Edizioni Pubblicità Italia
Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2008
Müller Thurgau La Vis: il ritratto della Val di Cembra in un bicchiere
Cultura, qualità e territorio: ecco gli elementi di fondo cari all’azienda La Vis, che ha presentato sulla terrazza del Museo Guggenheim il Müller Thurgau della linea Ritratti. Sull’etichetta l’opera di Giovanni Segantini “Costume grigionese”...
Rubrica: Vino
Articolo di Lagorio Riccardo
(Articolo di pagina 126)
Del termine “ritratto” i dizionari ci informano che esso è “una rappresentazione di una persona secondo le sue reali fattezze”, riferendosi soprattutto “ad un’opera artistica (che sia pittorica, scultorea, figurativa e, per estensione, una descrizione letteraria) che in un certo senso limita le possibilità creative dell’artista, per mantenere l’attinenza col soggetto dal vero”. Ciò non toglie che nel ritratto entri comunque in gioco la sensibilità dell’artista, che interpreta le fattezze secondo il suo gusto e secondo le caratteristiche dell’arte del tempo e del luogo in cui opera. Insomma, il ritratto è la rappresentazione del Reale catturato attraverso gli occhi dell’artista.
Ma se il fenomeno della rappresentazione del Reale avviene nel mondo dell’enogastronomia, che per sua natura è un’arte, allora l’artigiano tenterà di descrivere il tempo ed il luogo in cui vive grazie all’espressività di un particolare prodotto, di una linea di prodotti distintivi e caratterizzanti dell’intorno che lo circonda.
I vini della serie Ritratti della Cantina La Vis con le etichette del pittore Segantini. Da sinistra: Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Ritratto Rosso (uve Teroldego e Lagrein), Ritratto bianco (uve Chardonnay e Pinot Grigio), Chardonnay, Pinot Grigio.
A volere sottolineare lo stretto rapporto che esiste tra prodotto e territorio ci ha pensato, proprio con una linea evocativa nel nome, Ritratti, la Cantina La Vis e Valle di Cembra, in Trentino. E lo ha fatto nel migliore dei modi, prendendo a prestito spunti e originalità da uno dei massimi artisti italiani nati in provincia — per la precisione ad Arco, nel 1858 —, Giovanni Segantini.
L’autore di celebri dipinti come Le due madri e Mezzogiorno sulle Alpi da vent’anni campeggia infatti sulla collezione Ritratti della Cantina che, per richiamare e rafforzare ulteriormente lo stretto legame che devono sempre più avere la cultura e la produzione enoica, ha intrapreso un’interessante percorso di collaborazione con la Galleria Guggenheim di Venezia (all’interno del progetto denominato Intrapresae, ovvero una collaborazione strategica tra il Museo e un gruppo di aziende che credono nella comunicazione culturale come moderna forma di comunicazione aziendale: una formula di mecenatismo del Duemila che raggruppa significative realtà economiche di settori diversi). A confermare questo forte impegno del Gruppo La Vis nel mondo culturale — peraltro già ampiamente provato attraverso le collaborazioni con prestigiose istituzioni museali italiane e straniere — è stata presentata il 4 settembre scorso l’ultima nata tra le etichette dedicate a Ritratti proprio ai giardini e sulla terrazza del Museo Peggy Guggenheim, in uno scenario tra i più incantati della città lagunare.
Questa volta la scelta aziendale è caduta sulla raffigurazione di Costume grigionese, opera di Giovanni Segantini datata 1887, che va ad aggiungersi ai sette dipinti già utilizzati come testimonianze dell’incontro tra vino e cultura. Scelta che appare ispirata dalla volontà di rendere omaggio ad uno dei vitigni più in voga oggi sul mercato, il Müller Thurgau, e al tempo stesso creare un parallelismo tra etichetta e contenuto. Cuvée proveniente da vigneti posti nei Comuni di Giovo, Cortesano, Meano e Vigo, su terreni di origine siltitica e porfirica, il Müller Thurgau della linea Ritratti si fa ricordare per la sua vitalità e freschezza ed un’intelaiatura aromatica di frutta che si estende con rapidi tratti dal naso alla bocca. Dice Segantini: “…e incomincio a tempestare la mia tela di pennellate sottili, secche e grasse, lasciandovi sempre fra una pennellata e l’altra uno spazio interstizio che riempisco coi colori complementari, possibilmente quando il colore fondamentale è ancora fresco, acciocché il dipinto resti più fuso. Il mescolare i colori sulla tavolozza è una strada che conduce verso il nero; più puri saranno i colori che getteremo sulla tela, meglio condurremo il nostro dipinto verso la luce, l’aria e la verità”. Saranno 10.000 le bottiglie di Müller Thurgau messe sul mercato ed il loro sapore sembrerà di carattere angoloso e montano, ma alla fine si verrà condotti verso tratti e riflessi di morbidezza e sofficità. Morbidezza e sofficità, purezza e semplicità, che sono le premesse alla spiccata luminosità e verità che il vino, questo vino, trasmette.
La Raccolta del fieno è un’altra opera di Segantini che accompagna uno dei Ritratti della Cantina, lo Chardonnay. L’insieme delle linee orizzontali che compongono il dipinto, disposte su piani diversi ed accentuate dalla contadina che si china a raccogliere il fieno, preannunciano l’equilibrio e la persistenza del vino.
La Vis ha presentato lo sorso 4 settembre il Müller Thurgau della linea Ritratti che sull’etichetta riporta l’opera di Giovanni Segantini “Costume grigionese”.
Poi Mezzogiorno sulle Alpi, custode del Pinot Grigio, che si esprime attraverso molteplici contrasti di nuance ed organolettici; ed il Ritratto di donna in via San Marco, traboccante di garbo e intimità di colore, a richiamare alla memoria — e al naso e alla bocca — la finezza e l’avvolgente carica narrativa che sta dietro agli uvaggi Chardonnay e Pinot Grigio di Ritratto Bianco.
Ritratto Rosso nasce invece dagli uvaggi di Teroldego e Lagrein fatti crescere in località Sorni, a Lavis, tra i 250 ed i 300 metri di altitudine. Un vino di profonda intensità che in etichetta si contraddistingue per Autoritratto a vent’anni, iniziato nel 1879 quando la fama del grande maestro era ancora lontana. Vino di straordinari contrasti, potente e intenso all’olfatto, godibile e di morbida stoffa al palato il Cabernet Sauvignon da vigneti posti a 350 metri di altitudine nelle località di Sorni e Pressano: L’ultima fatica del giorno, datato 1884, è la rappresentazione visiva ideale di quanto il consumatore troverà in bottiglia.
Sono una costante i valori che legano etichette e vino: il lavoro dei campi, l’analisi interiore appena sfiorata, una religiosità discreta e serenamente tradizionale come è nell’animo trentino. La ricerca di luminosità che si fa largo nelle penombre è adeguata a rispecchiare la capacità del Merlot e del Pinot Nero dove, in un caso, il corpo robusto e le componenti calde si legano con la dolcezza dei tannini in un Idillio del 1884, e nell’altro, l’intimità dei profumi familiari esaltati dall’invecchiamento in barriques di rovere alla fine si compenetrano nella luminosità lontana dell’Ave Maria a trasbordo, un inno alla maternità, alla natura, alla vita.
“Io continuo cos“ a lavorare alla mia opera… accarezzando col pennello i fili d’erba, i fiori, gli animali e l’uomo”. Una filosofia che la Cantina di Lavis e Valle di Cembra ha intrapreso dal 1948, anno della sua fondazione.
Riccardo Lagorio
Cantina La Vis e Valle di Cembra
Via Carmine, 7 – 38015 Lavis (TN)
Tel: 0461 440111 – Fax: 0461 440244
E-mail: cantina@la-vis.com
Web: www.la-vis.com
Record di presenze alla IX edizione del Festival del Franciacorta |
Dal 20 al 22 settembre a Villa Lechi (Erbusco, BS) sono stati oltre 5.000 i visitatori e con soddisfazione già si guarda all’edizione del 2009 |
«Si chiude con un record di presenze, con oltre 5.000 visitatori e un pubblico sempre più giovane, la nona edizione del Festival del Franciacorta». Così Adriano Baffelli, direttore del Consorzio per la tutela del Franciacorta, esprime, anche a nome dei produttori, una grande soddisfazione e lancia l’appuntamento con la prossima edizione, che probabilmente vedrà gli spazi di esposizione notevolmente ampliati. Appuntamento conclusivo, la tavola rotonda tenutasi nella splendida cornice di Villa Lechi, ad Erbusco, in cui produttori, giornalisti e addetti ai lavori, coordinati da Massimo Giletti, conduttore del programma di Rai Uno “Domenica in”, si sono confrontati su alcuni punti di forza del Franciacorta. Prima caratteristica sottolineata è stata la combinazione tra un “grande prodotto” e un “grande territorio”. «Solo in una zona come la Franciacorta, infatti, con le sue condizioni climatiche e le sue tradizioni, è possibile la nascita di un “grande vino”, sperimentato proprio in questi giorni non solo come prodotto d’élite ma come vino a tutto pasto» così asserisce il vicepresidente del Consorzio per la tutela Paolo Pizziol. È stato detto, inoltre, che il legame inscindibile tra la zona di produzione e il vino realizzato è anche garanzia e sinonimo di qualità. Per permettere agli appassionati, e comunque al grande pubblico in generale, di conoscere sempre meglio la realtà “Franciacorta”, si svolgeranno numerose iniziative ed eventi che porteranno il territorio e i suoi prodotti ad essere conosciuti e ri-conosciuti in maniera massiccia. Infatti, in occasione della decima edizione del Festival, sarà organizzata una caccia al tesoro denominata “Scoprir tesori in Franciacorta”. Una sorta di Mille Miglia, che coinvolgerà oltre 300 equipaggi, che scopriranno, tra colline e vigneti, l’intero territorio della Franciacorta e le sue tradizioni. L’ambito primo premio sarà una vettura del valore commerciale di oltre 100.000 euro. In attesa dell’edizione 2009 la Franciacorta non si ferma: la prossima tappa del Festival in tour sarà Parma, dove allo Starhotels du Parc, il 20 ottobre 2008 dalle ore 17.00 alle 22.00, quarantuno aziende franciacortine saranno interpreti di una grande kermesse. |
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