Edizioni Pubblicità Italia
Premiata Salumeria Italiana nr. 5, 2008
“Il Conte” di Bazzano Parmense?
È un modernissimo prosciuttificio che sforna 25.000 prosciutti a settimana! Un milione duecentomila all’anno! Una tecnologia su misura, raffinata, innovativa. La comprensibile soddisfazione di Lorenzo Levoni, Arturo e Giorgio Bedani...
Rubrica: Aziende
Articolo di Ferrari F.
(Articolo di pagina 35)
«Questa struttura che riteniamo, senza falsa modestia, tra le primissime, se non la prima, in Europa è attiva dal 2006 e da un anno viaggia a pieno regime grazie alle sue attrezzature che sono all’avanguardia della tecnologia e dell’automazione più innovativa».
Chi si esprime con tanta convinta, seppur pacata, soddisfazione è Lorenzo Levoni che è qui, come del resto succede abbastanza spesso, al prosciuttificio “Il Conte”, a Bazzano Parmense, un paesino tra le verdi, turrite, colline matildiche, un modello di razionalità e di efficienza, che si presenta con numeri che stupiscono perfino i più collaudati addetti ai lavori.
Claudio Cesari, Lorenzo Levoni e Arturo Bedani.
In questo stabilimento dotato delle più moderne e sofisticate apparecchiature che richiedono pochi ma selezionati addetti, vengono infatti lavorati e stagionati, una volta esperite le classiche fasi di pesatura, rifilatura, salagione, riposo, sugnatura e maturazione, ben 25.000 pezzi a settimana che diventano, bastano due semplici moltiplicazioni, 100.000 al mese e un milione duecentomila all’anno!
Lo stabilimento del prosciuttificio “Il Conte” (in basso), in località La Croce a Bazzano Parmense (PR).
A fine 2008 si dovrebbe toccare addirittura quota un milione e trecentomila. Complimenti davvero. Dietro questa realtà e conseguenti risultati ci sono, puntualizza Levoni dell’Alcar Uno di Castelnuovo Rangone, un Gruppo di caratura europea che in questa impresa è socio di maggioranza, vari fattori importanti: l’esperienza, l’opportunità, i mezzi disponibili e le persone capaci che hanno dato vita alla fortunata iniziativa. L’occasione fu l’idea lungimirante di un imprenditore di Bazzano, che decise di costruire, proprio nel suo habitat naturale, una grande unità produttiva dedicata al re dei salumi. Purtroppo però non riuscì a portarla a termine. «Subentrammo allora noi e realizzammo quel sogno. Non da soli, ma in compagnia di un partner all’altezza, disposto ad acquisire una quota societaria: l’azienda Bedani di San Carlo di Ferrara che già possedeva uno stabilimento di disosso e un reparto per affettare, oggi nella persona del suo titolare Giorgio e del figlio Arturo, i quali fanno la spola tra il parmense e il ferrarese cinque giorni su cinque».
I titolari insieme allo staff del prosciuttificio “Il Conte”.
E il sogno, vedere per credere, è diventato una rilevante entità imprenditoriale in cui ad ogni fase di lavorazione sono state applicate le ultime e più razionali soluzioni sia dal punto di vista economico/produttivo che tecnico/funzionale. Senza trascurare il risparmio energetico e le condizioni ambientali.
L’esito di tali scelte ha portato perciò in tempi brevissimi, non più di un paio d’anni, agli odierni traguardi ottimali tanto sul versante della produttività quanto degli standard qualitativi. Un consuntivo più che lusinghiero, visibile e facilmente dimostrabile. Meta dunque raggiunta.
«Siamo in effetti molto contenti — prosegue Lorenzo — responsabile commerciale dell’intero Gruppo Alcar, ma in piena sintonia con gli amici e soci ferraresi, continuiamo a studiare per mantenere e confermare ai massimi livelli proprio gli indici di qualità dei nostri prosciutti di cui andiamo fieri e che intendiamo proporre sempre uniformi, costanti, permanenti».
Da quanto si può vedere camminando tra sale e reparti dello stabilimento, dove risaltano l’ordine, lo spazio, la pulizia, la funzionalità, il clima familiare, non sembra sia troppo difficile per “Il Conte” conquistare gli obiettivi in programma. La squadra di vertice, con Santino Levoni, fondatore di Alcar Uno, alla presidenza, con il figlio Lorenzo, con Giorgio e Arturo Bedani, con le idee chiare che esprimono, utilizzando spesso parole quali ricerca e innovazione, con al fianco collaboratori bravi e motivati, offre infatti massima affidabilità per l’avvenire. Pienamente in grado, com’è e sarà, di affrontare le incognite, le concorrenze, le mutazioni che si affacceranno sulla scena mondiale e di dare sicurezza ai clienti nazionali ed esteri, presenti e futuri.
Sala di stagionatura.
Le cifre significative che abbiamo citato sono, del resto e da sole, un’indiscutibile prova di forza competitiva che avrà un peso rilevante a livello internazionale dove i soci hanno in mente di essere più attivi.
Attualmente l’export rappresenta circa un dieci/quindici per cento del fatturato con destino soprattutto Francia, Germania e paesi dell’Est, ma l’attenzione è già verso altre aree più lontane e difficili come Cina, Giappone, Stati Uniti e Sudamerica.
Fasi di lavorazione del prosciutto crudo.
«Ci stiamo preparando e l’ottimismo non manca. Quanto è stato fatto qui è un buon viatico per la strada da percorrere».
Non c’è dubbio. Ed è una verità che si tocca con mano, che addirittura lascia a bocca aperta. Come succede quando al termine della filiera ti trovi davanti lo stadio (e stadio, per via dei suoi metri quadri, è la parola giusta) dell’ultima stagionatura, così che dopo dieci mesi il prodotto viene consegnato al mercato.
I prodotti sottovuoto, fiocchetto, mattonella e fiocco di prosciutto crudo stagionato.
Perché chi ha fatto i conti partendo dai 25.000 prosciutti settimanali, e ha memorizzato i tempi delle fasi intermedie, arrivato all’ingresso di quel salone di cui non si intuisce la fine, resta di sasso, sapendo, vedendo, che stanno colà maturando 500.000, diconsi cinquecentomila, prosciutti!
In silenzio, tutti immobili, appesi a bilancelle verticali, senza toccarsi, ciascuno col suo spazio per respirare, per riposare meglio.
Uno spettacolo dantesco che “Il Conte” replica con giusto orgoglio. Noblesse oblige!
Franco Ferrari
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