Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2008

I di...vini del marciapiede

Prosegue in Liguria il viaggio fra i rappresentanti di vino – Quarta puntata

Rubrica: Vino

Articolo di Valentini A.

(Articolo di pagina 123)



 

Angelo Valentini

 

Dalla Lombardia passo alla Liguria e precisamente a Genova, dove incontro sul marciapiede dolce e di vino Renato Rizzoli. Se dovessi fare un manifesto pubblicitario per reclamizzare il mondo dei dolci, non esiterei a servirmi dell’immagine di un goloso le cui caratteristiche somatiche corrispondono alla figura del “godurioso”, come ama lui stesso definirsi, Renato Rizzoli. Statura corpulenta, la sua altezza rasenta i due metri circa, faccione rubicondo, sembra sempre che abbia l’acquolina in bocca e la stimola anche a chi lo guarda, dando l’impressione di avere gustato l’ultimo dei cioccolatini, pronto a metterne in bocca un altro per assaporare sensazioni diverse.

Sono circa cinquant’anni che “batte il dolce marciapiede” con lo spirito e l’entusiasmo di un ventenne. Nasce a La Spezia da madre novarese e papà lombardo, con la qualifica di console nella città spezzina. Inizia la sua attività in Piemonte agli albori delle nascite dei cash & carry, ma la sua vocazione è rivolta al mondo del dolce e delle bollicine.

 

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Da sinistra: Renato Rizzoli, l’amico Silvestro, la moglie Silvana e Lucy Merlini.

 

Nei suoi ricordi sono impressi marchi prestigiosi che hanno fatto la storia del cioccolato e della biscotteria, tra cui la “Camille e Bloch” di Berna e la figura mitica di Silvio Buitoni, rampollo della famosa dinastia di San Sepolcro, che gli affida il mandato di sub agente per la provincia di Novara per quanto riguarda il comparto dei prodotti riservati all’infanzia, tra cui la memorabile pastina glutinata, le creme di riso e di avena per le pappe dei neonati. Visti i risultati oltremodo lusinghieri gli affidano anche tutto il comparto “Perugina”. Percorre in lungo e in largo tutta la provincia a bordo di una Fiat 600 con i classici colori dell’azienda: la riempie tutta più con la sua mole che con le scartoffie riservate agli ordini… A quell’epoca un auto del genere ti faceva sentire importante e Renato lo era veramente! Acquisisce altri mandati, tra cui il torrone “Vergani” di Cremona, la storica casa “Lazzaroni Biscotti”, tanto da meritare, per la sua spiccata abilità di venditore, il mandato di agente internazionale, arrivando ad operare nei cantoni svizzeri, patria del cioccolato. Un marchio in particolare lo coinvolge per tutto l’arco della sua attività di “cioccolataio”, la “Cailler” svizzera, che segue come capo area tramite l’Ambrosiana dei F.lli Lucchetti di Milano, famosi importatori. Dal 1968 al 1988, nel pieno delle sue energie fisiche, collabora con la ditta “Bulgheroni” di Varese, poi diventata “Lindt”, prima come capo area per il nord Italia; successivamente, come agente associato ai signori Zauli e Zunino per Genova e provincia, ottiene risultati importanti, tali da raggiungere il fatturato più alto d’Italia, merito della sua abilità ma, soprattutto, del suo grande maestro Zauli.

Oltre al dolce cioccolato impresso nel suo DNA, ha collaborato per diversi anni con la “Fratelli Berlucchi” di Borgonato di Cortefranca Franciacorta (BS), coprendo tutta la fascia costiera da Ventimiglia a La Spezia, per irrorare di bollicine millesimate le tavole e la ristorazione ligure. Oggi — il vulcanico Renato pensionato in servizio permanente effettivo — con la qualifica di CO.CO.CO., collabora con la Brezzo Apicoltori nel Roero Cuneese, sovrintendendo cinquantotto venditori, contattando enoteche, negozi qualificati e di nicchia, per proporre la gamma altissima di prodotti naturali, grazie all’operosità e lo stacanovismo delle api, società perfetta da imitare senza tema di incorrere nelle inflazioni ricorrenti.

Sede operativa di Renato è Genova, dove vive e risiede con la dolcissima consorte Silvana: ha due figli ai quali ha trasmesso la sua arte. Umberto è capo area della prestigiosa casa liquoristica “Rinaldi Import” di Bologna importatrice di marchi internazionali, mentre Riccardo, con qualità di cuoco provetto, è dedito all’arte culinaria, gioia del padre goloso.

Riveste la carica di consigliere nazionale della “Chaîne des Rôtisseurs”  ed è memorabile il successo e l’impegno di Renato nell’organizzazione del Congresso nazionale tenutosi alcuni anni fa in terra ligure.

Termino questo profilo con l’acquolina in bocca, pregustando già i famosi sigarini di cioccolato che puntualmente mi regala ogni anno.

Rimanendo a Genova, storica ed importante Repubblica Marinara sempre collegata per traffici e commerci con l’Oriente, sede naturale di importatori di prodotti esotici e liquoristici, provenienti dal cosiddetto nuovo mondo. Un personaggio di rilievo che ha contribuito alla diffusione di bevande nazionali e internazionali è certamente Pino Toso. Genovese puro sangue, nasce in città l’otto aprile 1938. Trascorre la sua giovinezza tra La Spezia e Sestri Levante, si diploma in ragioneria e, subito dopo, inizia la carriera di venditore, scalando per gradi tutte le vette più ambite dei grandi marchi delle bevande.

Paga anch’egli il noviziato, accontentandosi di amari e liquori per cocktail ed aperitivi; non è vita facile, ma le difficoltà del momento vengono ampiamente superate grazie alla sua provata abilità. È così che entra in contatto con il mercato, meritando la stima della sua clientela.

Gli viene offerta una rappresentanza dalla ditta “Ferrari” di Dosimo di Cremona (da non confondere con la “Ferrari” di Trento dei Fratelli Lunelli) produttrice di vini quotidiani e da prezzo. L’incarico affidatogli di propagandista e, successivamente, quello di capo filiale a Rimini ha una durata di sette anni, interrotto a seguito dello scandalo dovuto alle sofisticazioni, che lo lascia disoccupato!

Passano pochi mesi e l’abilità dimostrata da Pino viene immediatamente premiata: Giancarlo Notari, noto direttore vendite della storica casa “Antinori”, scopritore di “talenti di vini”, gli affida i mandati delle storiche cantine toscane.

Possedere Antinori è come avere una carta di credito atta a scalare altri mandati di prestigio: non tardano ad arrivare “Molinari” con la sua Sambuca, “Silva Bianchi”, “Rivera” e “Sella & Mosca”.

Nel 1970 assume la rappresentanza della COT di Abbazia di Novacella (TN) e, in seguito, il vero e agognato “Ferrari” di Trento dei F.lli Lunelli, rimanendo fedele alle bollicine trentine ben trent’anni (e non trentatré come recita un noto scioglilingua; peccato!). Ben sei lustri passati in casa giocando con un prodotto locale come “Lupi Ceschia”, con amaro “Averna”, il re del caffè “Illy” di Trieste, “Lungarotti”, “Borgogno”, “Wax e Vitale” e la collaborazione dell’eclettico e intramontabile Giansaverio Bianchi. Pino Toso ha delle doti di venditore uniche; signore nei modi, difficilmente lo rimandi a mani vuote, non invadente, rimani affascinato dalla sua personalità. Elegantissimo, capigliatura argentea con scriminatura sempre ben curata, abiti sartoriali indossati con cura a seconda delle circostanze, la sua precisione la ritrovi nella corretta calligrafia degli ordini, che verga ancora a mano con tanto di penna stilografica: un gentleman del vino.

È padre di due bei figli che seguono tuttora le sue orme: Emanuele nel settore delle bevande e Alessandra nel settore dei dolciumi. Le loro carriere e il successo sono scontati, visto l’aiuto e l’appoggio che ricevono da un papà tanto esperto.

Genova, che è stata sede incontrastata per alcuni anni di manifestazioni fieristiche riservate al settore, quali il Bibe ed il Tecno Hotel, soppiantate poi dal Vinitaly di Verona, è tuttora sede di importanti ditte importatrici quali la “Velier” e la “Moon” rappresentante in Italia del famoso champagne Philipponat.

Molte le enoteche sparse sulla costa rivierasca, dovute al fatto che Genova è avara di entroterra, per cui è una delle poche regioni italiane dove la presenza di vigneti è limitata ed il commercio del vino proveniente da altre regioni è piuttosto fiorente.

Cito ben volentieri le più note del territorio tra cui: Seghezzo a Santa Margherita Ligure, Ameri a Chiavari, Ceccarelli Fabio “Le delizie di Bacco” a Quinto. A Genova: Migone di Giandinoto, Susto, Il Cantinone, Pesce Enoteca, Salvadori, Repetto di De Stefanis, l’enoteca dei F.lli Sola in via Colombo e l’omonimo ristorantino bomboniera di via Barabino, dove si ha il piacere di gustare piatti regionali che non seguono le mode del momento, ma il mercato e la stagionalità dei prodotti, contornati da un arredamento degno di un salotto di uno yacht d’alto bordo, oltre all’abbinamento infallibile dei vini consigliati dall’espertissimo Pino Sola. A Chiavari desidero ricordare un amico recentemente scomparso, che ha fatto la storia della liquoristica, con il suo inimitabile Lord Nelson. Dopo anni di navigazione a bordo di navi da crociera in qualità di barman, Angelo Molinari ricostruisce in terra ferma, di fronte al magnifico golfo del Tigullio, un tipico locale che ricorda il suo banco da lavoro di bordo. Il figlio Alex continua l’attività paterna con grande maestria ed è fiduciario “Ais”, coadiuvato dalla eterea e aulica sorella Helena e l’immancabile supervisione della mamma Ruth di origine anglosassone.

Arrivederci alla prossima puntata!

Angelo Valentini




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