel corso di laurea hanno un focus sui temi della Food Innovation and Entrepreneurship, e mirano a sviluppare nei partecipanti competenze imprenditoriali e di gestione dei processi d’innovazione.

>> Link: www.unisg.it

 

Parma

Considerata la crescente attenzione dei media e del turismo verso il settore enogastronomico, il Dipartimento di Scienze degli Alimenti, nel 2004, ha istituito il primo corso di laurea pubblico dedicato al complesso mondo della qualità gastronomica degli alimenti e della comunicazione. Il corso di laurea in Scienze gastronomiche affronta così gli aspetti legati alla conoscenza e alla valorizzazione degli alimenti e dei luoghi ove questi sono prodotti. La formazione in Scienze gastronomiche, oltre ad una conoscenza di base degli aspetti scientifici, tecnici e nutrizionali degli alimenti, pone attenzione alla “cultura” del cibo, approfondendone gli aspetti storici, antropologici, psicologici ed economici. L’articolazione del corso è prevista su tre anni, durante i quali sono proposte agli studenti lezioni frontali, esercitazioni pratiche, tirocini e stage aziendali. Gli sbocchi di questo percorso formativo sono molteplici, dal turismo enogastronomico alla produzione e distribuzione dei prodotti tipici e della gastronomia, al lavoro presso i Consorzi di Tutela e valorizzazione dei prodotti tipici, fino alle attività commerciali specializzate, comunicazione ed educazione alimentare.

>> Link: cdl-sg.unipr.it

 

Modena

Partirà a gennaio 2018 un Master in Valorizzazione delle tipicità agroalimentari ed enogastronomiche all’interno dell’Università di Modena e Reggio Emilia. «Agli studenti, già in possesso di una base conoscitiva generale di produzioni e preparazioni agroalimentari, il master fornirà un corpus di competenze di stampo manageriale, inerente le varie attività che concorrono alla valorizzazione, commercializzazione e trasformazione dei prodotti Dop e Igp, comunicazione d’impresa e distribuzione, elaborazione gastronomica e somministrazione, comunicazione istituzionale e gestione dei marchi e delle denominazioni, capacità aggregativa e promozione turistica, capacità esportativa ed espositiva», ha detto Emiro Endrighi, docente dell’ateneo e vicepresidente del Polo museale universitario. Sono ammessi al corso, di durata annuale con conclusione prevista a dicembre 2018, un massimo di 20 studenti il cui impegno didattico d’aula, tra lezioni, workshop e testimonianze, è di 370 ore, mentre 375 ore saranno dedicate allo stage. «Di particolare importanza per la formazione del futuro manager del settore — ha detto la prof.ssa Patrizia Fava — sarà il tirocinio, della durata di 375 ore, che consisterà nella messa a punto e realizzazione di un progetto di valorizzazione presso l’azienda o ente ospitante, con la supervisione del docente di riferimento». Possono accedere al master tutti coloro che sono in possesso almeno della laurea triennale o di una laurea del vecchio ordinamento.

>> Link: www.valoretipicita.unimore.it

Premiata Salumeria Italiana
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Premiata Salumeria Italiana:
Euro Genuine Food
L'Annuario di tutti i DOP, IGP, STG europei dal Produttore al Consumatore