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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2010

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 115)

SIAL 2010, obiettivo raggiunto nonostante le turbolenze della politica interna

Industrie agroalimentari competitive, incontri d'affari vincenti e una mondializzazione degli scambi che sostengono la ripresa internazionale, questo il bilancio dell'ultima edizione del SIAL, il più grande ipermercato alimentare del mondo. Appuntamento

 

 

Tra il 17 e il 21 ottobre scorso, esattamente nella settimana infiammata dai disordini per la protesta contro il Governo di Sarkozy e la sua riforma delle pensioni, si è svolta a Paris-Nord Villepinte l’edizione 2010 di SIAL, vetrina unica del mercato mondiale alimentare. Nonostante la turbolenza politica interna, che ha generato una raffica di scioperi e disagi soprattutto nel settore dei trasporti, con un calo dell’8% dei visitatori rispetto alla precedente edizione 2008, il SIAL è stato catalizzatore degli scambi economici mondiali con circa 136.500 visitatori professionali (147.860 nel 2008) di cui il 62% provenienti dall’estero (200 Paesi).


Cresciuto il numero degli espositori e dei Paesi esteri rappresentati

Più espositori (5.700 rispetto ai 5.500 del 2008), più Paesi rappresentati (106 di cui 12 nuovi), 25% di innovazioni in più, 250 eventi e conferenze hanno visto affluire visitatori professionali di qualità. Numerosi i decision maker provenienti dalla Grande Distribuzione ma anche dal mondo della ristorazione che hanno visitato il SIAL per scegliere i prodotti alimentari del “dopo crisi”.

Gli operatori hanno visto il realizzarsi di un maggior numero di contatti commerciali (rispetto al 2008 segnato dalla crisi) e confermato l’asse principale che costituisce l’export. «Le sfide delle esportazioni sono state al centro del dibattito e negli interventi dei politici che hanno visitato la fiera» ha commentato Valérie Lobry, direttore generale di SIAL. Aziende, prodotti, tendenze, novità e sfide. Questi i temi di discussione durante i cinque giorni della fiera tra gli operatori e la sensazione di un “appetito” nuovo per i 19 settori di prodotti e le filiere agroalimentari suddivisi in 8 padiglioni.


La competitività passa

attraverso l’innovazione

“Never waste a good crisis”: per Paul Polman, CEO di Unilever i cambiamenti duraturi nei comportamenti e negli stili di vita dei consumatori costituiscono delle opportunità per chi sa coglierli ed ha la capacità di trasformarli in vantaggio competitivo. «Certo — riconosce Polman — è diventato molto più difficile raggiungere il consumatore». Ma il numero uno di Unilever ritiene che se l’industria continua ad innovare, non c’è alcuna ragione per non avere anche uno sviluppo continuo del margine. La cosa peggiore che potrebbe accadere sarebbe quindi che il settore rimanesse immobile, pregando per l’arrivo di giorni migliori. «Fedele alla sua tradizione, il SIAL, grazie allo spazio dedicato all’innovazione, che si tratti di idee o di prodotti, aiuta industriali e distributori a comprendere, analizzare, esplorare, confrontare e decidere. Riunendo tutto il pianeta agroalimentare per costruire un futuro sostenibile, il SIAL si adopera al meglio per assolvere questa appassionante missione», ha dichiarato Valérie Lobry. Tra i 250 eventi e conferenze che si sono svolti in materia di nutrizione, design, distribuzione, ristorazione, e ingredienti, anche per l’edizione 2010 l’innovazione resta l’asse più importante del SIAL nell’ambito del Trends & Innovations Observatory (Osservatorio Tendenze & Innovazioni) — luogo d’incontro e d’affluenza dei grandi industriali, della GDO e della stampa — attraverso i SIAL d’Or e presso gli stand di numerosi espositori. Ecco qualche numero:

985 prodotti presentati;

400 innovazioni selezionate;

60 dedicate alla ristorazione fuori casa;

15 Grand Prix Tendenze & Innovazioni;

39 SIAL d’Or di cui 1 Global SIAL d’Or.


Food design

Anche il food design ha dedicato ampio spazio alle prospettive future e alla creazione di progetti da parte degli studenti designer. Nel 2010, la volontà è stata quella di andare oltre alla riflessione e al design puro per passare ad una tematica più concettuale: alimentazione & design. Il che ha permesso di sollevare domande estremamente attuali quali lo sviluppo sostenibile, il rispetto delle popolazioni, del loro ambiente, delle loro radici, del loro territorio e di prendere in considerazione la globalità dell’approccio “dell’atto di mangiare”. Altro appuntamento chiave dell’innovazione è stato “La Cucina del SIAL”, che ha presentato ai visitatori nuovi prodotti in materia di tendenze culinarie, costituendo una zona d’espressione di creatività per la gastronomia.


ICE: presenti oltre 250 aziende italiane al SIAL

L’Istituto nazionale per il Commercio Estero-ICE era presente anche quest’anno con una collettiva di 256 aziende alla 24a edizione del SIAL. «I prodotti presentati quest’anno dalle nostre aziende a Parigi — ha commentato il presidente dell’ICE Umberto Vattani — coprono l’intera gamma dei generi alimentari che fanno dell’Italia il Paese la cui enogastronomia è apprezzata e stimata ovunque. Il SIAL rappresenta lo strumento indispensabile per chi intenda promuovere o consolidare le proprie posizioni di mercato a livello internazionale. Essere presenti qui offre alle nostre PMI una visibilità senza pari non solo in Francia e in Europa ma in tutto il mondo».
Nel 2009, l’Italia ha esportato complessivamente 22.307 milioni di euro di prodotti alimentari e bevande. La Francia è stato il secondo mercato di sbocco per le esportazioni italiane subito dopo la Germania e prima di Regno Unito e Stati Uniti. Tra i prodotti principalmente esportati vini (15,6%), prodotti ortofrutticoli (14,9%), conserve e succhi vegetali (11%), prodotti dolciari (10,9%), paste alimentari (8,2%) e prodotti lattiero-caseari (6,9%). Secondo i dati relativi ai primi sei mesi del 2010, le esportazioni verso la Francia ammontano a 1.421 milioni di euro, con una crescita tendenziale dell’8,1%. Gli aumenti più significativi hanno riguardato i prodotti lattiero-caseari (+21,8%), ortofrutticoli (+18,4%), dolciari (+13,5%), il caffè (+11,2%) e i vini (+10,8%).


La strategia di mondializzazione

di SIAL Group

Negli scaffali di questo immenso ipermercato c’è stato un costante flusso di visitatori internazionali alla ricerca di prodotti pronti al consumo, ma anche di prodotti intermedi e d’ingredienti presentati su In-Food o di trasformazione alimentare su IPA.
Attraverso un processo di mondializzazione, il SIAL ha esportato all’estero il proprio concept fieristico articolandosi in quattro fiere nel Medio Oriente, un Sial a Abou-Dhabi (22-24 novembre), uno in Nord America (Toronto, 11-13 maggio 2011), uno in Cina (Shangai dal 18 al 20 maggio 2011) e in America Latina (Buenos Aires in agosto 2011). SIAL Group, è 9.300 espositori di oltre 100 Paesi, 370.000 m2 d’esposizione, 216.000 visitatori provenienti da 200 Paesi, e una copertura territoriale che abbraccia Asia, Stati Uniti, America Latina ed Europa. Il prossimo appuntamento del Salone Internazionale dell’Alimentazione è già fissato per il 2012, dal 21 al 25 ottobre, sempre a Paris-Nord Villepinte.


>> Link: www.sial.fr

 

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