Edizioni Pubblicità Italia

Premiata Salumeria Italiana nr. 2, 1998

Rubrica: Collezionismo
Articolo di Saccani G.
(Articolo di pagina 71)

Girare l'Europa per una tazzina da caffè

Se credessi nel Caso, dovrei apertamente confessare che sono diventato collezionista di tazzine per pura eventualità o per una di quelle combinazioni accidentali che quasi sorpassano il nostro volere. Non è così, perché più passa il tempo e più mi accorgo di avere coltivato la passione per il collezionismo da tempo immemorabile, quando, fin da adolescente, raccoglievo, magari in maniera molto disordinata e un po’ affastellata, il più disparato materiale che potesse incuriosire la mia mente.


L’italianissima tazzina del caffé.

Non sono dunque un collezionista nato per caso, dal momento che la mia assidua militanza nel campo della collezione degli Swatch mi ha valso riconoscimenti anche internazionali che mi hanno indotto ad affinare la tecnica anche in altre direzioni: come quella delle tazzine d’autore, per esempio, di cui sono un appassionato cultore e di cui mi onoro di possedere una collezione rara.

È stato il 1992 l’anno in cui ho iniziato a coltivare l’interesse per le chicchere di caffè. Dapprima con uno spirito squisitamente dilettantistico e poi con quello della passione che rasenta la perfezione e la morbosità collezionistica, per cui attratto dalla policromia suggestiva che promanava da quelle tazzine decorate, ho avvertito la necessità di viaggiare anche all’estero, per poter recuperare o acquistare qualche pezzo, introvabile qui da noi.


Il caffé di cui gli italiani non sanno fare a meno.

Il mio interesse divenne anche spasmodico, per un certo periodo di tempo quasi un chiodo fisso e divenni così un cacciatore di queste minuscole porcellane che in questi giorni ho "prestato" volentieri al comune di Castelnuovo Rangone ove, all’interno della quattrocentesca Torre, ho allestito una mostra dedicata alle tazzine d’autore Illycollection e Amicicollection, nell’ambito dell’annuale Sagra dello Zampone.

Ricordo ancora con una certa simpatica nostalgia il giorno in cui mi recai in centro a Bologna, con mia figlia Giulia ancora molto piccola, nel negozio della Richard Ginori per acquistare la mia prima serie, che per l’esattezza era la serie "Arti e Mestieri 1993" ancora disponibile. Non essendo ancora ferrato in materia, mi ero lasciato convincere da una amica Rita che si rivelò, in questo senso, il mio Mentore, cui debbo la mia "fortuna" di raccoglitore e collezionista.

A quel tempo ero davvero sprovveduto e il mio primo acquisto mi parve senz’altro molto caro per quel tipo di tazzine cosiddette "da bar". L’anno seguente, sempre più travolto da questa insaziabile passione, acquistai un’altra seconda serie e trovai anche la prima "Arti e Mestieri 1992" anch’essa curata da prestigiosi artisti. Fui invogliato all’acquisto anche perché una tazzina era firmata dal grande fotografo modenese Franco Fontana, che io reputo un grande artista.

Quella tazzina, che oggi si può ammirare nella mostra castelnovese, rappresenta uno splendido paesaggio della Basilicata. Mi aveva preso la frenesia e attendevo con ansia le nuove uscite comprandole comunque anche quelle che giudicavo non particolarmente belle. Mi avevano conquistato gli autori nuovi oltre ai grandi maestri che firmavano le serie. Non mi sbagliai.

Oggi posseggo tazzine con soggetti di nomi illustri quali Andrea Manetti, Roberta Pietrobelli, Luca Trazzi, Mario Cervi Kervisher, alcuni dei quali mi onoro di conoscere personalmente.

A volte mi sentivo al settimo cielo per essere entrato in possesso di un pezzo particolare e molto spesso alla sera, rientrato da una giornata di lavoro, catalogavo, sistemavo, osservandone attentamente i particolari, la mia piccola collezione che non avrei mai immaginato sarebbe divenuta un giorno per me così importante.

Le mie ricerche, ben presto, si volsero verso i prototipi, le varianti, i pezzi speciali, le diverse produzioni. Per realizzare questo mi misi a girare anche all’estero. A volte ancora mi chiedo come avrei potuto accaparrarmi certi pezzi, realizzati solo per occasioni ed eventi particolari, senza un po’ di fortuna. In seguito mi procurai le serie uscite solo per il mercato svizzero, che hanno una denominazione diversa e spesso anticipano le uscite in Italia.

Mi preme sottolineare che l’art director di queste iniziative è Francesco Illy, curatore anche dei testi dei libretti che accompagnano le confezioni italiane e le serie svizzere che escono con il nome Amicicollection. Queste ultime destinate a un mercato più ristretto sono a tiratura più limitata e in numero maggiore di serie, almeno negli ultimi anni. Può sembrare una contraddizione in termini quanto vado dicendo, ma non lo è, giacché quelle tazzine sono in numero maggiormente limitato per quanto concerne la singola tiratura (specie quelle da cappuccino), ma il numero delle uscite è maggiore. Le serie italiane hanno tirature più elevate in quanto vengono esportate anche se ne escono solo due o tre l’anno.

Questa mia passione mi ha consentito di "mettere insieme" più di 40 serie oltre alle tazzine singole, ivi comprese quelle "oggetto di culto" da parte di tutti i collezionisti anche europei. Quasi ogni settimana ricevo telefonate da parte di collezionisti per quotazioni, opinioni, indurmi a cedere qualche pezzo o anche solo per fare quattro chiacchiere. Non mancano anche le telefonate degli speculatori e dei mercanti con pochi scrupoli che, incuranti del valore artistico sotteso ad ogni pezzo di porcellana, puntano esclusivamente al profitto personale, poiché mi risulta che alcune tazzine siano state comperate anche a cifre che superano i 4 milioni.

Le tazze più richieste e maggiormente quotate sono, in ordine, Ceramica I di Marino Marini offerta in occasione di un evento speciale a Parigi in Place Vendome, dove la Società nel 1994 ha sponsorizzato una manifestazione. Un’altra tazzina molto rara, realizzata su bozzetto di Federico Fellini, è stata dedicata alla coppia di compianti e insuperati ballerini Fred Astaire e Ginger Rogers. Questa tazza venne consegnata ai presenti in occasione di un evento mondano dedicato a Federico Fellini nel 1993. Questa tazzina mitica, prodotta in 6.000 esemplari, dopo la scomparsa dell’illustre cineasta italiano e della moglie Giulietta Masina è stata oggetto di particolari situazioni che ne hanno impedito la commercializzazione e distribuzione. Ultimamente è uscita una serie, denominata "Word Cup" che contemplava la realizzazione di sei pezzi, rappresentanti sei mappe di città diverse del mondo e altrettante sul piattino. Si trattava di città come Roma, Stoccolma e altre. Ma la tazzina denominata Parigi, che non è mai uscita in Italia, in Svizzera, dove l’uscita è avvenuta l’anno scorso, è stata addirittura oggetto di ritiro.

In occasione della 47ª Biennale di Venezia 1997, l’architetto Luca Trazzi, che io reputo uno dei più vivaci autori, ha realizzato in serie limitatissima tre tazzine singole, dove al posto dell’impugnatura classica della tazzina volgarmente detta "manico" è stato riprodotto il pettine di una gondola in omaggio a Venezia. In una tazzina c’è il pettine bianco e il suo nome è Venexia White prodotta in 5.000 pezzi; un’altra col pettine color platino è prodotta in 1997 pezzi (Venexia Platinum); segue quella più rara di tutti, Venexia Gold, con pettine color oro e piattino color oro, prodotta in soli 97 esemplari.

Questi sono alcuni dei "vestiti d’autore" che in questi anni sono stati proposti, quasi come una specie di Valentino della porcellana…, le decorazioni sono state realizzate sul corpo bianco di una tazzina-base studiata da Matteo Thun, famoso designer anche di oggetti di uso comune, come ad esempio orologi Swatch.

Debbo qui pubblicamente ringraziare mia moglie Lucia, senza la quale non sarei mai riuscito a raggiungere questo importante traguardo; con lei ho allestito i locali della Torre Municipale dei Rangoni (insigne famiglia modenese del Medioevo) che svetta sulla piazza comunale di Castelnuovo Rangone. La mostra si è aperta il giorno 13 dicembre 1997 e si protrarrà fino al 23 dicembre 1998. I pezzi sono contenuti in sei vetrinette, tre situate al piano terra, accessibile direttamente dalla strada Matteotti tramite il ponticello in legno, e tre al piano interrato. Mi preme inoltre ringraziare i colleghi e gli amici che mi hanno aiutato e sostenuto, alcuni per tutti Monica, Nadia, Piergiorgio, Roberto.

Quanta gente sarà interessata? Non ne ho idea. So soltanto che due visitatori di eccezione si sono già prenotati. Sono ancora giovani ma molto promettenti in fatto di collezionismo. Si tratta di Giulia e Gloria che, sono convinto, riusciranno col tempo a superare di gran lunga il loro papà…

Giuliano Saccani

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