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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 2012

Rubrica: Fiere
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 112)

Un inno alla diversitĂ  e alla passione

VinNatur, ViniVeri-Vini secondo natura, Summa 12, Vino e agricoltura naturale

Vinitaly è la vetrina più significativa dedicata al vino in Italia. Tuttavia, negli ultimi anni, hanno preso vita alcune interessanti iniziative che rappresentano, proprio durante il periodo di Vinitaly, importanti esperienze di aggregazione nel mondo del vino.

VinNatur
VinNatur (www.vinnatur.org) nasce nel 2006 dall’esigenza di unire piccoli produttori di vino naturale, italiani ed europei, in un’associazione che permetta loro di far conoscere il proprio prodotto ed allo stesso tempo di ampliare le proprie conoscenze specifiche in viticoltura ed enologia naturale. Per vino naturale si intende un prodotto derivato da un’agricoltura sana che abolisce l’uso di pesticidi, diserbanti, concimazioni al terreno o alle foglie di derivazione chimica. L’attenzione maggiore è rivolta al suolo ed al suo equilibrio naturale. La ricerca in questo settore riguarda il tentativo di eliminare rame e zolfo per la cura delle malattie, rivolgendosi invece ad estratti vegetali ed essenze naturali che aiutino la pianta ad autodifendersi. In cantina viene perseguito il lavoro fatto nella vigna; anche qui non sono permessi lieviti selezionati, additivi (di qualunque origine si tratti) e tecniche invasive, poco rispettose della materia prima.
Gli obiettivi sono quelli di ridurre o addirittura eliminare l’uso dell’anidride solforosa (conservante con noti effetti collaterali sull’uomo) e di perfezionare la pratica della fermentazione spontanea, prediligendo i lieviti migliori, già presenti in natura, che aumentano il valore aggiunto del prodotto, donando personalità ed unicità.
VinNatur si è tenuto dal 24 al 26 marzo presso Villa Favorita a Sarego (VI), una cornice prestigiosa per promuovere convegni, ricerche ed attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di vini e prodotti naturali e sani in tutta Europa. Il movimento dei vini naturali nacque negli anni Settanta in Francia, sviluppandosi progressivamente in Italia, Spagna, Cile, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Oggi conta migliaia di produttori. Il motto del 2012 è stato “Oltre il biologico”.
Se l’adozione di una normativa comunitaria che regola e definisce il concetto di “vino biologico” deve infatti essere salutata come passo avanti rispetto al nulla precedente, i vignaioli che partecipano a VinNatur hanno tenuto a sottolineare come le soluzioni approvate siano del tutto insufficienti. Il compromesso raggiunto tiene pesantemente conto delle esigenze dell’industria alimentare focalizzata sui grandi numeri e rivolta principalmente alla Grande Distribuzione Organizzata.
Le soluzioni adottate, insomma, penalizzano ancora una volta i piccoli produttori, che verranno percepiti dalla massa dei consumatori allo stesso livello dell’industria del vino. Esiste, infatti, la possibilità di utilizzare gli enzimi, i lieviti industriali, i tannini aggiunti, i trucioli, il mosto concentrato rettificato, il solfato, il fosfato di ammonio e sono permesse operazioni violentissime nei confronti del vino come la centrifuga, lo zuccheraggio, l’elettrodialisi e persino il riscaldamento del liquido sino alla temperatura di 70°C!
Quello che VinNatur ha voluto sottolineare è lo steccato che divide i vini naturali dai vini biologici industriali, standardizzati e privi di identità territoriale. Tra gli assaggi indimenticabili di questa edizione cito: Pian del Moro, Aglianico Doc da viti di ottant’anni dell’Azienda Agricola Musto Carmelitano di Maschito, Potenza (telefono: 097 233312); il Nibiö dell’Azienda Agricola Rugrà di Luigia Zucchi di Tessarolo, Alessandria (telefono: 0143 342000), che possiede colore rosso rubino intenso, profumo complesso di frutta rossa e gusto intenso, tannico e voluttuoso; i vini dell’Azienda Barranco Oscuro di Cádiar (telefono: 0034 958343066), a Granada, in Spagna, elaborati da vitigni a 1368 metri sul livello del mare. 

ViniVeri-Vini secondo natura
“Agire permettendo a una produzione di esprimersi pienamente e raggiungere l’obiettivo di ottenere un vino in assenza di accelerazioni e stabilizzazioni, recuperando il miglior equilibrio tra l’azione dell’uomo e i cicli della natura” è invece la regola del gruppo ViniVeri-Vini secondo natura (www.viniveri.net), consorzio che da nove anni raduna a Cerea (VR) produttori italiani ed esteri che si attengono a questo principio. Sempre dal 24 al 26 marzo 120 piccole aziende hanno animato l’area “La Fabbrica”, dando la possibilità ad un pubblico professionale e preparato di degustare vini che non contengono addizioni di sostanze estranee alla frutta d’origine ed al terroir che le ha generate. Vini che condensano quindi l’essenza di un luogo specifico, l’espressione originale della cultura del territorio, del vitigno d’origine, di un determinato anno.
Un inno alla diversità ed alla passione che a volte è estrema, come quella che perpetua la secolare tradizione monastica come il vino Coenobium Rusticum prodotto dalle 70 suore di clausura del Monastero di Vitorchiano, Viterbo (telefono: 0761 370017); il Vino Santo Trentino Doc di Gino Pedrotti a Cavedine, Trento (telefono: 0461 564123), ottenuto da uve Nosiola opportunamente appassite sui graticci; il Chora rosso della Società Agricola L’Acino di San Marco Argentano, Cosenza (telefono: 329 6343377) elaborato con uve locali raccolte durante il mese di ottobre inoltrato. Straordinario il Carmina Arvalia della Cascina Trinci di Castagneto Carducci. Anche il poeta ne rimase innamorato e cantò un “prosit a Giannino Trinci, intenditore di vini e ribottista eccelso”.

Summa 12
“Andare oltre al semplice concetto di vino biologico, o anche solo di vino naturale. L’importante che sia vino buono”. Filosofia che sta alla base della produzione di Alois Lageder (telefono: 0471 809500) uno dei portabandiera in Alto Adige non soltanto dei vini biodinamici, ma di una produzione sostenibile. Gli scorsi 25 e 26 marzo si è tenuta nella splendida cornice di Palazzo Hirschprunn, Magré, Bolzano, Summa 12 (www.summa-al.eu), manifestazione che ha accolto esperti ed appassionati italiani e stranieri senza la calca da fiera per mettere in mostra una quarantina di produttori italiani, tedeschi, austriaci, portoghesi e australiani. Appuntamento green, dacché i visitatori sono stati invitati a non utilizzare l’automobile, ma treni e bus navetta, limitando il consumo di energia e lo spreco (tutte le stampe sono state fatte su carta riciclata).

Vino e agricoltura naturale
Domenica 22 aprile a Roma, presso il Circolo Forte Fanfulla, si è tenuto infine Vino e agricoltura naturale, un’interessante rendez vous dedicato ai vini nati senza chimica. Emilio Falcione, proprietario de La Busattina di San Martino sul Fiora, Grosseto (telefono: 0564 607840), durante il convegno intitolato “Vini naturali tra guide, disciplinari e mercato”, ha sottolineato che: «per produrre un vino convenzionale si possono utilizzare in cantina oltre 300 diversi prodotti (ovvero additivi alimentari utilizzabili non per correggere ma costruire il vino). Questo vino non è più quindi frutto della terra, ma un prodotto dell’industria, una merce che ha perso il valore di alimento». Il suo Terre eteree, con base Sangiovese e Ciliegiolo, ha convinto per l’etichetta chiara e semplice (illustra con puntiglio i prodotti usati nel vigneto e durante il periodo di vinificazione) e per l’impeto con cui raggiunge naso e bocca: profumi scoppiettanti e di educata rusticità, terroso di humus, aroma ruvido e vegetale ingentilito da succose viole e liquirizia. Dimostra facilmente che si possono fare ottimi vini con il solo ausilio dell’attenzione personale e della Natura. Complimenti!



Riccardo Lagorio




Nota

A pagina 112 foto di www.tncp.net

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