Edizioni Pubblicità Italia
News di Febbraio 2010,
Settore Pesce
22/02/2010
Pesca: il piccolo strascico verso la ristrutturazione forzata
Dal 31 maggio entreranno in vigore le nuove maglie minime delle reti a strascico (40 mm quadrata o 50 mm romboidale) e le nuove distanze minime dalla costa (le 3 miglia saranno derogabili solo fino ad 1,5 miglia per lo strascico, 0,3 miglia per le draghe idrauliche). Sono norme contenute nel Regolamento CE 1967/2006 contro il quale le Associazioni italiane hanno combattuto duramente ottenendo qualche miglioramento e (grazie ad una minoranza di blocco in Consiglio) alcune proroghe, ma senza riuscire a modificarlo per questi aspetti, che risultano fortemente impattanti per il piccolo strascico operante su tutte le coste italiane. Con le nuove maglie e distanze dalla costa in Alto Adriatico come in molte zone del Tirreno le catture si ridurranno considerevolmente, abbattendo la redditività delle imprese oltre la soglia della sostenibilità economica. Sempre più urgente, quindi, l’adozione di misure in grado di fare fronte alla situazione, per le quali le Associazioni cooperative della pesca hanno più volte sollecitato l’attenzione delle Istituzioni ed avanzato diverse proposte tra cui: priorità per le demolizioni ed ammodernamenti nei bandi FEP – con integrazione su fondi regionali nelle Regioni fuori obiettivo convergenza – sostituzione del sistema di cattura in licenza, attivazione delle misure socioeconomiche, bandi specifici per diversificazione produttiva. “La situazione rischia di esplodere il 1° Giugno, data in cui nonostante i nostri sforzi di informazione e sensibilizzazione sul problema molte imprese rischiano di arrivare impreparate - ha dichiarato Giampaolo Buonfiglio, presidente di AGCI Agrital - La flebile speranza di una ulteriore proroga dell’entrata in vigore delle norme, pure richiesta a Bruxelles dalle Associazioni europee Europeche e Cogeca, non può annullare la consapevolezza sulla immutabilità di un Regolamento del Consiglio UE, che rimarrà tale salvo una proposta di modifica approvata dallo stesso Consiglio, impossibile da immaginare per tempi (a maggior ragione oggi con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e quindi della codecisione) e volontà politiche comunitarie. Quella che ci aspetta tra pochi mesi è una situazione nota da anni, che va affrontata senza pensare a inesistenti aggiramenti e cambiamenti della norma, ma con l’adozione di misure utili ad alleviare le conseguenze economiche e sociali di una ristrutturazione forzata. In questo frangente mi auguro che prevalga il senso di responsabilità di tutti gli attori coinvolti e che, con la istituzione di una unità di crisi, si affrontino i problemi in termini urgenti e concreti evitando che qualcuno pretenda di intestarsi la battaglia o che vecchi o nuovi capi popolo incitino i pescatori a rivolte senza senso, complicando la già difficile situazione”.
(Fonte: Ufficio stampa AGCI AGRITAL)...









