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Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2010

Rubrica: Attualità
Articolo di Guidi G.
(Articolo di pagina 12)

Progettare il futuro: dal dentro al fuori operando in ambito agroalimentare

Un progetto consente ai detenuti degli Istituti aperti della Sardegna di realizzare ottime produzioni, di acquisire una professionalità e di prepararsi ad un futuro fuori dalle mura carcerarie

“Galeghiotto di Sardegna”, “Vale la Pena”, “Buoni Dentro”, sono tutti slogan a doppio significato per un progetto di produzione agroalimentare finalizzato al recupero di detenuti in alcune strutture penitenziarie della Sardegna. Come recita, infatti, il sottotitolo dell’iniziativa, si tratta di “prodotti al fresco negli istituti penitenziari di Isili, Is Arenas e Mamone”. A tavola si chiudono accordi, a tavola si riunisce la famiglia, a tavola ci si fidanza, a tavola si discutono importanti affari. Il cibo è sempre occasione di unione, condivisione e scambio. E in questo caso a tavola si compie un grande gesto di solidarietà e di valenza sociale, quello di aiutare chi ha sbagliato a ripartire, a crearsi un futuro imparando un mestiere e costruendosi una professionalità facilmente spendibile fuori dal carcere.

In colonie penali che vantano centinaia di ettari di territorio incontaminato e in contesti ambientali unici, l’idea di impiegare i detenuti nell’allevamento di ovini, caprini e suini, o nella realizzazione di formaggi, piuttosto che nella coltivazione di ulivi o di piante officinali, è nata spontaneamente. Anzi, per continuare una sequela di frasi che hanno più significati, sarebbe il caso di dire che è venuta “in modo naturale”. Il progetto si chiama C.o.l.o.n.i.a., l’acronimo di Convertire, Organizzare, Lavoro, Ottimale, Negli, Istituti, Aperti. È finanziato dalla Cassa delle Ammende ed è curato dal Provveditorato regionale della Sardegna del Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Ma vede anche il coinvolgimento di AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), dell’Agenzia LAORE della Regione Autonoma della Sardegna, di Coldiretti Sardegna, CNA Sarda Alimentare e dell’ente di formazione professionale ENAP. Tutti soggetti che, a vario titolo, hanno supportato l’iniziativa.

Il progetto ha avuto una prima fase di start up nel settembre dello scorso anno con l’avvio, nei mesi immediatamente successivi, di 10 corsi di formazione professionale rivolti ai detenuti. Oltre cento carcerati hanno partecipato ai corsi e la stragrande maggioranza è stata impegnata nelle diverse lavorazioni. Con un risultato concreto: da settembre a maggio sono stati realizzati 322 quintali di ottimo formaggio tra pecorino semistagionato, pecorino stagionato, crema di formaggio dolce, crema di formaggio piccante e ricotta. Così come sono stati preparati e confezionati vasetti di 6 differenti tipologie di miele (millefiori, cardo, eucalipto, rosmarino, asfodelo e corbezzolo) e di polline di vari fiori. Attualmente il miele è in corso di produzione, ma si stima che la quantità annua realizzata di questo prodotto sarà tra i 16 e i 20 quintali circa, mentre di 2 quintali dovrebbe essere quella di polline. A queste produzioni si aggiungono i prodotti ortofrutticoli freschi ed essiccati — grazie ad una superficie dedicata di 23 ettari, destinata ad aumentare in una seconda fase del progetto — e la raccolta di olive, mirto e piante officinali spontanee come elicriso, rosmarino e lavanda.

Anche queste ultime proposte in eleganti confezioni e destinate ad essere certificate a breve come prodotti da agricoltura biologica. Attualmente, e solo momentaneamente, queste specialità alimentari vengono vendute all’interno degli stessi spacci degli istituti e consumati da detenuti e personale dipendente. Ma la parte finale del progetto prevede un vero e proprio inserimento nel mercato, in negozi specializzati e poi nella Gdo. D’altronde, oltre alla qualità del prodotto, è stato curato nei dettagli e sin da subito anche l’aspetto del marketing, di immagine e comunicazione, con etichette, confezioni, brochure di presentazione e un sito internet dedicato (www.galeghiotto.it). Il progetto C.o.l.o.n.i.a. ha l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale e lavorativa delle colonie agricole della Sardegna, attraverso una riqualificazione produttiva delle stesse, con metodologie innovative mai utilizzate prima in nessun penitenziario italiano.

La scelta di immettere nel mercato dei prodotti alimentari realizzati in un carcere è unica nel panorama nazionale ed è quindi a maggior ragione una vera sfida per i detenuti stessi che, attraverso una formazione professionale costruita nella casa di pena, sono riusciti a qualificarsi e ad appropriarsi dell’idea che la vendita del prodotto all’esterno del carcere rappresenti una scommessa per un reale riscatto sociale.

Guido Guidi

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