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Premiata Salumeria Italiana nr. 4, 2001

Rubrica: Aziende
Articolo di Ascari T.
(Articolo di pagina 45)

Italia Salumi

La nuova grande realtà dell’industria alimentare italiana pronta alla sfida del mercato

Una produzione di oltre 40 mila tonnellate di salumi prodotti in Italia, 550 miliardi di fatturato, 900 dipendenti diretti in Italia, oltre 250 agenti e attività in Cina e Brasile con 80 miliardi di fatturato. Con queste credenziali si accinge a svolgere un ruolo da protagonista in un mercato sempre più globalizzato e competitivo, ITALIA SALUMI, la nuova società, frutto di un accordo siglato alla pari tra Unibon Salumi, terza realtà italiana nel mercato dei salumi e la Senfter, storico leader nella produzione di speck e specialità altoatesine.

Una joint venture paritetica fra due grandi interpreti in Italia e nel mondo della salumeria italiana per creare una sinergia di valori a tutto campo, sfruttando risorse, tecnologie, specializzazioni, servizi, gamma di prodotti perfettamente complementari. Con queste finalità si è concretizzato l’accordo a 360 gradi tra due Case che, insieme, possono riunire la catena del valore — acquisti, marketing, ricerca e sviluppo — su scala internazionale, essendo gestite sotto ogni profilo come un’unica azienda che si accinge a crescere per affrontare con maggiore vigore le sfide del mercato, in una fase che vede una crescente globalizzazione del contesto competitivo e una ormai chiara tendenza dei produttori verso la concentrazione.


La gamma dei prodotti ITALIA SALUMI.

Franz Senfter, presidente della omonima S.p.A. è esplicito in proposito: "Alle soglie del Duemila — afferma — ci siamo resi conto che la globalizzazione imponeva due sole vie di sviluppo: chiudersi in un regime di nicchia o aprirsi al mercato internazionale. Senfter era medio-piccola Unibon medio-grande, due dimensioni difficilmente adattabili sia al mercato di nicchia sia a quello globale. Metterci insieme avrebbe potuto trasformare un problema in opportunità. Oltretutto, per noi Unibon era il partner ideale, grazie alla sua specializzazione in tutta la filiera. Senza contare la perfetta compatibilità e complementarità delle due aziende".

Dello stesso avviso il presidente di Unibon, Alberto Severi, il quale afferma che "a fronte della vertiginosa evoluzione del mercato e della sua competitività, oggi lo sviluppo passa attraverso acquisizioni e joint venture, scelta che abbiamo fatto anche noi, forti dell’unanimità che ha accompagnato ogni nostra decisione e nella piena consapevolezza che la creazione di una S.p.A. non significa essere venuti meno ai principi della cooperazione. Ecco, diciamo che la S.p.A. era il mezzo necessario a Unibon per affermare, con il proprio scopo mutualistico, il suo ruolo nel mercato del futuro. Dall’integrazione e dalla valorizzazione di culture, territori ed esperienze produttive e societarie diverse trarremo grandi benefici. Lo sforzo sarà proprio quello di non disperdere le migliori qualità reciproche di due case madri il cui grande bagaglio non andrà sovrapposto, ma pienamente integrato".

In Italia Salumi, dunque, tutti giocheranno per la stessa squadra. Non solo. Nella "architettura societaria della joint venture, accanto a Italia Salumi, assume un ruolo fondamentale di garante dell’equilibrio tra le due case madri "IS Holding". Presieduta da Franz Senfter (Alberto Severi ne è vicepresidente), la società dovrà rappresentare la "cassaforte" dell’accordo tra Unibon e Senfter che la partecipano al 50% e controlla al 100% Italia Salumi. Che potrà, in tale modo, accedere al mercato dei capitali, acquisire soci o quotarsi in Borsa, oltre a costituire un altro ruolo centrale con la creazione al suo interno di un Centro Servizi Comuni concepito per erogare alle società del gruppo servizi legati all’amministrazione, finanza, controllo, personale e affari legali. Tutte attività di supporto legate alla catena del valore. In questo modo, sarà possibile mettere in comune esperienze e competenze diverse, integrando metodologie, sistemi e risorse comuni. "Ci è subito apparso evidente — spiega Gianluigi Nicoletti, direttore generale di Italia Salumi — che la semplice unione delle due aziende, complementari in tutto (prodotti, clienti, canali, aree, organizzazione, culture), proprio per la possibilità di sfruttare reciprocamente le rispettive caratteristiche produttive e commerciali, avrebbe portato immediatamente alla creazione di un "valore aggiunto" superiore di almeno il 40% alla semplice somma delle aziende stesse. Due aziende sane, in crescita, che si sono unite senza dover ricorrere al credito bancario, senza dissanguarsi in nuove acquisizioni, ma investendo il patrimonio comune per conquistare il mercato. È un matrimonio che libererà risorse ed energie per poter far meglio quello che già facciamo, intraprendere insieme nuove attività e nuove avventure sui mercati mondiali. A monte vantiamo una filiera suinicola salubre, tracciabile, garantita e competitiva, alla quale dedicheremo comunque ulteriori risorse specialistiche, in chiave di ancor più stretto presidio della qualità. Uniremo i nostri know-how per migliorare ancora i nostri prodotti e il servizio alla clientela e per diversificarci in settori contigui al core business dei salumi, come i piatti pronti e gli elaborati di carne. Allo stesso modo investiremo sensibilmente anche sul marketing e il trade marketing. Le nostre reti di vendita — conclude Gianluigi Nicoletti — specializzate per canale e la nostra struttura logistica cercheranno di rispondere al meglio alle esigenze di servizio della catena".

L’assetto societario della joint venture vede Alberto Severi presidente e Franz Senfter vicepresidente di Italia Salumi, e lo scambio dei ruoli alla IS Holding, con Gianluigi Nicoletti direttore generale. Già alla sua nascita, Italia Salumi occupa il primo posto nell’export e il secondo per market share in Italia, configurandosi a buon diritto coma la più grande interprete in Italia e nel mondo della migliore realtà salumiera nazionale.

I marchi "Casa Modena" e "Senfter", "gioielli" di famiglia firmeranno: il primo tutti i prodotti della salumeria italiana di qualità e nuove linee di piatti pronti, il secondo speck, würstel e tutto quanto fa grande la tradizione altoatesina. In chiave di sviluppo questa società rafforzerà l’identità di due grandi interpreti della salumeria italiana, chiamandole ad una sinergica collaborazione per far crescere Italia Salumi più e meglio di quanto avrebbero potuto fare da sole. La società di San Candido, con un ventaglio di specialità tra le quali spiccano oltre allo speck, il comparto degli arrosti e affumicati, ha chiuso lo scorso anno con un fatturato di 255 miliardi di lire, 80 dei quali derivanti da attività all’estero. Conta 245 addetti in Italia (cui vanno aggiunti gli oltre 500 impiegati all’estero) e 5 stabilimenti (due in Italia, due in Cina e uno in Brasile), una produzione complessiva di circa 20 mila tonnellate in Italia e circa il doppio all’estero.

Unibon Salumi è storicamente uno dei grandi protagonisti nel mercato italiano della salumeria, avendo occupato anche nel Duemila la terza posizione assoluta nel mercato globale dei salumi in Italia, prosciutti compresi. Forte di un fatturato netto che ha superato nel Duemila i 290 miliardi di lire, oltre 600 addetti, 6 stabilimenti in Italia per una produzione pari a circa 23.700 tonnellate con una gamma completa della salumeria tradizionale italiana, firmata Casa Modena.

Il varo di Italia Salumi, all’insegna di una piena complementarietà fra le due "case madri" Unibon Salumi e Senfter consentirà in particolare a Casa Modena di raggiungere la leadership in Austria e Germania, puntare su partnership in Francia e nel Regno Unito, incrementare la penetrazione in Benelux, Scandinavia e nel resto d’Europa. E darà ancora più slancio alle iniziative di sviluppo in Cina, Giappone, Brasile e Stati Uniti.

In fondo, lo sviluppo di Italia Salumi favorirà anche quello di un mercato che, come afferma Alberto Severi, "deve diventare "grande" e non restare "grosso" com’è oggi".

Terenzio Ascari

Premiata Salumeria Italiana
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