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Premiata Salumeria Italiana nr. 2, 2017

Rubrica: La QualitĂ 
(Articolo di pagina 66)

Consorzio del Prosciutto di San Daniele: in prima linea per il contrasto alle frodi e la tutela della Dop

Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha positivamente preso atto dell’operazione intrapresa dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per mezzo dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) per difendere le produzioni a Denominazione di Origine Protetta, intervenendo su alcune imprese del settore suinicolo per la fornitura di materiale genetico agli allevamenti del circuito della Dop. Le azioni di indagine sono partite nelle regioni di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Il Consorzio, che è organismo incaricato dallo Stato della tutela del marchio “prosciutto di San Daniele”, aveva da tempo attivato i contatti con il Ministero sul tema e già nel corso del 2016 aveva informato sia l’Ispettorato Centrale che quello periferico del Nord Est. A inizio febbraio, infatti, ha avuto luogo un primo intervento eseguito in alcuni allevamenti del Veneto da parte del Consorzio in collaborazione con l’Istituto Nord Est Qualità (INEQ), proprio per accertare l’eventuale utilizzo fraudolento di tipi genetici non conformi al disciplinare della Dop, avvalendosi di un test per risalire attraverso il DNA alla matrice genetica degli animali. Il prosciutto di San Daniele è una produzione tipica a Denominazione di Origine Protetta ai sensi del Reg. (CE) n. 1151/2012 e registrato tra le Dop dell’Unione Europea ai sensi del Reg. (CE) n. 1107/96, tutelato dalla Repubblica Italiana con la Legge n. 30 del 14 febbraio 1990. Tutto ciò testimonia che un prosciutto crudo per potersi chiamare “San Daniele” deve essere stato prodotto sottostando a rigorose prescrizioni produttive e igienico sanitarie, sulle quali controlla l’INEQ a garanzia del consumatore e della qualità finale del prosciutto. Il prosciutto di San Daniele viene prodotto esclusivamente con carni provenienti dall’Italia ed in particolare da suini nati allevati e macellati in 10 Regioni più precisamente in Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Marche, Umbria, Toscana, Lazio e Abruzzo. Il suinetto viene tatuato entro un mese dalla nascita e, in seguito, la sua storia viene documentata da una completa certificazione e dai relativi tatuaggi sulle cosce, che garantiscono anche formalmente la provenienza dello stesso sino al momento in cui le carni divengono materia prima per la produzione di prosciutti. Durante l’allevamento il suino può mangiare solamente determinati alimenti (prevalentemente di origine vegetale) che sono elencati in maniera tassativa dalla normativa vigente e dal disciplinare di produzione. In Italia si producono circa 9 milioni di suini all’anno, che sono destinati principalmente alla produzione di prosciutti Dop. Tali animali sono tutti nati ed allevati nel nostro Paese e sono sottoposti a rigorosi controlli dalla nascita fino alla macellazione dalle Autorità sanitarie e dai sistemi di controllo preposti e sorvegliati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Commercializzazione tutelata
Il mercato canadese apre finalmente le porte al Prosciutto di San Daniele Dop chiamandolo col suo nome! Sembra incredibile ma, fino all’ultima recente approvazione del CETA, l’accordo economico e commerciale tra Unione Europea e Canada, il prodotto friulano doveva essere esportato sotto il nome di “Authentic Italian Prosciutto”, perché, negli anni ‘70, un’azienda canadese aveva registrato il marchio “San Daniele”. Dalla sua entrata in vigore (aprile 2017), l’accordo consentirà la coesistenza dei due marchi sul mercato — il “San Daniele canadese” e il Prosciutto di San Daniele originale — con i relativi simboli di identificazione sulle confezioni. Per il consumatore sarà quindi più facile acquistare il prodotto desiderato. «Si tratta di un accordo di buon valore per il Prosciutto di San Daniele Dop perché la tutela del nostro prodotto permette di sostenere il settore e incentivare l’export» spiega Mario Cichetti, direttore del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. «Per noi si tratta di un importante passo avanti che apre nuove opportunità di crescita sul mercato canadese, grazie ai valori condivisi con l’ampia e radicata comunità di origine italiana che conta 140.612 residenti nel paese, pari quasi al 3% dei circa 9 milioni di Italiani residenti all’estero».

Crescita a doppia cifra per il preaffettato
La produzione del Prosciutto di San Daniele Dop relativa all’anno 2016 ha riportato una crescita di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, con 2.719.094 cosce di suino avviate alla lavorazione. Rispetto al 2015, la produzione di preaffettato in vaschetta ha segnato indici molto positivi, con oltre 350.000 prosciutti affettati (+6,8%). Con 20.089.109 vaschette certificate pari a una crescita del +7,2% sull’anno precedente, il preaffettato si è riconfermato, quindi, il trend di vendita più performante per il San Daniele, perfettamente in linea con le nuove modalità di consumo. Negli ultimi tre anni si è registrata una crescita a due cifre di questa modalità di offerta, che garantisce una fruibilità semplice, immediata, pratica e veloce del prodotto, rispondendo alla necessità dei consumatori di avere in casa un prodotto fragrante e sempre pronto da gustare. I dati dell’intero comparto, rilevati da Nielsen ed elaborati da Ismea, hanno registrato una flessione generale degli acquisti domestici di salumi (–1,6% in volume su base annua) in controtendenza rispetto alla lieve crescita delle vendite di prosciutto crudo, in generale. Nel 2016 la quota di mercato del prosciutto di San Daniele risulta pari al 12,5% in volume e al 15% in valore, sul totale del prosciutto crudo. In questo scenario, per quanto riguarda le vendite, il San Daniele Dop ha riscontrato una crescita del +0,9% in volume e del +3,7% in valore, rispetto al 2015. Anche sul fronte export, il 2016 è stato un buon anno con una crescita del +6%. Le esportazioni hanno avuto infatti un peso pari al 17% delle vendite totali del prodotto. La quota nei Paesi della UE vale il 60% delle esportazioni, con Francia, Germania, Belgio, Svizzera, Austria e Regno Unito principali mercati di riferimento in Europa. Per quanto riguarda i mercati extracomunitari, il valore dell’export è pari al 40%, con Stati Uniti, Australia e Giappone come principali aree di vendita. Le esportazioni del preaffettato in vaschetta hanno fatto registrare una crescita del +16%, con un valore del 21% sul totale export.
 

>> Link: www.prosciuttosandaniele.it

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