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Premiata Salumeria Italiana nr. 6, 2010

Rubrica: Rassegne
Articolo di Guidi G.
(Articolo di pagina 100)

Porto Cervo Food Festival 2010

Nella rinomata località balneare degustazioni, show cooking e cene gourmet firmate da chef di fama internazionale. Un percorso tra specialità gastronomiche che ha condotto gli amanti del buon cibo tra i profumi e sapori delle varie regioni italiane

Gli Hotel Cala di Volpe, Cervo, Pitrizza e Romazzino di Porto Cervo, “capoluogo” della nota e mondana Costa Smeralda, hanno recentemente accolto la seconda edizione del Porto Cervo Food Festival. Per un fine settimana d’autunno, questa bellissima località è stata prestigioso scenario per l’esposizione e la degustazione di eccellenze gastronomiche italiane e sarde. Il tutto impreziosito dalla mano di grandi chef internazionali. Oltre quaranta selezionati artigiani del gusto hanno infatti presentato le proprie prelibatezze nell’incantevole cornice del Cervo Conference CenterDall’alta gastronomia con caviale, salmone e tartufi, passando per i prodotti più tipici come miele, formaggi, salumi, bottarga, sottoli, confetture e dolci, fino ad arrivare all’angolo dedicato ai cibi kosher ed halal e ai prodotti pensati per chi ha disturbi alimentari. Un percorso tra specialità e nicchie gastronomiche che, partendo dalla Sardegna, ha condotto gli amanti del buon cibo tra profumi e sapori delle principali regioni italiane.

I prodotti in degustazione non solo sono stati offerti al pubblico, ma si sono trasformati in piatti d’autore in uno spettacolo en plein air. Gli executive chef degli alberghi Starwood — Aldo Cadau (Hotel Cervo), Franco Guardone (Hotel Cala di Volpe), Giovanni Raccagni (Hotel Romazzino) e Manuel Arcadu (Pastry Chef Hotel Cervo) — hanno trasferito le loro cucine nel giardino del Conference Center per esibirsi in show cooking dal vivo, svelando tecnica e segreti della loro arte. Due serate gourmet sono state inoltre firmate da due grandi chef nei ristoranti più prestigiosi della Costa Smeralda. A tutto questo si è aggiunta una inedita galleria fotografica con gli scatti selezionati dei più noti fotografi gastronomici italiani: un percorso d’alta fotografia in grado di catturare ed esaltare forme e colori dei cibi attraverso le immagini di Francesca Brambilla e Serena Serrani, Ivano Zinelli, Silvia Luppi, Davide Dutto, Erica Petroni, Roberto Granatiero e Tiziano Canu, chiamati a mettere in luce i diversi aspetti dell’arte culinaria.

In quest’ambito e in questo scenario d’eccezione, la CNA Sarda Alimentare ha organizzato un seminario dal titolo “L’identità del prodotto locale e il legame con il territorio nei mercati globali”, che ha riportato l’attenzione sull’importanza del legame cibo e territorio come elemento di distinzione nei mercati internazionali in tempi di globalizzazione. Alcune aziende e alcuni prodotti hanno caratterizzato più di altri questa manifestazione. Le imprese Fasi e Isola della Salute hanno proposto una serie di prestigiosi prodotti per chi soffre di particolari patologie o intolleranze alimentari, ma ottimi anche per chi non ha alcun tipo di problema alimentare.

Fasi di Bitti (NU), impresa giovanissima ma già molto dinamica, ha proposto tre linee di pane carasau per celiaci. Il più tradizionale dei pani sardi è stato presentato in tre versioni differenti tutte gluten free e tutte confezionate in pacchetti che fanno pensare più a dei gioielli che a dei prodotti alimentari. Il pane carasau “Sole con latte”, la linea “Lune”, senza lattosio e quella “Nuvole”, ugualmente senza lattosio e con grano saraceno. Questa piccola e nuova azienda cuoce il pane in forno a legna e con arbusti della macchia mediterranea e ha mostrato un prodotto davvero eccellente, un magnifico omaggio per chi, per questioni di salute, deve rinunciare a delizie come il pane carasau classico.

Chi soffre di celiachia trova altresì ne L’isola della Salute di Gavoi — anche questo nel cuore della Barbagia (NU) — ottimi prodotti tipici sardi senza glutine. Tra questi annoveriamo solo quelli che rientrano nella cultura gastronomica isolana, quali: ciambelle, cozzulas, hulurjones (ravioli di ricotta oppure al formaggio, alla carne o patate e menta) lisandros (tagliatelle), maharrones curtzos (gnocchetti), pane carasau, papassinos (dolci con mandorle e uva passa) o serbadas (un delizioso raviolone pieno di pecorino che si serve fritto e ricoperto di miele, normalmente come dessert). Ma il catalogo de L’isola della salute non si chiude qui e offre una serie di altre soluzioni gastronomiche anche a chi, per motivi di salute, è costretto a fare alcune dolorose rinunce.

Seguendo la linea dei prodotti di nicchia e/o destinati a una tipologia di clienti particolarmente esigente, erano presenti Su Tianu Sardu, impresa di Cagliari che produce bottarga, affumicati e conserve ittiche e il salumificio La Genuina di Ploaghe. Il primo — certificato kosher — ha proposto una serie di specialità sia tipiche che internazionali, tra cui bottarga di muggine e di tonno, insalate di mare, affumicati di pesce spada e tonno. Tutto lavorato artigianalmente da produttori che operano nel settore dai primi anni ‘80. Ottimi sia per il mercato islamico che ebraico. La Genuina, che ha presentato anch’essa salumi certificati kosher e anche halal, nasce nei primi anni ‘70 ed opera nel settore della trasformazione e confezionamento delle carni, con una tradizione di lunghissimo termine, che risale agli anni ‘50. Oltre a specialità tipiche come salsicce e prosciutti di suino, propone anche vere e proprie leccornie come i derivati dalla pecora e dalla capra. Tutto rigorosamente di razza sarda. Suggeriamo di gustare sia gli affumicati di mare che i salumi con un olio di bosana dei Fratelli Pinna di Ittiri (SS) e magari accompagnati da sottoli come bietole, melanzane, asparagi, pomodorini, favette della magnifica azienda agricola nel nord della Sardegna.

Abbiamo chiuso la nostra degustazione in dolcezza con le delizie degli Artigiani del Dolce di Ozieri, un comune poco distante da Sassari, noto per la spianata, uno degli innumerevoli pani tipici sardi, e per i sospiri, deliziose palline di mandorle con sopra la glassa. Insieme ai sospiri, sia nella versione classica che al cioccolato e al mirto, vi segnaliamo anche i sentidus alle noci o gli ammentos alle nocciole.

Guido Guidi


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