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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2010

Rubrica: Mercati
(Articolo di pagina 72)

Export salumi italiani: + 14% nei primi sei mesi del 2010

La salumeria italiana si conferma uno dei settori industriali maggiormente votati all'export. Nei primi sei mesi del 2010 inviati oltre confine più di 53.000 tonnellate, per un valore di 443,5 milioni di euro

Prosegue brillantemente la performance delle esportazioni dei nostri salumi nel 2010. Nei primi sei mesi secondo i dati recentemente diffusi da Istat ed elaborati da Ass.i.ca. (Associazione Industriali delle Carni aderente a Confindustria), sono state inviate all’estero circa 53.000 tonnellate di prodotti della nostra salumeria (+14,1%) per un corrispettivo di 443,5 milioni di euro (+12,3%).  Dopo l’ottima performance maturata nel 2009, +3,6% in quantità e +3,3% in valore, il comparto ha continuato a mantenere un passo più veloce rispetto a quello medio delle esportazioni italiane (sia industriali che alimentari in genere) confermandosi straordinariamente dinamico. «Nei primi sei mesi dell’anno in corso la crescita delle esportazioni è stata notevolmente superiore anche a quella del secondo semestre 2009, a riprova di come la performance ottenuta sia il risultato di un lavoro costruito nel tempo con costanza e determinazione dalle aziende e dall’associazione» ha affermato la presidente di Ass.i.ca. Lisa Ferrarini.


Ottime le performance di tutti i prodotti della salumeria italiana

Si sono confermate molto vivaci le esportazioni dei prosciutti crudi. Nel periodo considerato, infatti, gli invii, fra prodotti con e senza osso, hanno raggiunto quota 24.050 tonnellate (+9,5%) per un valore di 226,4 milioni di euro (+10,5%). All’interno della categoria, sono risultate in crescita le spedizioni di entrambe le voci doganali. I prosciutti disossati hanno raggiunto la cifra record di oltre 21.300 tonnellate per un corrispettivo di 212,5 milioni di euro mostrando un’importante crescita in quantità +6,5% e soprattutto in valore +9,1%. I prosciutti in osso hanno continuato a recuperare le posizioni perse negli ultimi anni; attestandosi sulle 2.730 tonnellate (+40,5%) per oltre 13,9 milioni di euro (+36,2%). Decisamente buono il trend evidenziato dai prosciutti cotti arrivati, grazie al dinamismo mostrato dalla domanda dei principali mercati di riferimento, a 5.290 tonnellate (+10,1%) per un valore 34,7 milioni di euro (+9,7%). Un risultato che conferma, ancora una volta, la capacità del prodotto, in virtù dell’alta qualità espressa, di ritagliarsi uno spazio significativo sui principali mercati mondiali. 

Ottima la performance di mortadella e würstel. Nel primo semestre 2010 le spedizioni di questi prodotti hanno toccato le 12.800 tonnellate (+20,7%), per un valore di oltre 44 milioni di euro (+17,4%) rafforzandosi ancora rispetto al già brillante primo trimestre. Risultato, questo, ottenuto grazie all’ulteriore espansione della domanda dei partner comunitari arrivata a toccare le 8.830 tonnellate e i 33,6 milioni di euro (+15,4% in quantità e +12,8% in valore) e al sempre buon andamento di quella dei Paesi Terzi (poco meno di 4.000 tonnellate +34,3% per 10,5 milioni di euro +35,4%). Hanno chiuso molto positivamente le esportazioni di salami. Grazie all’importante ripresa dei consumi sia comunitari, in particolare tedeschi, sia extracomunitari, le spedizioni di questo prodotto hanno superato il ragguardevole traguardo delle 10.040 tonnellate (+16,3%) per un corrispettivo di oltre 95,3 milioni euro (+13,8%).

Eccezionale, infine, il trend delle pancette balzate con un +27,3% a superare quota 1.640 tonnellate dalle 1.290 dello stesso periodo per un valore di circa 11,4 milioni di euro (+29,8%). Da rilevare come la positiva dinamica nell’export di questo salume, essenzialmente riconducibile alla straordinaria crescita avvenuta nel periodo gennaio-marzo della domanda austriaca, sia stata sostenuta anche dagli importanti incrementi della domanda di tutti gli altri principali mercati di riferimento. In recupero sono apparse, infine, le esportazioni di bresaola attestatesi sulle 1.140 tonnellate (+0,8%) per un valore di 19,5 milioni di euro (+4,3%).


Si rafforza la presenza dei salumi sui principali mercati comunitari

Per quanto concerne i principali mercati di riferimento, hanno mostrato un buon passo gli scambi intracomunitari. Nel periodo gennaio-giugno gli invii verso i Paesi appartenenti alla UE sono saliti a 45.400 tonnellate dalle circa 40.700 del primo semestre 2009 (+11,6%) per un valore di 350,2 milioni di euro (+10,6%). All’interno del mercato unico, grazie a una diffusa ripresa della domanda per tutte le principali categorie di salumi, hanno mostrato un ottimo trend i primi tre Paesi destinatari dei nostri salumi: Germania (+10,5% per circa 11.600 tonnellate e +16,1% per 99,9 milioni di euro), Francia (+13,8% per circa 11.400 tonnellate e +13,1% per 84,5 milioni di euro) e Regno Unito (+22,8% per 6.000 tonnellate e +9,9% per 54,1 milioni euro).

Prosegue con successo la conquista dei mercati extra UE, soprattutto Svizzera e Croazia

Si è confermata molto dinamica anche la crescita delle esportazioni di salumi verso i mercati extra UE. Agganciando la ripresa degli scambi internazionali e approfittando del deprezzamento dell’euro nei confronti di tutte le principali valute internazionali, gli invii dei nostri prodotti hanno continuato la corsa iniziata nel primo trimestre arrivando a raggiungere l’importante traguardo delle 11.850 tonnellate (+24,8%) e a superare i 93,3 milioni di euro (+19,2%). Grazie al miglioramento della congiuntura macroeconomica e alla grande capacità di ripresa mostrata dall’economia americana, si è mantenuta molto vigorosa (+27,2% in quantità e +20,4% in valore) la domanda degli USA, attestatasi con 2.024 tonnellate e oltre 21,2 milioni di euro al terzo posto nella classifica dei nostri destinatari considerando le quantità e al secondo posto in termini di fatturato. Molto positive sono risultate anche le performance verso la Svizzera (4,8% per circa 2.360 tonnellate e +9,2% per 31,6 milioni di euro) e soprattutto verso la Croazia (+29% per 2.152 tonnellate e +26,3% per 6,1 milioni di euro). Molto buoni sono apparsi anche gli invii verso il Giappone (+22,4% in quantità e +12,6% in valore), Libano (+32,7% e +31,6%), Federazione Russa (+48,8% e +39,2%) e Hong Kong (+41,7% e +27,9%).

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