Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 1, 2006

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 94)

La Buona Tavola: gustare i sapori della cucina tipica

Dal 24 al 27 novembre il quartiere fieristico di Modena si è trasformato in un vero e proprio palcoscenico del gusto – Tra gli eventi proposti, “Il crudo Dop secondo Massobrio”

 

 

L’edizione 2005 de “La Buona Tavola” si è confermato uno dei saloni enogastronomici più rinomati d’Italia: a Modena, dal 24 al 27 novembre, i 12.000 m2 del quartiere fieristico si sino trasformati in un vero e proprio palcoscenico del gusto, teatro di una kermesse di sapori orchestrata da più di 300 produttori, che hanno portato in Emilia Romagna eccellenze e specialità provenienti da tutta Italia.

Si è trattato di un’opportunità ghiotta per sperimentare accostamenti originali e favorire il connubio fra tipicità locali e sapori sì lontani geograficamente, ma di eguale tradizione, eccellenza e qualità.

Giunta quest’anno alla terza edizione, la manifestazione enogastronomica La Buona Tavola ha fatto segnare una costante crescita nel numero e nella qualità degli espositori presenti, a conferma della voglia e della necessità di un settore economico di nicchia, come quello del prodotto tipico artigianale, di trovare nei momenti di incontro fieristico degli appuntamenti importanti, nei quali operare fattivamente per l’incremento del comparto e di tutto ciò che è legato ad esso.

La manifestazione modenese ha incarnato particolarità che la differenziano dalle altre e che la rendono unica nel suo genere: l’attenzione ai prodotti tipici realizzati da produttori spesso sconosciuti, ma non per questo meno qualificati, la focalizzazione alle tipicità del centro/nord del Paese e, infine, la possibilità di contatti incrociati tra produttori, consumatori e operatori specializzati del settore alimentare e della ristorazione.

È soprattutto su questo rapporto e su questi contatti, difficilmente realizzabili in altri contesti, che “La Buona Tavola” ha confermato il suo ruolo di primo piano per il settore enogastronomico locale e, ormai, nazionale.

La fiera che ha base a Modena, infatti, è stata studiata per un particolare target di espositori: piccoli produttori e piccoli laboratori artigianali che, con una minima spesa, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con gli operatori/clienti e di testare con mano come risponde il consumatore finale al loro prodotto. Questo evento è divenuto, quindi, luogo ideale di incontro tra i vari attori della filiera, quali il produttore, capace di garantire la qualità e la provenienza del prodotto, i consorzi che curano l’aspetto caratterizzante e di promozione del “mangiare tipico e sano”, le associazioni di categoria (in particolare, Coldiretti, Cia, Associazione Agricoltori, Confcommercio ) che tendono alla creazione di sinergie operative per il rilancio dell’intero settore e, infine, importantissimi, i consumatori, vero ago della bilancia in una valutazione complessiva del successo di un settore.

La manifestazione è stata organizzata da SPGeventi , con il patrocinio ed il contributo della CCIAA Modena, e con il patrocinio di Comune di Modena, Provincia di Modena, Regione Emilia Romagna, Ministero della Attività Produttive e Ministero delle politiche agricole e forestali. Hanno collaborato Ascom Confcommercio , Coldiretti Modena, Cia e Associazione Agricoltori di Modena. Citiamo alcune iniziative proposte da La Buona Tavola.

 

Guida ai Ristoranti de La Buona Tavola 2005

Anche quest’anno La Buona Tavola ha pubblicato “La Guida ai Ristoranti”, in un formato pratico e tascabile, che la rende utile sia agli indecisi dell’ultimo minuto, sia a chi vuol esser certo di vedersi servita in tavola la tradizione della cucina locale.

La quinta edizione della “Guida ai Ristoranti” de La Buona Tavola ha conservato la puntualità di informazioni e l’imparzialità nella scelta dei locali che l’hanno sempre contraddistinta, oltre ad essersi presentata quest’anno arricchita di nuove segnalazioni (sono 262 ora le schede di ristoranti, trattorie ed agriturismi) e più completa nella mappa della cucina tipica. Con le province di Modena, Reggio Emilia e Mantova, nella nuova edizione non mancano incursioni nel bolognese e per ciascun locale la carta d’identità comprende coordinate geografiche e fotografia della sala ristorante, nonché menu tipico, indicazioni di prezzo ed orario di chiusura.

Un Bignami dell’enogastronomia, dunque, che, concentrandosi su di un territorio ristretto, è in grado di setacciarlo a fondo alla ricerca di ingredienti e ricette del passato, facendo attenzione a segnalazioni e suggerimenti del pubblico ed aggiornando, anno dopo anno, le schede dei locali, per fornire ai lettori un servizio il più possibile preciso e puntuale.

Attraverso l’indicazione di menu suggeriti direttamente dai gestori dei locali sulla base dei gusti dei clienti o della genuinità dei prodotti utilizzati, la pubblicazione ha cercato di ottemperare ad un criterio di obiettiva attendibilità che, insieme con la chiarezza espositiva (oltre alla distinzione in base a provincia e località, non manca una lista dei ristoranti per ordine alfabetico), fa della guida de La Buona Tavola una delle migliori nel panorama della cucina territoriale.

 

Le protagoniste del mondo del vino dell’Emilia Romagna

Sono numerose ed importanti le imprenditrici italiane, soprattutto in Emilia Romagna, che hanno dedicato, e dedicano, la loro vita all’enogastronomia ed in particolare al vino.

Oggi un’azienda su tre è gestita in rosa e sempre più spesso sono le donne ad affermarsi anche nel difficile ruolo di sommelier, portando un tocco di charme in più ad una professione già tanto affascinante.

Per queste donne particolari, venerdì 25 novembre è stato pensato ed organizzato un evento altrettanto speciale: un talk show, condotto dal giornalista enogastronomico Marco Gatti, dedicato alla vita ed alla personalità delle imprenditrici del vino più importanti del territorio.

Alle ospiti, come a tutti i presenti, è stato offerto il vino più adatto in base al proprio segno zodiacale, come da tradizione hollywoodiana che vede le star affidarsi agli esperti astrologi per indovinare il vino giusto da offrire ai propri ospiti.

 

Il crudo Dop secondo Massobrio

Sempre venerdì 25 novembre, è stato Paolo Massobrio a condurre l’incontro sui sette marchi Dop del prosciutto crudo italiano, offerti in degustazione per poter cogliere caratteristiche e singolarità dei salumi più prestigiosi d’Italia. Una gara ad armi pari, quella tra Prosciutto di Modena, Prosciutto di Parma, Prosciutto Veneto Berico Euganeo, San Daniele, Carpegna, Prosciutto Toscano e Jambon de Bosse, combattuta sotto il palato di profani ed esperti, liberi di esprimere il proprio parere nella piena soddisfazione di sensi e papille gustative! Massobrio, conduttore dell’appuntamento, è collaboratore di numerosi quotidiani nazionali, direttore responsabile di Papillon, rivista di sopravvivenza enogastronomia, e per cinque volte è stato braccio destro di Edmondo Berselli, alla direzione della Guida ai Ristoranti d’Italia, edita da L’Espresso. Un curriculum, quello di Paolo Massobrio, in cui spiccano anche la partecipazione a numerosi programmi televisivi di settore, le molte consulenze per comitati scientifici ed un palmares di premi vinti in qualità di critico e giornalista enogastronomico tra i più ricchi d’Italia.

Nell’occasione, Massobrio si è avvalso della collaborazione di Pierluigi Roncaglia, maestro assaggiatore dell’ Onas, che ha guidato il pubblico nell’analisi dei prosciutti: un’analisi visiva, olfattiva e gustativa. Il pubblico si è lasciato consigliare volentieri da Roncaglia ed ha scoperto un nuovo modo di valutare i salumi in generale. Vorremmo sottolineare che non si è trattato di una gara, ma di un confronto in cui sono stati esaltati i pregi dei vari prosciutti: per fare ciò, Pierluigi Roncaglia ha fatto distribuire al pubblico le schede Onas con lo schema da seguire nell’assaggio, per cui tutto è risultato più chiaro e facile.

L’assaggio è stato diviso in quattro parti, che andiamo brevemente a riassumere.

  1. Il colore. La scheda presentava 5 possibilità: rosato pallido, rosato, rosso roseo, rosso vivo, rosso scuro. Il colore al centro della scala, cioè il rosso roseo , rappresentava l’optimum.
  2. L’aroma. Anche in questo caso, la scheda proponeva 5 possibilità: molto tenue, debole, sufficiente intenso, molto intenso; una scala quindi crescente in cui il massimo era dato dal molto intenso.
  3. La resistenza alla masticazione. I cinque valori andavano da scarso a duro, passando per leggermente scarso, normale e leggermente duro, per cui normale, cioè il valore centrale era il top.
  4. Il sapore. Per l’ultimo parametro si tornava ad una scala crescente, composta da salato, leggermente salato, normale, moderatamente dolce e dolce, dove dolce era il traguardo più ambito.

Concludiamo facendo i complimenti a Pierluigi Roncaglia e Paolo Massobrio, perché hanno saputo coinvolgere il pubblico nel giusto modo, aiutandolo a riscoprire nuovi sapori che nello stress del quotidiano si tralasciano, sapendo esaltare in egual misura gli aromi e i pregi di un Jambon de Bosse, come Prosciutto di Modena, di Parma o Toscano che fosse.

Premiata Salumeria Italiana
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Premiata Salumeria Italiana:
Euro Genuine Food
L'Annuario di tutti i DOP, IGP, STG europei dal Produttore al Consumatore