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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2017

Rubrica: La QualitĂ 
(Articolo di pagina 46)

Finocchiona mon amour

La Finocchiona Igp ha ingranato la quinta e si regalata un 2016 da record. I dati sulla produzione dell’anno appena concluso sono infatti molto positivi. Sono oltre 1 milione e 400.000 i chili dello storico salume toscano insaccati, pari a più di 610.000 “pezzi”, e circa 1 milione e 200.000 vaschette di prodotto affettato confezionate. Il valore, calcolato sul prodotto certificato, è di quasi 7 milioni e 800.000 euro alla produzione e di oltre 13 milioni e mezzo alla vendita.

L’Igp, una marcia in più per la finocchiona
Dal momento del riconoscimento del­l’Indicazione Geografica Protetta nel maggio 2015 ad oggi si è registrata una crescita costante del salume toscano, arrivando a quasi 2 milioni e 200.000 kg totali di prodotto insaccato, 965.000 pezzi e oltre 1 milione e 815.000 vaschette. Il valore alla produzione ha superato i 12 milioni di euro ed il valore alla vendita ha oltrepassato quota 20 milioni. Per capire l’entità della crescita basta dire che le percentuali di produzione segnano un +63% tra il terzo e il quarto trimestre del 2016 e un +58% rispetto al quarto trimestre del 2015.

Arezzo, Siena e Firenze le province al top della produzione
La provincia regina per quanto riguarda la produzione di finocchiona Igp è Arezzo, con più di 416.000 di chili prodotti e un valore alla produzione stimato in circa 3 milioni e 120.000 euro (5 milioni e 413.000 euro alla vendita). Siena segue a ruota con oltre 405.000 kg insaccati, una stima di 3 milioni di euro alla produzione e oltre 5 milioni e 200.000 euro alla vendita. Staccata, ma pur sempre sul podio, troviamo Firenze con quasi 133.000 kg di finocchiona Igp prodotti e una stima del valore pari a 995.000 euro alla produzione e 1 milione e 726.000 euro alla vendita.

Italia, ma non solo
La Finocchiona Igp va forte anche all’estero. L’83% circa del mercato della Finocchiona Igp è in Italia, ma la fetta relativa all’export inizia ad assumere un valore sempre più significativo. Del 17% di prodotto esportato, l’UE fa la parte del leone con il 16%, mentre il “resto del mondo” si attesta poco al di sopra dell’1%. Germania, Inghilterra e Svezia sono i primi tre Paesi nel consumo di Finocchiona Igp rispettivamente con il 10,7, il 3 e l’1%. Forte apprezzamento anche in Danimarca, Belgio e Francia, ma sono da segnalare nella top ten dei consumatori di finocchiona tre stati extra UE: la Nuova Zelanda, al sesto posto, la Norvegia all’ottavo e il Giappone, al decimo, senza dimenticare il Canada che segue a breve distanza. «I dati sono molto positivi, segno anche di un assestamento del prodotto su tutti i canali distributivi, dalla Grande Distribuzione fino alle botteghe e le gastronomie» sottolinea Fabio Viani, presidente del Consorzio. «Il traguardo della certificazione non è stato un fuoco di paglia, bensì il risultato di un lungo lavoro, e per questi dati positivi dobbiamo ringraziare le aziende che fanno parte del Consorzio che ogni giorno scelgono di investire nella qualità della finocchiona Igp. Il Consorzio sta portando avanti il suo lavoro incentrato sulla comunicazione e promozione, rimanendo sempre attento alle questioni riguardanti la tutela del prodotto sul mercato».
«Quanto seminato lo scorso anno — afferma Francesco Seghi, direttore del Consorzio — sta dando i suoi frutti. I risultati 2016 sono interessanti anche perché segnano un incremento costante, come dimostrano i dati su base trimestrale e semestrale. Se sul mercato nazionale la finocchiona Igp si consolida e si afferma aumentando la sua presenza e di conseguenza i consumi, l’estero rappresenta ancora una stimolante scommessa e dimostra di apprezzare il prodotto. I numeri a disposizione ci dicono che il prodotto va forte nel centro e nel Nord Europa, ma sono molte le realtà che offrono interessanti prospettive di crescita anche fuori dall’Unione Europea.
C’è molto da lavorare in termini di promozione, comunicazione e tutela, e se lo faremo con l’entusiasmo e la passione dimostrata fino ad oggi i risultati continueranno ad arrivare: contiamo infatti di confermare il trend positivo degli ultimi mesi, e l’obiettivo è un ulteriore +6,5% su base annua che consentirebbe di superare la quota del milione e mezzo di chilogrammi insaccati nel solo 2017
».

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