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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2017

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 78)

Cibus Connect: a Parma una due giorni all’insegna dell’efficienza e del business internazionale

Archiviata la prima edizione del nuovo evento fieristico parmense dedicato al food & beverage italiano: soddisfatte le aziende alimentari partecipanti e i buyer. Appuntamento con Cibus a maggio 2018

La regina francese dello stile Coco Chanel amava ripetere: “prima di uscire, guardati allo specchio e levati qualcosa”. Seguendo i consigli di Miss Coco, quindi, eliminare qualche accessorio dal proprio abbigliamento sarebbe sempre la scelta migliore perché la nostra immagine nel suo complesso ne possa trarre immediatamente vantaggio. Visitando i padiglioni che hanno ospitato Cibus Connect, innovativo appuntamento ideato da Fiere di Parma e Federalimentare, si è avuta la netta impressione che gli organizzatori abbiano fatto qualcosa di molto simile: dritti all’essenziale! Evitando comunque qualsiasi confronto con quella grandiosa manifestazione che è Cibus — il Salone Internazionale dell’alimentazione che per la prossima edizione si svolgerà a Parma dal 7 al 10 maggio 2018 — il format di questa nuovissima e intensa due giorni (12 e 13 aprile) ha regalato un’aura di immediatezza all’esposizione, dimostratasi un concentrato di efficienza e spirito internazionale. Scelte azzeccate quelle dedicate agli stand (400 le aziende espositrici), ridotti negli spazi, con un’estetica lineare, molto pulita, in contrasto con l’ampiezza riservata invece all’area show cooking, di grande respiro, estremamente fruibile, dove sono state presentate con grande seguito, anche grazie alla presenza di chef molto noti e vere e proprie stelle della gastronomia, tutte le novità di prodotto. Significativo e, soprattutto, decisamente efficace il lavoro fatto in precedenza dallo staff organizzativo per richiamare i buyer esteri in fiera: erano infatti almeno 1.000 quelli arrivati nella cittadina emiliana, attratti anche dalla contemporaneità con il Vinitaly di Verona. 10.000 gli operatori complessivi presenti tra la prima e la seconda giornata, che, dai commenti rilevati, si sono detti tutti piacevolmente colpiti da questo “nuovo Cibus”, che si terrà negli anni dispari e prevederà sempre un mix di esposizione, una ricca parte di workshop e convegni finalizzati alla divulgazione dei temi di attualità in ambito food e retail e business matching.

La soddisfazione convinta delle aziende alimentari
«È un progetto molto innovativo — ha riferito Francesco Mutti, CEO di Mutti Spa — ed il risultato è stato eccellente, per cui vanno fatti i complimenti a Fiere di Parma. La manifestazione è snella, con un’efficacia rara in termini di costi di struttura». «Cibus Connect è stata una sorpresa positiva» ha confermato il presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari. «Il nostro stand ha registrato una buona presenza di buyer, sia italiani che stranieri, ed abbiamo presentato i nostri prodotti congelati, dedicati soprattutto all’export».
«La dislocazione separata di stand e show cooking è molto innovativa — ha rilevato Nicola Levoni, presidente dell’omonima azienda di Castellucchio (MN) e di Ass.i.ca., l’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi — e ci ha permesso di ampliare la comunicazione alla clientela. Molto utile anche il pratico stand pre-allestito».
Soddisfazione espressa anche da Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano: «è stata un’occasione ottima per dare visibilità ai prodotti del territorio».

Food made in Italy: connettiamoci col mondo
A Cibus Connect si è tenuto, sia nella prima giornata che nella seconda, il forum internazionale “Posizionamento del Made in Italy Alimentare nell’evoluzione internazionale dei consumi”, organizzato da Fiere di Parma e TEH-Ambrosetti.
I lavori della seconda giornata sono stati aperti da Andrea Olivero, viceministro delle Politiche Agricole e Alimentari, il quale ha invitato «tutti gli attori a fare la propria parte e a dare un contributo per il poten­ziamento dell’export agroalimen­tare: il Governo, favorendo e facilitando l’accesso ai mercati e vigilando nel contempo sulla autenticità dei prodotti; gli imprenditori, facendo massa critica e insieme promuovendo strategie comuni di crescita che possano trovare un valido strumento nelle denominazioni Dop e Igp, che al meglio rappresentano l’alto valore aggiunto che i nostri prodotti traggono dagli imprescindibili legami con i territori di origine».
«Qui a Cibus Connect le imprese vengono a illustrare cosa differenzia il sistema produttivo italiano rispetto a tutti gli altri Paesi» ha dichiarato Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare, intervenendo in chiusura di manifestazione. «Ricordiamo che la produttività per ettaro della Pianura Padana è la più grande del mondo. L’industria alimentare ha imboccato con decisione la strada dell’innovazione e della sostenibilità. Le innovazioni di prodotto, tuttavia, non devono snaturarlo».
Valerio De Molli, Ceo di The European House Ambrosetti, ha presentato la ricerca “Sostenere la crescita di lungo periodo e l’internazionalizzazione delle imprese del settore food & beverage in Italia”. «Nel rapporto sono state evidenziate le forze e le debolezze del food made in Italy anche dal punto di vista degli oltre 200 retailer internazionali intervistati per questa occasione. Il comparto alimentare italiano ha dimostrato una straordinaria resilienza alla crisi avendo fatto crescere di oltre il 13% il fatturato aggregato negli ultimi 15 anni, a fronte di un crollo della produzione industriale manifatturiera di 25 punti percentuali».
Nel corso del workshop organizzato da Gdo Week e Mark Up è stata analizzata la responsabilità di essere impresa che, al di là dei bilanci sociali, è tempo entri nel DNA delle imprese, diventandone coscienza sociale. In questo contesto si è parlato di Sud, partendo dal presupposto che, per il nostro Paese, il meridione può e deve diventare una risorsa importante, le imprese devono tornare ad investire, ma nel modo giusto
Responsabilità per chi opera nella filiera del consumo, dalle aziende dell’agroalimentare a quelle della distribuzione, significa anche educazione alimentare: quanto possono (e devono) incidere le aziende della filiera del consumo per aiutare gli Italiani a nutrirsi meglio? Nel corso del workshop è intervenuto Francesco Pugliese, ad di Conad, che ha sottolineato come la «Grande Distribuzione debba assumere un ruolo sociale ed agire da collante tra il prodotto ed il consumatore. E il prodotto deve andare sempre più verso la natura, l’ambiente, essere fair trade, riciclabile e di basso impatto ambientale».
Durante il convegno di Agrifood Monitor, Nomisma e Crif, si è parlato anche del rischio Brexit per l’export dei salumi italiani, nel caso in cui venissero applicati nuovi dazi. Tanto più che l’interesse dei consumatori inglesi per i salumi è elevato, come dimostra il fatto che circa l’87% di loro li ha acquistati almeno in un’occasione negli ultimi 12 mesi e il 57% più volte nel corso di una settimana.
Fari puntati sul mercato USA nel workshop organizzato da The Progressive Grocer. I rivenditori di prodotti alimentari gourmet nel mercato statunitense hanno una cosa in comune: devono affrontare una concorrenza più spietata che mai da parte di tutti i canali di vendita al dettaglio. I rivenditori, qualsiasi siano i loro volumi di vendita, hanno bisogno di differenziarsi. In questo incontro, i relatori hanno condiviso le loro storie di successo, spiegando l’origine dei loro prodotti, il ruolo del cibo e dei vini italiani nei loro negozi, discutendo in generale di tutto ciò che influenza al momento il mercato statunitense.
Di e-commerce nel comparto alimentare si è parlato anche al workshop di ICE Agenzia, durante il quale è stata presentata la nuova piattaforma B2B per l’outsourcing della distribuzione Rangeme.com, e nell’area Slow Food, grazie al progetto Foodscovery, un mercato on-line al servizio di produttori e operatori professionali. La piattaforma permette a chiunque di ordinare prodotti icona della gastronomia regionale direttamente da contadini, pescatori, allevatori, trasformatori, produttori rappresentativi della tradizione locale saltando tutti i passaggi della distribuzione tradizionale.
Nel corso della due giorni si sono tenuti altri numerosi workshop, tra cui quello organizzato da Lebensmittel Zeitung sulla GDO tedesca, due organizzati da LSA, uno sui prodotti bio in Francia e Benelux e l’altro sui prodotti gourmet e regionali francesi; infine, due workshop organizzati da Confimprese, sulla ristorazione commerciale e sulla ristorazione travel.
In fiera sono anche stati presentati i Tespi Awards, i premi dell’eccellenza assegnati alle aziende che si sono distinte nell’ideazione e realizzazione di attività di marketing e comunicazione durante il 2016.
 

>> Link: www.cibus.it

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