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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2017

Rubrica: Vino
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 126)

Vino e dintorni

In Salento, vitigni autoctoni per vini di qualità, al passo con i gusti del consumatore; al Festivaletteratura di Mantova le degustazioni del Garda Doc; la produzione di Chianti classico nei terreni di Gaiole in Chianti; in Slovenia, nel giardino vitato sognato da Josko Gravner. E ancora, in Trentino a festeggiare con l’associazione dei vignaioli; a Roma per assaggiare un vino a 5 stelle; nel cuore di Asolo alla scoperta di un vigneto ritrovato; a Milano, capitale della moda, per visionare il progetto WineLeather, innovativa pelle 100% vegetale ottenuta dalle fibre e dagli oli della vinaccia.

 

I successi “autoctoni” di Tenute Rubino

La filosofia di Tenute Rubino, nota azienda vitivinicola di Brindisi, fondata nel 1999 da Luigi Rubino, continua a conquistare successi e riconoscimenti; tra gli ultimi quelli di Decanter e Falstaff, accreditate riviste internazionali di vino. In particolare Decanter “premia” il Lamo, un elegante rosso Ostuni Doc da uve Ottavianello in purezza (con 90 punti), mentre l’austriaca Falstaff fa un’ottima valutazione dei due rosati Igt Salento della cantina: il fresco e delicato Torre Testa rosè da uve Susumaniello (90 punti) e il sapido e minerale Saturnino da uve Negroamaro in purezza (89 punti). Quest’ultimo è promosso dalla cantina come il vino dell’estate 2017, prodotto la prima volta con l’annata 2004 in omaggio a una tradizione, quella dei rosati, molto diffusa nel Salento. Al naso ricorda la violetta, l’amarena e la ciliegia. Al palato colpisce per la sapidità, generata da un vigneto a ridosso del mare. Ideale insieme a piatti di pesce, parmigiane di melanzane o primi con funghi porcini, il Saturnino affina in serbatoi d’acciaio e due mesi in bottiglia (info: www.tenuterubino.com).

 

Nasce il Garda Doc: le bollicine puntano a grandi numeri

Dieci denominazioni di eccellenza —Valtènesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valdadige, Valpolicella, Durello e Soave— unite in un unico marchio: nasce così lo Spumante Garda Doc, al centro di un progetto strategico del Consorzio Garda Doc per il made in Italy. Ambiziosi gli obiettivi dichiarati dal presidente Luciano Piona: a breve 20.000.000 di bottiglie della nuova tipologia, quante sono all’incirca le presenze turistiche nel bacino gardesano, che si aggiungerebbero ai 7.000.000 di bottiglie che sono già spumantizzate in zona sotto vario nome, e un’ulteriore crescita dell’export. L’immagine del brand è stata elaborata dalla Onice Design e Stefano Torregrossa, selezionata attraverso un concorso al quale hanno partecipato 13 agenzie: un’onda che rappresenta il vino e il suo territorio. La XXI edizione del Festivaletteratura di Mantova è stata l’occasione per la presentazione del Garda Doc Collezione Brut 2016 in edizione limitata.

 

I viticoltori di Gaiole in Chianti fanno sistema

È nata nel mese di maggio l’Associazione Viticoltori Gaiole con lo scopo di promuovere le aziende vitivinicole del comune di Gaiole in Chianti, la millenaria storia del suo territorio e le particolarità pedologiche della zona che rendono possibili vini di grande personalità e diversità. Le aziende più grandi assieme a quelle più piccole lavorano ora insieme per dare un quadro il più completo possibile della produzione di Chianti Classico della terra di Gaiole in Chianti. I primi a dare impulso sono stati Francesco Ricasoli e Emanuela Stucchi Prinetti, costituendo l’associazione con Barone Ricasoli, Capannelle, Badia a Coltibuono, Rocca di Castagnoli, Il Palazzino. Da maggio in poi ha aderito la quasi totalità dei viticoltori, fino alla composizione attuale: Badia a Coltibuono; Barone Ricasoli; Bertinga; Borgo Casa al Vento; Cantalici; Capannelle; Casanova di Bricciano; Castello di Ama; Castello di Lucignano; Castello di Meleto; Fietri; I Sodi; Il Colombaio di Cencio; Il Palazzino; La Casa di Bricciano; Le Miccine; Matteoli agricola; Monterotondo; Podere Ciona; Poggi del Chianti; Riecine; Rietine; Rocca di Castagnoli; Rocca di Montegrossi; San Giusto a Rentennano; San Martino, Montagnani; San Vincenti (info: www.facebook.com/viticoltorigaiole).

 

Josko Gravner e il giardino vitato

Si avvicina il giorno in cui il giardino vitato sognato da Josko Gravner sarà in piena attività. Si trova a Dedno, in Slovenia, e si estende su 8 ettari. Il progetto prevede tre stagni e un’opera di architettura del paesaggio a completamento delle vigne. I lavori, iniziati nel 2000, sono stati difficili e impegnativi anche a causa dalla forte pendenza dei terreni, che ha spesso costretto il produttore goriziano a eseguire interventi a mano. Nel 2017 è stato realizzato l’impianto delle viti portainnesto, che saranno innestate a gemma direttamente in campo tra due anni, una volta adattate alle nuove condizioni, quando le radici si saranno sufficientemente sviluppate. Le viti piantate quest’anno dopo tre anni di sovescio entreranno in produzione nel 2024/2025 e il vino sarà imbottigliato nel 2032 (info: www.gravner.it).

 

I Vignaioli del Trentino celebrano il Trentennale

L’Associazione Vignaioli del Trentino, consorzio dal 2015, festeggia i suoi primi trent’anni di vita. Era il 1987 quando alcuni produttori si associarono, condividendo i valori della territorialità, artigianalità e qualità della produzione. Oggi i soci sono oltre 60, rappresentanti di ogni sotto-zona trentina, dalla Vallagarina alla Rotaliana, dalla Valle di Cembra alle colline di Faedo, Sorni e Pressano (info: www.vignaiolideltrentino.it).

 

Vino a 5 stelle a Villa Borghese

Il Sofitel Rome Villa Borghese, boutique hotel 5 stelle a due passi da via Veneto, ha adottato una porzione di vigneto della casa vinicola Ômina Romana, a conduzione familiare, sulle colline di Velletri. In questo territorio alle pendici dei Colli Albani, vocato alla viticoltura, sono coltivate dodici varietà di uve rosse tra autoctone e internazionali e sette varietà bianche. La scelta è caduta sul Cesanese, pregiato vitigno a bacca rossa caratterizzato da sfumature rubino e sapore morbido. Le uve sono trasformate in un vino speciale, poche centinaia di bottiglie “della casa”, che il Sofitel Rome Villa Borghese servirà agli ospiti (info: www.sofitel.com).

 

Alle fonti dell’Asolo Docg

“Nel cuore di Asolo, un vigneto ritrovato” è il progetto che l’azienda vitivinicola Montelvini della famiglia Serena dedica ad Asolo, la “Città dei cento orizzonti”, cuore della denominazione Prosecco Superiore Asolo Docg. Il progetto sarà realizzato in un appezzamento vitato nel centro storico del borgo veneto, in provincia di Treviso, per recuperare il genoma della pianta originale dalla quale sono derivate le produzioni della denominazione. Quest’ultima è l’unica del Prosecco “classico” che include in disciplinare la versione Extra Brut, grazie a un terreno e un microclima che garantiscono struttura e salinità. Il vigneto, impiantato nel 1960, si estende su 3.000 m2 (0,3 ettari), coltivato in prevalenza con vitigno glera. Le prime bottiglie arriveranno sul mercato nel 2023 (info: www.montelvini.it).

 

Uve prêt-à-porter

La prima collezione di moda realizzata con tessuti tecnici a base vegetale (biobased) è stata presentata da Vegea, azienda milanese che produce biomateriali per il fashion design, da gennaio coinvolta nel Progetto Manifattura, incubatore clean tech di Trentino Sviluppo, società partecipata della Provincia Autonoma di Trento. L’attività prende spunto dalla ricerca di tecnologie innovative per la produzione di materiali da fonti vegetali rinnovabili per la moda. Uno studio su molteplici matrici vegetali dell’agroindustria ha identificato i derivati della lavorazione vitivinicola, la vinaccia — semi e bucce dell’uva residui — come materia prima ideale per la presenza di composti polifunzionali utili per creare tessuti tecnici ecosostenibili (info: www.progettomanifattura.it).

Massimiliano Rella

 

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