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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2017

Rubrica: Assemblee
(Articolo di pagina 76)

Comunicare, la strategia di Nicola Levoni e di ASS.I.CA.

Minacce e opportunità del settore secondo Nielsen e Rabobank. «Dobbiamo comunicare a tutto tondo i valori delle nostre aziende e dei nostri prodotti a tutti i consumatori, che oggi più che mai sono attenti al mondo dell’alimentazione» ha dichiarato il presidente Nicola Levoni.

Si è tenuta lo scorso 22 novembre, presso Rho Fiera Milano, l’assemblea straordinaria di ASS.I.CA. Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria, che rappresenta circa 180 aziende del settore della salumeria italiana. Straordinaria perché solitamente l’associazione si riunisce a giugno, momento in cui presenta i dati del settore. Ma l’esigenza di nominare — come richiesto dal nuovo statuto di Confindustria — i componenti dei nuovi organi associativi, il Consiglio generale e gli organi di controllo, ha richiesto un incontro “supplementare”. È stato comunque un momento importante e di confronto. Il presidente di ASS.I.CA., Nicola Levoni, alla luce di un anno difficile che si è contraddistinto da continui attacchi al settore, soprattutto sul fronte mediatico, ha illustrato gli obiettivi di comunicazione del comparto. «Dobbiamo comunicare a tutto tondo i valori delle nostre aziende e dei nostri prodotti a tutti i consumatori, che oggi più che mai sono attenti al mondo dell’alimentazione. In particolare dobbiamo riuscire ad arrivare a un dialogo costruttivo con i Millennials, che oggi hanno un ruolo chiave nel guidare il mercato e che verso il consumo dei prodotti carnei sono i più critici. Nati tra il 1980 e il 2000, i Millennials sono la generazione globale con la passione per il locale, hanno un ruolo attivo nell’acquisto dei prodotti, sono poco influenzati dalla pubblicità e utilizzano molto internet (tramite mobile) anche per informarsi», ha affermato Levoni. «Abbiamo bisogno di farci conoscere di più e meglio. Rappresentiamo un settore apprezzato e imitato in tutto il mondo. Non lo diciamo noi ma i dati export, che ogni anno ci regalano soddisfazioni. I primi sei mesi del 2016, infatti, hanno segnato un +7,6% in quantità e un +5,2% in valore», ha concluso il presidente Levoni.

I consumi delle carni in Italia e nel mondo
All’assemblea hanno trovato spazio le analisi di due autorevoli istituti, Rabobank International e Nielsen.

Come sono cambiate le abitudini alimentari a livello globale
Justin Sherrard, global strategist animal protein di Rabobank International, nel suo intervento, oltre a presentare lo scenario economico internazionale, ha analizzato il consumatore mondiale. Sherrard ha evidenziato che il mercato è cambiato: il consumo pro capite della carne e dei salumi è sotto pressione e nel prossimo futuro dovremmo aspettarci ancora un ulteriore cambiamento. Il consumo di proteine in Europa è rimasto pressoché stabile dal 2005 al 2016, anche se approfondendo l’analisi sul consumo pro capite (2011-2016), in alcuni Paesi europei si notano differenze evidenti, come ad esempio la Spagna, la Danimarca e la Germania, che consumano di più della media europea, mentre l’Italia e la Francia stanno appena sotto la media. Le abitudini alimentari sono cambiate anche per il consumatore americano, che per tradizione consuma molta più carne: in otto anni (2009-2016) è diminuito l’inserimento della carne nell’alimentazione settimanale da 4,1 cene a 3,7 cene a settimana.
Ma come affrontare questa evidente diminuzione di consumo di carne? Rabobank International ha identificato per il settore delle opportunità che si possono distinguere in quattro opportunità. Prima, comprendere come è cambiata la domanda di acquisto. Seconda, coinvolgere i consumatori in tutti gli anelli della produzione. Terza, migliorare i processi produttivi dell’intera filiera in modo da assicurarsi di averne il controllo. Quarta opportunità, proseguire con successo nell’export cercando di aumentare i Paesi di destinazione.

Consumi di carni e salumi in Italia
Giovanni Fantasia, AD di Nielsen Italia, ha esposto un quadro relativo allo stato dei consumi di carni e salumi in Italia e l’identikit del consumatore italiano. Dalla relazione di Nielsen si è evinto come i consumatori oggi cerchino prodotti sani (34%), green (28%) e con elevato contenuto di servizio (34%). Caratteristiche che poi vengono premiate all’acquisto dove, per esempio, i secondi piatti pronti hanno +43% o i salumi +8%. Più in generale, ha spiegato Fantasia, «se dovessimo fare un identikit del consumatore si potrebbe affermare che è più consapevole e attento a stili alimentari salutari, desideroso di conoscere il “dietro le quinte” dei prodotti, compresi i sistemi di allevamento e il benessere animale. Per informarsi privilegia le fonti ufficiali, come il parere del nutrizionista o del medico specializzato. Verso di lui gioca un ruolo chiave la comunicazione».

Il Piano di comunicazione carni e salumi del MiPAAF
Luca Bianchi, capo Dipartimento delle politiche competitive e della qualità del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha illustrato i contenuti del Piano di comunicazione istituzionale per il comparto carni e salumi del MiPAAF. Bianchi ha sottolineato che l’obiettivo primario del Piano di comunicazione istituzionale è il recupero della fiducia del consumatore verso il consumo dei prodotti carnei.

Anticipazioni su Tuttofood
Corrado Peraboni, AD di Fiera Milano, ha poi fornito qualche anticipazione su Tuttofood, la fiera dedicata all’alimentazione in programma a maggio, della quale ASS.I.CA. è partner da tre edizioni. In particolare ha annunciato che ci saranno una serie di eventi in città durante l’evento il cui nome è ancora top secret.

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