Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2008

A Carrù un Vascello d’Oro carico di bontà piemontesi

Rubrica: Ristorazione

Articolo di Lagorio R.

(Articolo di pagina 70)

 

Riccardo Lagorio

 

Sta sull’uscio del suo “Vascello d’Oro” Giuseppe Cravero, pizzo appena ingrigito ed enorme cappello da cuoco. L’attesa di clienti non è mai lunga, un viavai incessante che dalla strada centrale di Carrù si dirige alla sua casa è circostanza frequente (mai di domenica sera e di lunedì, quando il locale chiude).

Giuseppe Cravero, la moglie Lidia ed il figlio Marco hanno fatto rivivere dal 1° maggio 1982 le mura della pioda (ovvero l’osteria: testimoni il parquet consunto dal tempo e dagli incalcolabili tacchi, i rintocchi del cucù, i mobili e le madie) fondata nel 1887 da tale Conti, oste bizzarro che favoleggiava con gli avventori sulle leggende di una nave che trasportava immense ricchezze nei mari del Sud. Spiegato il singolare nome, attesto che il vascello continua a portare con sé tesori e ricchezze che danno altrettanto piacere. Anche se di ben altra sostanza e degne di essere consumate a braccetto con una delle regali etichette in elenco sulla carta dei vini.

 

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Dall’alto: la famiglia Cravero e Giuseppe all’opera prepara il piatto dei bolliti, specialità della casa. Vediamo inoltre raviole al vin e un assortimento di formaggi

 

Il menu, dettato a voce, prevede la partenza con antipasti d’uso piemontese, che incontri già all’ingresso accomodati su generosi tavoli. In ordine sparso e per personale predilezione cito: vitello tonnato, acciughe al verde, fiori di zucchine con fonduta di formaggi, peperone grigliato con granella di nocciole Piemonte, torta rustica alle erbette, insalata russa tradizionale.

E ancora altri, numerosi. Poi una lunga teoria di primi piatti, in cui le paste e gli gnocchi sono di evidente fattura famigliare. Le paste sono belle e buone, ma copiabili; i ravioli belli, buoni e irripetibili. Vanno in brodo (che brodo!), al burro e salvia, al sugo d’arrosto; le tagliatelle sono ricoperte da funghi porcini, al ragù di carne o salsiccia. Deliziosa senza limite la trippa rasata a mano.

Poi arriva la migliore ragione per fermarsi in questo vascello delle meraviglie: il gran carrello dei bolliti. Sette tagli che vanno dalla punta di petto alla lingua, dalla coda alla gallina, dalla testina (che esige bis) al biancostato, poi stinco, cotechino e trippa a rotazione. Carni di razza piemontese che sono accompagnati dalle salse o dal semplice sale grosso ed olio extravergine d’oliva. Concediti però un assaggio di batsuà (Badesua), lo zampino panato e fritto anche detto “calze di seta”, o in alternativa un assaggio di fritto misto alla piemontese.

Dessert, se sarai in grado di assorbire ancora calorie, di casa. Bounet e torta di nocciole e crema superbe. Qualificata scelta di distillati.

Trattoria Vascello d’Oro

Via San Giuseppe, 9 – Carrù (CN)

Tel: 017375478

Web: www.vascellodoro.it

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