Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2010

Rubrica: Vino
Articolo di Valentini A.
(Articolo di pagina 112)

I di…vini del marciapiede

Quattordicesima puntata — Riprende il viaggio per conoscere i personaggi “di…vini”: Anagni, la cittadina dello storico schiaffo e Ferentino anch’essa legata al Papato

Riprendo il mio cammino: da Roma verso il sud percorro la via Casilina e non posso esimermi dal fare tappa in Ciociaria. Prima di arrivare a Frosinone, capoluogo di provincia, incontro Anagni, cittadina laziale legata al famoso “schiaffo”, un episodio accaduto il 7 settembre 1303 cantato da Dante nella sua Divina Commedia, nel tomo riservato al Purgatorio. Filippo IV, re di Francia detto “Il Bello”, inviò ad Anagni il suo consigliere di corte, Guglielmo di Nogaret, per intimare al Papa Bonifacio VIII il ritiro della Bolla Pontificia “Super Petri Solio” che conteneva la scomunica per lo stesso monarca francese. Il Pontefice fu rinchiuso nel palazzo di Anagni dove l’inviato del re, affiancato dalla complicità della potente famiglia romana dei Colonna, cercò di costringere il Papa a ritirare la bolla ed abdicare al Soglio Pontificio. Qui avvenne un’aggressione nei suoi confronti: si tramanda uno “schiaffo” di Giacomo Colonna (detto Sciarra) col guanto di ferro (pare che lo schiaffo fosse stato più morale che “reale”!). Si trattò di un momento di eccezionale portata storica, in quanto ne prima ne dopo nella storia della cristianità, vi fu una affronto così grande nei confronti di un pontefice. L’episodio si risolse con un netto rifiuto del Pontefice e con una improvvisata sollevazione della popolazione che il liberò il Santo Padre; tornò a Roma sotto la protezione della famiglia Orsini, ma era già distrutto sia moralmente sia politicamente, essendo stato violato il dogma del potere assoluto del papato. Bonifacio VIII morì, infatti, pochi giorni dopo, l’11 ottobre 1303.

Mentre nella vicina Ferentino, dalle ciclopiche e possenti mura, ricca anch’essa di storia, si è consumato un altro episodio legato al Papato. Correva l’anno 1294, il monaco eremita Pietro da Morrone dovette accettare con riluttanza l’elezione al soglio pontificio, e l’incoronazione di Papa Celestino V (predecessore proprio di Bonifacio VIII) avvenne nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila, dove l’umile monaco arrivò a cavallo di un asino scortato da Carlo II e da suo figlio Carlo Martello, ma il pontificato durò solo 5 mesi, per il gran rifiuto, desideroso di tornare nel suo eremo lontano dal fasto dei palazzi apostolici. Fuggì, ma fu ripreso e rinchiuso ad est di Ferentino nella Torre di Castel Fumone dove morì nel maggio del 1296. Al territorio ricco di testimonianze storiche si aggiungono realtà industriali di notevole importanza, nate nel dopoguerra. Altra realtà di significativa importanza è Fiuggi con le sue terme, i suoi bellissimi alberghi testimonianti alcuni il fasto della Belle Époque, quando personaggi internazionali frequentavano alla maniera degli antichi Romani i luoghi termali. Ho voluto di proposito descrivere le realtà che vanta il territorio, poiché in virtù di tanta ricchezza si sono sviluppate di conseguenza attività turistiche alberghiere ed una miriade di ottimi ristoranti. Un esempio di efficienza il ristorante “La Primavera” sulla via Casilina, a metà strada tra Anagni e Ferentino, gestito dalla famiglia Quattrociocchi: in cucina il volto dolce di mamma Rosa intenta a tirare la sfoglia, in un ambiente lindo e luminoso; in sala suo figlio Gianfranco, che accoglie con tanta cordialità e consiglia i piatti del giorno, improntati alla stagionalità e legati alla tradizione, ma rivisitati secondo i gusti e le esigenze del momento.

Gianfranco ha affinato la sua competenza in campo enogastronomico, attraverso ricerche e aggiornamenti sperimentati di persona con mamma Rosa; gode di una clientela fidelizzata, che si può fidare, sia che scelga carne o pesce, freschissimo, che Gianfranco acquista personalmente sul porto di Gaeta. La carta dei vini è fornitissima, come quella dei distillati, perché Quattrociocchi, che si tiene aggiornato frequentando le più importanti rassegne fieristiche, ha frequentato il corso da sommelier e di bottiglie ne ha stappate tante. Complice di tante bottiglie? Antonio Bove, uomo “di…vino” mitico del marciapiede, a cui si deve il merito di avere fatto un po’ la storia delle bevande in Ciociaria. Antonio è un ragioniere mancato, ma vocato venditore, in zona meglio conosciuto come il Cavaliere Bove, titolo ricevuto anche per i suoi impegni in politica. Incontrandolo può essere confuso per il tipico funzionario ministeriale, anziché per un agente di commercio. Statura media, tendente alla pinguedine, la classica pancetta che si addice più a un commendatore che ad un cavaliere, vestiti classici, occhiali scuri, epicureo, una buona forchetta, il suo ufficio di lavoro la tavola, dove alla fine di un lauto pranzo sfoggia la sua convincente eloquenza nel descrivere i prodotti del suo portafoglio, che immancabilmente vengono acquistati dal cliente con un firma o con la rituale stretta di mano. Attualmente Antonio fa il supervisore, è sempre presente alle varie rassegne enogastronomiche, dove ritrova tanti amici “di…vini” e conoscenti che lo salutano affettuosamente.

La zona (in particolare le province di Frosinone e Latina) oggi è affidata a suo figlio Gianni e al genero Roberto Colella. Due impostazioni di vendita diametralmente opposte, ma ugualmente vincenti: Roberto — maturità classica e un attestato di sommelier di terzo livello conseguito sotto la guida del mitico Antonio Ciminelli, appassionato di corsa e subacquea — estremamente organizzato, tecnologico, metodico, schematico; Gianni — ragioniere, si diletta a giocare a calcetto con gli amici— più istrionico, freelance, umorale... Entrambi sposati e padri orgogliosi di due bambine nate a pochi mesi di distanza l’una dall’altra, i due curano personalmente i propri prestigiosi mandati che vanno da Guido Berlucchi per la Franciacorta, la Francia con lo champagne Moët & Chandon, i vini di Santa Margherita di Marzotto, la storica cantina Mastroberardino di Atripalda in quel di Avellino, Tiefenbrunner, Pecorari, Ceretto, Montepulciano con la storica cantina Poliziano, Velier, Bellavista, S. Michele Appiano, Caprai, Allegrini, Tasca D’Almerita, Ruffino, Tenuta Caparzo, Venica, Sarzi Amadè, e altri ancora.

Angelo Valentini

Premiata Salumeria Italiana
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Premiata Salumeria Italiana:
Euro Genuine Food
L'Annuario di tutti i DOP, IGP, STG europei dal Produttore al Consumatore