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News di Gennaio 2018, Settore Pesce


12/01/2018

Un circolo virtuoso correlerebbe consumo abituale di pesce, qualità del riposo notturno e capacità verbali a 12 anni

La relazione tra consumo di pesce e funzione cognitiva viene attribuita agli omega-3 a lunga catena contenuti nel pesce, fondamentali per un corretto sviluppo delle strutture cerebrali e per il mantenimento della loro funzionalità a lungo termine. Alcune ricerche hanno inoltre messo in luce che un adeguato e costante apporto di omega-3 influisce positivamente anche sulla qualità del riposo notturno.
Ora, un nuovo approfondimento sembra dimostrare che questi elementi, in età scolare, sono strettamente associati: gli omega-3 favorirebbero lo sviluppo e il mantenimento di una migliore cognitività migliorando l’attività cerebrale delle ore di riposo notturno, destinata, com’è noto, a fissare e a memorizzare le informazioni, a riorganizzare le attività cerebrali e a favorire la plasticità neuronale, in vista della nuova giornata. In presenza di un’ottimale qualità del sonno, quindi, i processi cognitivi delle ore notturne migliorerebbero.
Lo studio ha coinvolto 541 ragazzini cinesi (maschi e femmine) tra i 9 e gli 11 anni ed è il primo ad aver esaminato in parallelo le abitudini alimentari, con specifica attenzione al consumo di pesce, le informazioni relative alla qualità del riposo notturno e i test di valutazione del QI misurati a distanza di tempo.
Da tutta questa messe di dati, è emerso chiaramente che il consumo regolare di pesce, (almeno una volta alla settimana), rispetto a un consumo sporadico o assente, era associato a punteggi più alti (4,8 punti in più) nei test di QI relativi alla verbalizzazione.
Parzialmente avvantaggiati rispetto ai non consumatori (3,3 punti in più) risultavano anche coloro che consumavano pesce solo qualche volta.
L’analisi ha dimostrato infine che il QI maggiore era stato ottenuto da ragazzini e ragazzine che dormivano meglio, suggerendo una correlazione tra questi due fattori.
Gli approfondimenti futuri, secondo i ricercatori, potranno definire l’eventuale ruolo del tipo di pesce consumato; nel frattempo, le evidenze attuali sono già più che sufficienti per incoraggiare i genitori a includere nel menu settimanale almeno una porzione di pesce (fresco, surgelato o in scatola) e, per chi già lo gradisce, ad aumentarne ulteriormente le occasioni di consumo (le nostre Linee Guida nazionali suggeriscono, al proposito, almeno due porzioni settimanali).


Fonte: NFI - Nutrition Foundation of Italy - www.nutrition-foundation.it

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