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Pari opportunità! I papà cuochi
Rubrica: Gastronomia
Articolo di Baverez Blanco J.
(Articolo di pagina 84)
Abbiamo parlato, qualche tempo fa, in vari articoli, di globalizzazione della cucina, di fast food, di take-away, di happy hour... Abbiamo parlato di quanto il mondo dei media ci bersagli di informazioni e dibattiti su alimenti, diete e ricette, classifiche di cuochi e ristoranti. Dove collocare, allora, questa bellissima esperienza che ho vissuto a Modena il 15 maggio scorso, cioè assistere ad una gara di cucina tra... papà? Per il secondo anno consecutivo, infatti, un centinaio di papà di bambini frequentanti gli asili nido della città hanno seguito, tra gennaio e febbraio, un corso di cucina tenuto dalle cuoche degli asili stessi. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di sensibilizzare mariti, compagni, conviventi a prendersi cura maggiormente dei figli al fine di favorire una più equa ripartizione dei compiti in famiglia. «In questo modo vogliamo offrire un esempio concreto di conciliazione di tempi di vita e lavoro, così da migliorare la qualità della vita di tutti» aveva sottolineato Marcella Nordi, assessore alle Pari Opportunità. Nella realtà il corso è stata una grande gioia... soprattutto dei papà! Alla gara finale organizzata dal Comune presso la polisportiva Gino Nasi si sono presentati in una trentina ed è difficile trasmettere tutta la gioia e l’euforia che ha caratterizzato la serata. Il clima familiare mi ha fatto tornare in mente questa frase di Joanne Harris: “Per me la cucina è sempre stata il cuore della famiglia, un posto dove la famiglia si riunisce, non solo per mangiare ma per stare assieme e parlare, capire come va il mondo, insegnare o rievocare il passato, osservare e imparare”. Quel sabato non mancava niente di quanto detto dalla Harris: insegnamento e apprendimento, gioco e lavoro, scambio e condivisione, giovani e vecchi, uomini e donne. Ma da dove parte questa iniziativa del “Giovedì papà è in cucina”? Fin dalla preistoria la donna è sempre stata legata al nutrimento e quindi alla cucina ma i primi grandi cuochi che fanno parlare di sé durante il Rinascimento sono uomini. Cristoforo da Messisbugo, scalco alla Corte estense nel ‘500, scriveva nel suo trattato di cucina che intendeva insegnare a fare “ogni sorta di vivanda secondo la diversità dei tempi”.
Tutt’altro che di diversità si andava parlando nel secondo dopoguerra, quando i giovani (tutti) iniziarono ad indossare i blue jeans, si parlava a voce sempre più alta della parità dei sessi e delle nuove opportunità per le donne mentre, poco a poco, uomini “normali “, single o padri di famiglia, indossavano il grembiule di cucina. Quindi, con questa iniziativa, le donne stanno dando generosamente agli uomini l’opportunità di cucinare in casa e non di occuparsi solo del barbecue estivo. Ad illustrare questa decisione, erano presenti in giuria l’assessore all’Istruzione Adriana Querzè e quello alle Pari Opportunità, Marcella Nordi. Nella giuria non poteva certo mancare, come membro onorario, lo chef modenese Massimo Bottura che ha personalmente assaggiato e apprezzato ogni piatto cucinato dai papà, affiancato dall’esperto di storia gastronomica Sandro Bellei e da Marinella Richeldi del Comitato Pari Opportunità. Soddisfatte e piene di entusiasmo sorridevano tutte le cuoche coinvolte nel progetto, che avevano preparato un mega buffet per festeggiare tutti insieme questo momento di allegria.
I papà si sono organizzati in 8 squadre e hanno gareggiato due a due: antipasti, primi piatti, secondi e dolci. Tutti i piatti erano all’insegna della fantasia e della tradizione. Hanno vinto per l’antipasto “La tradizione nel cucchiaio”, ideato e cucinato dalla squadra “I cavatappi”, quenelle di mortadella e insalatina di pancetta croccante su pasta brisè a forma di cucchiaio. “I primi” hanno sbaragliato i “Ravioli del papà” cucinando le loro “Crespelle fantasia”, fagottini ripieni ricotta ed erbe aromatiche con variante di risotto all’aceto balsamico su un letto di grana e chiusi tutti da una striscia di porro. La “Tasca verde” dei “Boletari”, con petto di pollo e verdure di stagione, si è piazzata come miglior secondo e la “Golosata di fragole”, crostata farcita con crema di ricotta e fragole macerate nel balsamico, ha conquistato il posto di migliore dolce. Il giudizio teneva conto del sapore, della particolarità della presentazione, dell’originalità e dell’uso di prodotti locali. Il tutto, tenuto segreto fino all’ultimo momento, è stato cucinato in loco nel pomeriggio sotto il controllo delle cuoche. Questi corsi verranno istituzionalizzati dal Comune di Modena visto il grande successo riscontrato (sono stati rifiutate diverse domande di partecipazione) e i bimbi cresceranno sempre di più in un ambiente dove vige la legge delle pari opportunità e dei pari doveri, diventando anche loro, per imitazione, adulti con ruoli “intercambiabili” in famiglia.
Josette Baverez Blanco
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