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Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2010

Rubrica: Consumi
(Articolo di pagina 45)

Etichettatura degli alimenti: una gran quantità di informazioni per i consumatori

Un modo per i consumatori di avere informazioni sul cibo che comprano e leggere le etichette

Nell’Unione Europea è stato sviluppato e implementato un intricato sistema di leggi e standard per garantire sicurezza attraverso l’intera catena alimentare. Alimenti deperibili dal punto di vista microbiologico (come prodotti a base di carne cotta, alimenti e insalate pronte) hanno sulla confezione una data accompagnata dalla scritta “consumare entro” e non dovrebbero essere consumati dopo questa data, onde evitare un rischio per la salute. Molti altri alimenti hanno una data accompagnata dalla scritta “consumare preferibilmente entro”, che dà un’indicazione della “durata minima” o tempo di mantenimento delle specifiche proprietà dell’alimento, quando conservato correttamente. In altre parole, un prodotto già scaduto secondo la data “preferibilmente entro” può ancora essere sicuro da mangiare, ma i produttori non ne garantiscono ulteriormente le proprietà sensoriali (per es. il gusto, l’odore, l’aspetto, ecc…). In un recente programma di sorveglianza nazionale rappresentativo, condotto nel Regno Unito, solo metà (49%) degli oltre 3.000 intervistati hanno risposto correttamente identificando la data con “consumare entro” come la miglior misura di sicurezza, e il 47% ha detto che non avrebbe mai mangiato carne cotta oltre la data “consumare entro”. Si è scoperto che la maggior parte delle persone intervistate usava la data di scadenza come punto di riferimento e si affidava al proprio personale giudizio se il cibo era ancora commestibile annusandolo (74%) o semplicemente guardandolo (65%). In uno studio rappresentativo dell’Irlanda (796 intervistati), solo il 39% farebbe regolarmente riferimento all’etichetta del prodotto e, tra questi, solo la metà farebbe riferimento all’indicazione in etichetta “consumare preferibilmente entro”. Altri studi all’interno dell’UE hanno avvalorato questa tesi. Dovrebbe invece essere chiaro a tutti che il cibo può essere contaminato da batteri velenosi come Listeria e Salmonella anche senza un cambiamento evidente all’olfatto o alla vista.

Conservazione, preparazione e cottura del cibo

Le indicazioni relative alla conservazione, unitamente alla data di scadenza, sono obbligatorie per determinati cibi, al fine di assicurarne un corretto uso da parte del consumatore. I batteri velenosi come Listeria e Salmonella possono crescere fino a un livello che può determinare l’insorgenza di malattie se il cibo non è conservato correttamente. Queste istruzioni possono anche indicare come conservare il cibo una volta aperta la confezione (per esempio “conservare in frigorifero dopo l’apertura”). Abitualmente i consumatori fanno attenzione alle indicazioni di conservazione e di preparazione degli alimenti quando comprano un nuovo prodotto e non quando si tratta di un prodotto già acquistato precedentemente. In un recente studio è stato chiesto a 1.012 consumatori irlandesi di dare un valore all’importanza delle informazioni obbligatorie contenute nelle etichette degli alimenti preconfezionati. La maggior parte (più del 70%) considera le condizioni di conservazione e le istruzioni per la preparazione (laddove necessarie) come un’informazione importante. In un altro studio condotto in Irlanda solo il 12% dei 796 intervistati ammette di fare riferimento alle istruzioni per la cottura quando legge l’etichetta e ancora meno, il 9%, presta regolarmente attenzione alle istruzioni per la conservazione. Da questi studi emerge che, benché i consumatori affermino l’importanza delle informazioni relative a conservazione, preparazione e cottura dei cibi, in pratica le seguono molto raramente.

Pericoli di allergia

Un’altra importante informazione riportata in etichetta riguarda i pericoli di allergie, aiutando i consumatori che soffrono di specifiche allergie ad evitare determinati alimenti. La legislazione europea prevede la segnalazione di 14 sostanze considerate allergeni. L’obbligo è di indicare queste sostanze sull’etichetta solo quando sono presenti. In altre parole, non ci sono indicazioni nel caso siano assenti dal prodotto, a meno che un prodotto non sia mirato a una fetta di consumatori che ha una specifica allergia o un’intolleranza alimentare (per esempio senza glutine). I consumatori con specifiche allergie alimentari dichiarano di passare molto tempo a cercare prodotti adatti a loro, ma denunciano, a volte, una mancanza di informazioni relativa alla presenza di potenziali allergeni nei cibi che a loro piacerebbe consumare. Uno studio rileva che l’80% dei genitori inglesi con figli con allergia alle noci non compra il prodotto se sull’etichetta legge “non indicato per chi soffre di allergia alle noci” o “può contenere noci”. Soltanto il 50% dei genitori non acquista prodotti sulla cui etichetta legge “questo prodotto non contiene noci, ma è prodotto in uno stabilimento dove si usano noci”, “non possiamo garantire che sia senza noci” e “può contenere tracce di noci”. Questi studi indicano che l’etichettatura dei prodotti alimentari rimane poco chiara per chi soffre di allergie alimentari, conducendoli a prendersi dei rischi o perché non leggono le etichette o perché pensano che le parole utilizzate riflettano il livello di rischio.

(Fonte: EUFIC-European Food Information Council)

 

Bibliografia

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