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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2017

Rubrica: La QualitĂ 
(Articolo di pagina 38)

G7 delle Indicazioni Geografiche: nasce la Dichiarazione di Bergamo

Tra gli eventi collaterali svoltisi in occasione del G7 dell’Agricoltura di Bergamo, lo scorso 11 ottobre è andato in scena anche il “G7 delle Indicazioni Geografiche”, un momento di confronto fra le maggiori organizzazioni dei produttori delle IG in rappresentanza di oltre un milione di imprese e operatori delle filiere agricole, vitivinicole e delle bevande spiritose di tutto il mondo. Al termine del vertice internazionale è stata sottoscritta la “Dichiarazione di Bergamo”, un documento strategico, presentato alle istituzioni, che ha l’obiettivo di riconoscere il valore delle Indicazioni Geografiche in ambito agricolo, ambientale e commerciale, definendo anche gli strumenti per la lotta alla contraffazione, i piani per una produzione sostenibile e il rilancio dei negoziati per la tutela legale delle IG. «Da Bergamo — ha affermato il ministro del MIPAAF Martina — rilanciamo l’impegno per la tutela e la promozione delle Indicazioni Geografiche. Con la Dichiarazione di Bergamo si delineano le sfide decisive per tutelare e promuovere il nostro patrimonio agroalimentare, definendo anche nuovi strumenti per la lotta alla contraffazione, i piani per una produzione sostenibile e il rilancio dei negoziati per la tutela legale dei marchi geografici. I 4 punti cardine della dichiarazione sono in linea con la nostra azione e, in qualità di residenza del G7 agricoltura, li assumo come punto di impegno. Vogliamo lanciare un segnale forte per ridare spinta ai sistemi di protezione multilaterali in un momento storico cruciale in cui assistiamo invece a un ripiegamento verso antiche logiche protezionistiche.

 

Proteggere = integrare

«Il solo modo per proteggere — ha proseguito il ministro — è integrare. Ecco perché è fondamentale lavorare insieme per darsi regole forti in mercati aperti, tutelando le nostre produzioni di qualità agroalimentari che rappresentano una componente fondamentale dell’export. Servono nuovi strumenti di reciprocità, clausole di salvaguardia esigibili e autenticità dei prodotti made in Italy sui mercati internazionali». «La Dichiarazione di Bergamo — ha dichiarato il vice-ministro Andrea Olivero — rafforza l’azione di tutela delle denominazioni che abbiamo avviato nei mesi scorsi attraverso gli accordi con le piattaforme di e-commerce mediante l’ICQRF e ci induce a proseguire su questa strada per mantenere alta la reputazione e la distintività delle nostre produzioni certificate».

 

I quattro punti chiave della Dichiarazione di Bergamo

  1. Creazione di un sistema multi-laterale di protezione delle Indicazioni Geografiche efficace, semplice e trasparente per i produttori ed i consumatori, sostenendo anche l’applicazione dell’Accordo di Lisbona del 1958 — rivisto con l’Atto di Ginevra del 2015 — per garantire una tutela multi-livello alle IG;
  2. miglioramento della trasparenza della Internet governance con il coinvolgimento degli stakeholders per una protezione efficace delle IG quale diritto di proprietà intellettuale, in particolare nella gestione da parte di ICANN del sistema assegnazione dei nomi di dominio di primo e di secondo livello; nell’utilizzo dei nomi delle IG nei portali di commercio elettronico e nei motori di ricerca;
  3. approfondimento delle ricerche e degli studi riguardo il positivo contributo delle Indicazioni Geografiche alla sostenibilità economica e ambientale e al cambiamento climatico;
  4. incremento delle risorse finanziarie per la cooperazione internazionale destinate al rafforzamento delle IG attraverso modelli e sistemi di governance efficaci, nelle aree caratterizzate da sottosviluppo e conflitti, con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni dei produttori dei Paesi più sviluppati.

Fonte: MIPAAF

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