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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2017

Rubrica: Libri
Articolo di Manicardi N.
(Articolo di pagina 124)

Vinibuoni d’Italia 2017

La Guida del Touring Club dei vitigni autoctoni che, con i loro prodotti migliori, valorizzano il nostro territorio per la gioia dei palati di tutto il mondo. Sono più di 5.000 le etichette recensite

M. Busso (a cura di)
Vini buoni d’Italia 2017
Edizioni Touring
704 pp. – euro 22,00

 

È uscita la Guida del Touring Club Italiano “Vinibuoni d’Italia” 2017 che compendia l’Italia dei vitigni autoctoni e, in più, i vini e le cantine migliori per tutti i prezzi e in tutte le regioni (con, in aggiunta, gli Spumanti Metodo Classico e l’Istria). La Guida, a cura di Mario Busso, è strumento prezioso non solo a livello enologico e culturale ma, diremmo, anche antropologico ed etnologico. Passare in rassegna i vitigni autoctoni significa infatti mettere in mostra quello che l’Italia presenta di unico al mondo per livello sia quantitativo che qualitativo e anche in termini di rapporto con le tradizioni di lavoro e di vita più antiche. Ricordiamo, a tale proposito, che il termine autoctono riservato a un’uva significa che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi al territorio che lo ha ospitato fin quasi a fondersi con esso. Ebbene, nonostante i termini “stretti” imposti da tale definizione, per cui in pratica si tratta di vitigni che si trovano su una o due province al massimo, in Italia possiamo vantare un patrimonio costituito da centinaia di uve autoctone di consolidata tradizione. Alcune di queste sono molto conosciute, soprattutto grazie agli sforzi di piccoli ma qualificatissimi produttori. Altre sono in via di estinzione, ma il desiderio di sfuggire all’omologazione del gusto fa sì che si rinnovino periodicamente gli sforzi per tenerle in vita anche a seguito delle richieste di un mercato di intenditori alla ricerca di originalità del prodotto e di significati culturali ad esso correlati.

Il Touring Club Italiano centra quindi in pieno, con questa pubblicazione, il suo scopo societario che è sempre stato, fin dall’inizio, quello di promuovere la conoscenza dei territori e delle loro culture. E quale altro mezzo, meglio del vino, potrebbe aiutare in questa impresa? Nel vino si coniugano territorio, enogastronomia e turismo e il nostro, come già detto, è un patrimonio enologico unico al mondo. Meglio di così…
Come mette bene in luce il presidente del Touring Club, Franco Iseppi, nella sua prefazione, il vino non è solo un piacere in sé ma anche un motivo di viaggio e un mezzo di conoscenza del nostro Paese specialmente per il tramite offerto dalle cantine stesse, che sempre più di frequente si aprono al pubblico o addirittura si trasformano in agriturismi. Sono più di 5.000 le etichette recensite! Quindi la scelta è più che ampia e qualificata.
Per facilitarla la Guida (che è arricchita anche con numerose ricette regionali e locali e inoltre è anche App) è stata suddivisa in 23 capitoli che corrispondono alle regioni italiane, con la divisione del Trentino dall’Alto Adige e la sezione sull’Istria croata. In ogni regione i produttori selezionati in guida sono stati indicati in ordine di nome. Di ogni azienda, anche se produce altri vini, sono stati segnalati solo quelli ottenuti al 100% da vitigni autoctoni. Per ogni cantina si fornisce un profilo articolato comprendente una sintetica descrizione, l’anagrafica aziendale e il numero complessivo delle bottiglie prodotte. Nella sezione “Vini da non perdere” sono segnalati vini di particolare pregio di aziende che non sono negli elenchi regionali con scheda specifica. Tutti i vini che appaiono in questa sezione, per la loro piacevolezza, corrispondenza al vitigno ed equilibrio hanno raggiunto nelle degustazioni delle commissioni regionali la valutazione massima delle 4 stelle. A fianco del nome del produttore possono apparire alcune icone che indicano: la possibilità di visita in azienda su appuntamento, l’ospitalità agrituristica, la possibilità di acquisto vino in azienda, l’azienda con oltre 100 anni di attività, l’azienda biologica, l’azienda biodinamica, l’impegno ecosostenibile.

Le icone del vino indicano a loro volta: il colore del vino (quadratino rosso, giallo o rosa), i vari momenti di apprezzamento (la bottiglia), la tipologia (il bicchiere), i prezzi. La valutazione del vino è espressa con un punteggio che va da 1 a 4 (punteggio massimo). La Golden Star è assegnata a quei vini che, raggiunte le 4 stelle, hanno ottenuto la nomination per concorrere alla Corona. Quest’ultima (di colore giallo) viene assegnata ai vini italiani d’eccellenza, scelti con voto palese di maggioranza nella sessione finale di degustazione a commissioni riunite su scala nazionale. Sono dunque vini che hanno entusiasmato per l’assoluta espressione del vitigno e del territorio di appartenenza, per la gamma aromatica, per il corpo e per l’armonia. Vini di forte identità, il cui ricordo rimane impresso con la capacità di emozionare a lungo. La Corona del pubblico (di colore verde) viene invece assegnata ai vini votati a Corona dalle commissioni parallele a quelle ufficiali di “Vinibuoni d’Italia” composte da winelovers e operatori del settore che hanno partecipato alle finali nella sessione “Oggi le Corone le decido io”.

Il rigore selettivo è severissimo e improntato alla trasparenza. Tutte le degustazioni sono state effettuate dalle commissioni sotto la guida di un coordinatore. I vini sono stati degustati in forma anonima, secondo 4 parametri: qualità, bevibilità, corrispondenza vino-vitigno, solo vini già in bottiglia.
Il capitolo sull’Emilia-Romagna è stato curato dalla nostra collaboratrice Laura Franchini. In questa regione i vitigni autoctoni presenti nella Guida sono ben 57, di cui 25 a bacca bianca e 37 a bacca rossa.
Prima di concludere vogliamo sottolineare ancora l’importanza della valorizzazione dei vitigni autoctoni riportando le parole del curatore della Guida: “Non esiste nazione dotata di ricchezze storiche, ambientali e artistiche come l’Italia, un paese capace di suscitare innamoramenti negli artisti e nei letterati di ogni epoca. La medesima considerazione si può fare per i vini, perché gli avvenimenti storici, i costumi, il clima hanno fatto sì che ogni regione si sia configurata con una propria identità vitivinicola. (…) Dietro il lungo cammino dell’enologia italiana ci sono tanti attori, ci sono cantine secolari in cui il tempo ha fermato e confermato valori; in cui l’azione dell’uomo ha saputo coniugare la tradizione all’innovazione; filosofie di produzione e di vita; devozione al lavoro e continuità nella ricerca qualitativa; impegno nel vigneto e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni del territorio. Queste cantine mostrano l’orgoglio dell’esperienza e il risultato è nei vini di etichette gloriose che hanno fatto la storia enologica dell’Italia”.


Nunzia Manicardi

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