Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2008

Come si dice “panino”?

Le numerose possibilità gastronomiche di mangiare veloce nel mondo

Rubrica: Fast Food

Articolo di Franchini L.

(Articolo di pagina 68)



 

Laura Franchini

 

Sono oltre due miliardi e mezzo le persone nel mondo che giornalmente si sfamano con un pasto veloce, spesso un panino o qualcosa di molto simile, declinato secondo le culture e i paesi. “Street food” il termine anglosassone per definire questa tendenza che rappresenta un’importante fetta del mercato dell’alimentazione.

Nel nostro splendido paese la tradizione del panino, veloce sì, ma non per questo poco gustoso, è ben radicata, anche grazie alla molteplicità di ingredienti di prima qualità con cui farcirli, dai salumi ai formaggi, dalle verdure alle numerose varietà di pane.

 

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I tacos sono delle tortillas messicane piegate su se stesse, fatte con farina di mais, contenenti condimenti di vari tipi. Negli USA è molto popolare una catena di fast food, la “Taco Bell”, i cui menu sono composti soprattutto di tacos e burrito.

 

Ma anche nel resto d’Europa il panino non manca: i cugini d’Oltralpe non rinunciano alla baguette, spesso farcita con formaggi morbidi e prosciutto cotto, ma nemmeno a morbidi toast farciti con prosciutto, groviera e burro, i “croque monsieur”, molto amati a colazione.

Pane da toast che la fa da padrone anche nel Regno Uniti e in Irlanda, accanto a uova strapazzate e bacon, sempre per la colazione, ma anche spesso farcito con salmone.

Salmone che non manca nemmeno nei panini del Nord Europa, dove il panino si accompagna alla tradizione culinaria locale.

Nei numerosi milk bar o smorrebrodforetninger del nord Europa è possibile trovare molti panini legati alle specialità locali, a partire dal smorrebred, una sorta di panino di segale, aperto e sormontato da vari strati di Danablu, formaggio piccante, carne affumicata e leverpostef (paté di fegato), ma anche salsiccia, aringa, salmone, caviale, trota e pollame, spesso anche carne o filetti di pesce affumicati.

Un posto d’onore meritano gli hot dog, amatissimi negli Stati Uniti, insieme agli altrettanto famosi hamburger. Anche in Germania l’hot dog è apprezzatissimo, seppure diverso dalla versione americana: il pane è un semplice companatico, spesso servito a parte, e soprattutto senza traccia di maionese, ma solo di senape.

La corrispondente olandese è rappresentata dalla kroket, che nei Paesi Bassi rappresenta il secondo snack più venduto in assoluto con una media di 18 kroketten a persona cada anno.

Si tratta di crocchette fritte, di patate e pangrattato (aardapelkroket), o di carne mista (vleescroket), pesce (viskroket), pollo (kipkroket), verdura (groentekroket), formaggio (kaaskroket), riso o pasta (ristkroket e pastakroket), generalmente servite accompagnate da senape.

Nella vicina Grecia troviamo, invece, una sorta di piadina romagnola: la pita, pane tipico, che viene servita imbottita di souvlakia, spiedini di carne e verdure, accompagnati spesso da pomodori e tzatziki. Esiste anche il gyros pita, a base di kebab.

Il kebab è un altro piatto veloce famoso un poco in tutto il mondo, grazie all’immigrazione araba e turca. A Berlino sono rinomati gli imbiss, chioschi turchi sparsi per la città, dove è appunto possibile degustare il kebab. Doner Kebab è il nome riservato al girarrosto verticale su cui viene infilata la carne e fatta arrostire (esclusivamente di agnello e manzo, montone o pollo).

Questa viene poi tagliata, marinata in spezie ed erbe aromatiche e infilzata nello spiedo. Una volta cotta viene tagliata verticalmente e servita utilizzandola come ripieno del pane, accompagnata da verdure miste e salse.

Nel lontano Giappone le possibilità di gustare cibo veloce sono molteplici: troviamo, accanto a sushi e sashimi, gli yakitori (spiedini di pollo alla griglia), i takoiaki (polipo alla griglia), il panino con la Soba, il Tamago sandwich con le uova, il kutsusando, tramezzino ripieno di carne di maiale impanato e fritto su un letto di lattuga, tra due fette di pane imburrato.

 

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Un farcitissimo hot dog.

 

In Brasile è possibile assaggiare i pao de queijo, palline di pane leggero al formaggio realizzate con un impasto di farina di manioca acida, formaggio grattugiato, uova, olio di soia, acqua e sale, cotti in forno e gustati rigorosamente caldi, a colazione o come spuntino.

Non tanto diversi dagli sciàt valtellinesi, preparati con farina di grano saraceno, bitto e fritti, anch’essi vanno serviti assolutamente caldi.

Non possiamo poi dimenticare le tortillas spagnole, una sorta di frittata sottile di patate, servita con salumi, formaggi, verdure, famose anche in Messico, dove vengono preparate con farina di mais e cotte sulla piastra.

Ripiegate su se stesse e ripiene di carne vanno a formare i tacos; se invece servite arrotolate e ripiene di carne mista di bovino, pollo e maiale diventano burritos. Ovviamente non mancano salse e ingredienti da sempre protagonisti della cucina tex mex, come la cipolla, il peperone, il coriandolo, per fare alcuni esempi. Sempre di tortilla si tratta anche quando si parla di quesadilla, ripiena di formaggio e verdure.

Parente stretta della bruschetta italiana, il pan bagnàt è una specialità reperibile nel sud della Francia, in particolare in Provenza e nella Catalogna: si tratta di fette di pane ammorbidito con acqua e aceto, insaporite con una strofinata d’aglio, olio, sale e pepe. Spesso il pan bagnàt viene servito con pomodoro fresco tagliato a pezzetti, o con la tipica insalata nizzarda.

Non tanto diversa è la nostrana fresella, che i pescatori usano ammorbidire al largo, nelle acque pulite e pescose del Mediterraneo.

Laura Franchini




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