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Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2010

Rubrica: Rassegne
Articolo di Franchini L.
(Articolo di pagina 86)

Enologica 2009: il salone dedicato al gusto dell’Emilia-Romagna

Oltre 7.000 le presenze registrate, di cui 6.000 durante i tre giorni di apertura al pubblico (20, 21 e 22 novembre), e oltre un migliaio di operatori nella giornata a loro dedicata (23 novembre). Non possono non dichiararsi soddisfatti gli organizzatori di Enologica 2009 — il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia-Romagna giunto alla sua 12a edizione — visto che la manifestazione ha registrato un 30% di presenze in più rispetto all’anno passato e ha fatto letteralmente il “pienone” nelle degustazioni e nei laboratori proposti. «Questa edizione di Enologica rappresenta una decisa svolta in avanti» commenta Giorgio Melandri, curatore di del salone. «Al di là dell’aumento delle presenze, è il pubblico ad essere definitivamente cambiato: si tratta di persone motivate, educate, interessate e curiose, provenienti da tutta la regione; persone che hanno affollato le degustazioni e i laboratori proposti, facendo registrare pressoché dovunque il tutto esaurito. Anche gli operatori, ristoratori, albergatori, baristi e proprietari di enoteche hanno ritrovato la voglia di scoprire e offrire il vino della nostra regione. A Enologica abbiamo registrato una soddisfazione diffusa tra tutti i soggetti coinvolti, dalla Regione Emilia-Romagna ai Consorzi di tutela, fino ai 130 produttori di vino, gli 80 artigiani del prodotto tipico, i cuochi e i tanti visitatori».

«Enologica 2009 è piaciuta, sia nei contenuti che nell’allestimento» sottolinea Francesco Carugati, presidente di Faenza Fiere. «Il pubblico ha accettato la sfida che abbiamo lanciato, decidendo di vivere un’esperienza di grande qualità, incontrando le eccellenze dell’enogastronomia regionale e le personalità più significative del settore. Penso che la proposta sia stata all’altezza delle aspettative». Molte le proposte: laboratori, conferenze, incontri sul mondo del vino e non solo. Sorbara contro Champagne rosé, i cru di Soave, incontro con l’enologo Fabrizio Moltard, il territorio della Doc Montecucco, le zone vinicole di Bertinoro, Chianti Classico e Montalcino, i Riesling tedeschi, solo alcuni degli argomenti affrontati. Ricco il programma della giornata riservata agli operatori presentata da Natascha Lusenti, giornalista e conduttrice di Gambero Rosso Channel. Tra gli eventi anche una premiazione dedicata ai vini “campioni di stile”, cioè i più rappresentativi per tipologia e tipicità: 12 in tutto i vincitori, quattro romagnoli e otto emiliani. Si tratta di:

  • due Sangiovese di Romagna: uno nella categoria “Superiore”, il Prugneto 2008 (Podere dal Nespoli, Civitella di Romagna, FC), e uno nella categoria “Riserva”, il Pietramora 2006 (Fattoria Zerbina, Faenza, RA);
  • due Albana di Romagna: uno nella categoria “Secco”, l’Albana di Romagna Santa Lusa 2007 (Ancarani, Faenza, RA), e uno nella categoria “Passito”, Regina di Cuori 2006 (Gallegati, Faenza, RA);
  • due Pignoletto: uno nella categoria “Frizzante”, il Pignoletto Colli Bolognesi 2008 (Cinti, San Lorenzo di Sasso Marconi, BO), e uno nella categoria “Fermo”, il Pignoletto Colli Bolognesi Sit A Montui 2008 (Tenuta Santacroce, Monteveglio, BO);
  • tre Lambrusco: un Lambrusco di Sorbara, Leclisse 2008 (Paltrinieri, Sorbara, MO); un Lambrusco reggiano, Concerto 2008 (Medici Ermete, Gaida di Reggio Emilia, RE); un Lambrusco Parma, Lambrusco Marcello 2008 (Ariola, Calicella di Pilastro, PR);
  • un Colli di Parma Malvasia, La Mia Malvasia 2006 (Camillo Donati, Langhirano, PR);
  • due Colli Piacentini Gutturnio, uno nella categoria “Frizzante”, il Gutturnio Frizzante Baraccone 2008 (Az. Agr. Baraccone, Ponte dell’Olio, PC), e uno nella categoria “Fermo”, il Vena Rossa 2008 (Castello di Luzzano, Ziano Piacentino, PC).

Grandi protagonisti i cuochi dell’associazione regionale Chef To Chef (che riunisce i migliori chef della Regione) che si sono confrontati con i prodotti del territorio e con un tema difficile, il selvatico, intendendo tutto quello che è cacciato, pescato (sia in mare che in acqua dolce e salmastra) ma anche raccolto (erbe spontanee, funghi, frutti selvatici, miele, alghe). La partecipazione dei cuochi era abbinata a quella del sommelier di sala in modo da sottolineare il binomio cibo-vino. Nel corso della stessa giornata, alla presenza dell’assessore Tiberio Rabboni, sono stati premiati vini e prodotti del territorio protagonisti della sfida “Il Triangolo del gusto. Matrimoni e Tradimenti in Emilia-Romagna”. Sette i “Triangoli del gusto” presentati, ognuno dei quali era costituito da un cuoco aderente all’associazione Chef to Chef, un vino della regione e un prodotto tipico Dop o Igp. Ogni piatto aveva in abbinamento un vino tipico dello stesso territorio del prodotto, nel caso del Matrimonio, mentre per il Tradimento si è giocato con un vino fuori territorio. La giuria, composta da giornalisti del settore, ha premiato Marcello Leoni, chef del ristorante “Il Sole” di Trebbo di Reno (BO), nella sezione “Miglior matrimonio”, “per la capacità di testimoniare il matrimonio come quintessenza della classicità”, con una zuppa di Parmigiano Reggiano con passatelli tradizionali abbinata ad un Colli di Parma Lambrusco Doc. Pier Giorgio Parini, chef del ristorante “Il povero Diavolo” di Torriana (RN), con un ottimo dessert a base di mela, ricotta e Aceto Balsamico tradizionale di Reggio Emilia, è risultato vincitore nella categoria “Miglior tradimento”, “per la libertà di immaginare un episodio, il tradimento, nello stesso tempo improbabile e perfettamente riuscito”, in abbinamento ad un Colli Piacentini Malvasia Dolce Frizzante Doc.

Il Premio alla creatività è andato a Gian Paolo Raschi, del ristorante “Guido” di Miramare di Rimini, “per l’utilizzo della linea di confine fra temi diversi della cucina come architettura che nasconde il protagonista ed apre così alla possibilità di un effetto sorpresa”: lo chef aveva preparato un originale cappelletto a base di mortadella di Bologna, cachi e pistacchio. Il Premio alla valorizzazione del prodotto tipico è andato invece a Fabio Rossi, della locanda “Vite” di San Patrignano, che ha proposto ravioli con crema a base di pera dell’Emilia-Romagna, “per la lucidità di una preparazione che afferma dal principio il ruolo da protagonista di un ingrediente che rischiava di essere ‘solo’ originale”. Il Premio per il miglior paesaggio è stato vinto da Stefano Ciotti, del ristorante “Vicolo Santa Lucia” di Cattolica (RN), che ha utilizzato l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia su saltimbocca di triglia, “per il gioco di rimandi a paesaggi diversi, il paesaggio come tema di un viaggio sospeso tra memoria e desiderio, ovvero essere qui e sognare altrove”. La giuria ha assegnato inoltre il Premio per il miglior racconto a Igles Corelli, della “Locanda della Tamerice” di Ostellato (FE), che ha realizzato una lasagnetta a base di prosciutto di Parma, “per la fantasia di una ricerca che cita un dettaglio per dargli una dignità nuova ed inaspettata: dai ricordi di casa all’alta cucina”. Il Premio per la miglior presentazione è andato infine a Maria Luisa Mazzocchi, del ristorante “La Palta” di Borgonovo Val Tidone (PC), che ha preparato un tortino di patate con salumi piacentini, “per la capacità di trasformare visivamente la cucina di casa senza rinunciare alla sua identità più profonda”.

Laura Franchini

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