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Premiata Salumeria Italiana nr. 3, 1998

Rubrica: Vino
Articolo di Focherini F.
(Articolo di pagina 93)

I grandi vini salentini di De Castris girano il mondo

 

 

Stanno ottenendo un franco successo sul mercato italiano ed estero i rossi Salice Salentino, Maiana, Donna Lisa e il rosato Five Roses fatti con uve autoctone: negroamaro, malvasia nera, verdeca. Ultimo nato, il Primitivo, vino storico del Salento. Di grande futuro i bianchi e i brut ottenuti con i vitigni classici francesi in fantasiosi uvaggi locali.

 

Quante sono le cantine italiane che esportano il 50% della loro produzione? Credo siano ben poche: una di queste è l’Antica Azienda Agricola Vitivinicola dei Conti Leone De Castris, di Salice Salentino, Lecce, di cui ho ripercorso la lunga storia – è nata nel 1665 – su queste pagine nel febbraio dello scorso anno.

Mi ha comunicato il dato all’export e altre notizie il dottor Piernicola Leone De Castris, direttore commerciale dell’azienda, figlio del titolare avvocato Salvatore, nel corso di una recente visita allo stabilimento. Che è sempre lì dove l’attività cominciò nel diciassettesimo secolo – nella via che oggi si chiama Senatore Leone De Castris – esteso su 40.000 mq mentre nel ’600 la dimensione non superava i 2.000 mq. Oggi l’azienda Leone De Castris ha una capacità di conservazione di 110.000 quintali di vino oltre le capienze di fermentazione e di invecchiamento.

"I nostri maggiori mercati esteri – dice Piernicola Leone De Castris – sono, nell’ordine: Germania, Stati Uniti, Svizzera, Danimarca, Giappone. Vendiamo bene in Canada, Australia, Singapore, Brasile. Stiamo allacciando rapporti con operatori russi: proprio oggi abbiamo la visita di una delegazione tecnica.

In marzo abbiamo avuto un prestigioso riconoscimento a Chicago: il nostro Salice Salentino Rosso, riserva doc ’92, ha ricevuto la medaglia d’argento in una classificazione mondiale. In Danimarca stiamo ottenendo un franco successo nella grande distribuzione con il Copertino Rosso 1995, che ha un ottimo rapporto qualità/prezzo. Dei nostri vini rossi, rosati, bianchi, di vitigni autoctoni salentini, hanno parlato i maggiori giornali di Copenaghen".

Il cavaliere del lavoro conte Salvatore Leone De Castris, laureato in Giurisprudenza e Scienze politiche, avvocato, docente di Storia del Risorgimento all’Università di Bari, presidente della Camera di Commercio di Lecce e del Comitato nazionale vini dell’Unioncamere, produce un’imponente gamma di vini, derivati sia dai vitigni tradizionali salentini e pugliesi – l’azienda dei Conti De Castris possiede vitigni nel Salento nonché attorno a Locorotondo nel barese – sia da chardonnay, cabernet franc, cabernet sauvignon, pinot nero, pinot bianco, riesling renano, riesling italico, semillon, garganega, moscato selvatico, montepulciano. Insomma: dai grandi rossi salentini di uve autoctone ai più moderni brut ottenuti da fantasiosi uvaggi.

L’avvocato Salvatore Leone De Castris mi parla dell’ultimo prodotto, il Primitivo: "È un rosso che nasce da un vitigno storico del Salento. Di colore rubino molto intenso, di profumo vinoso fruttato, di sapore robusto, armonico, è vino da tutto pasto, decisamente indicato per arrosti e formaggi piccanti. Noi siamo riusciti ad ottenere ottimi vini rossi e bianchi utilizzando cabernet sauvignon, sauvignon, chardonnay come in Friuli e in Toscana, visto che nel Salento ci sono terreni e posizioni, non lontano dal mare, adatti a quei vitigni; ma non possiamo dimenticare i vitigni autoctoni, negroamaro, malvasia, nera, verdeca, non meno nobili di quelli francesi.

Anzi, dobbiamo valorizzarli sempre di più, visto che i vini che ne derivano sono molto apprezzati ormai anche nell’Italia settentrionale e all’estero.

Il nostro fiore all’occhiello è infatti il doc Salice Salentino Rosso Riserva, fatto di negroamaro al 90% e malvasia nera al 10%: un rubino asciutto, intenso, armonioso, caldo. Lo seguono il Maiana, che è un Salentino Rosso al quale abbiamo dato il nome di una fattoria degli avi De Castris sull’Ebro, nella zona della Rioja, e il Donna Lisa Rosso Riserva, tutto di negroamaro, parzialmente invecchiato in barrique".

Interessanti sono il doc Salentinello, un novello rosso fruttato di malvasia nera, negroamaro e montepulciano, e Messere Andrea, un rosso a fermentazione naturale, frizzante e abboccato, adatto a merende e ai biscotti. Grande rosso da dessert è il vellutato doc Negrino Aleatico Riserva, tutto di aleatico.

Ma la cantina dei Conti Leone De Castris, fondata nel 1665 da un nobile guerriero spagnolo originario della Rioja, il duca Orazio Maria Francesco De Castris conte di Lemos – nel ’700 i De Castris cominciarono a incrociarsi con la famiglia dei Leone Plantera finché ne risultò una sola famiglia: Leone De Castris – divenne celebre per il suo rosato Five Roses, vino di gran classe ottenuto da negroamaro al 90% e malvasia nera al 10% vinificato in rosa, per una geniale intuizione del padre dell’avvocato Salvatore, Piero, il primo nelle Puglie a imbottigliare ed etichettare i vini.

I bianchi. C’è il Locorotondo classico, di uva verdeca e bianco di Alessano. Poi il Donna Lisa doc (Donna Lisa De Castris, moglie di Piero e quindi madre di Salvatore, è ricordata anche dal bel ristorante-albergo Villa Donna Lisa, accanto all’azienda), a base di chardonnay; l’Imago doc, di chardonnay con uvaggi salentini; il Vigna Case Alte, di sauvignon con uve locali; il Messapia, da uve verdeca, il Maiana doc, di chardonnay con uvaggi locali tipici.

E infine scorrevoli morbidi brut: il rosato Donna Lisetta, di pinot nero lavorato in bianco con uve del Salento, e il bianco Dom Piero, di chardonnay, pinot bianco e nero con uvaggi locali. Riposante lo Spumante dolce di moscato. Chiude la serie la raffinata, ardita, generosa, fruttata, floreale Acquavite Five Roses: 40 gradi.

"Non è finita – dice il giovane Piernicola Leone De Castris –, ora abbiamo messo in pista anche l’olio, la linea La Rena, un Extra Vergine di olive Ogliarola, Cellina, Coratina colte a mano, che commercializziamo insieme con i nostri migliori vini specialmente nell’Europa settentrionale".

Franco Focherini

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