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News di Febbraio 2020, Settore Food


25/02/2020

Export salumi, la congiuntura internazionale presenta il conto. Levoni: "Dai numeri dei primi nove mesi segnali poco confortanti per il nostro settore che, vista la situazione globale, non andranno certo a migliorare"

Hanno chiuso sostanzialmente stabili i primi nove mesi del 2019 delle esportazioni di salumi italiani. Secondo i dati ISTAT, rielaborati da Assica, nel periodo gennaio ‐ settembre gli invii di prodotti della nostra salumeria hanno raggiunto quota 133.991 ton (+0,3%) per un fatturato di 1.134 milioni di euro (‐0,1%). Sulla performance complessiva del settore ha pesato l’importante aumento dei prezzi della materia prima sia estera sia nazionale, che dall’inizio del 2019 ha fatto aumentare vertiginosamente i costi di produzione, e il deterioramento del clima politico internazionale, in particolare del commercio.

Nel corso dei nove mesi hanno mostrato un arretramento anche le importazioni: ‐4,5%in quantità per 36.368 ton ma +2,9% in valore per 152,5 milioni di euro. Il saldo commerciale del settore ha registrato una contrazione del –0,5% per 982 milioni di euro. Le esportazioni del comparto, in termini di fatturato, hanno mostrato un passo più lento rispetto all’insieme dell’industria alimentare (+5,9%) e a quello del Paese (+1,9%). Crescono i mercati extra UE, in particolare gli USA. Ottimo risultato dei salami, bene mortadella, in ripresa le pancette.

"Dai numeri dei primi nove mesi arrivano segnali poco confortanti per il nostro settore in quanto registriamo dei segni meno che, vista la situazione globale, non andranno certo a migliorare. Il nostro allarme sulla crisi della materia prima, lanciato alle Istituzioni lo scorso 26 novembre, è stato sicuramente ascoltato, ma le nostre aziende sono ancora in sofferenza e soprattutto non vedono grandi prospettive sul fronte dell’export, che da anni rappresenta per loro la principale fonte di ossigeno, visto il mercato interno stagnante. Dal corona virus che sta bloccando l’economia cinese con ripercussioni a livello mondiale, dal Sud Est Asiatico fino al Sud America, il futuro è sicuramente di forte incertezza. La recente notizia della chiusura del mercato di Taiwan alle carni suine e ai salumi, peraltro giustificata da motivazioni del tutto inaccettabili, sommata ai dazi americani e alla Brexit, non fa altro che aumentare la condizione di forte incertezza in cui si trovano le nostre aziende” ha affermato Nicola Levoni, Presidente di Assica.

“Per quanto riguarda in particolare i dazi americani voglio sottolineare che proprio gli USA sono il mercato che fra i Paesi terzi ha mostrato la performance migliore: un fatto, questo, che ci rende particolarmente vulnerabili rispetto alle decisioni dell’amministrazione Trump in merito ad una loro revisione. La misura di maggiorazione del 25% dei dazi ad valorem, adottata lo scorso 18 ottobre, ha già riguardato tra i prodotti della salumeria quelli che erano i più performanti: salami e mortadelle (mortadella 35,8% e +50,9% - salami +51% e +55,5). La revisione dei dazi dello scorso 15 febbraio non ha peggiorato la situazione, ma non ha cancellato il danno già prodotto e ha lasciato sul tavolo la possibilità che con il prossimo carosello possano essere colpite altre eccellenze della nostra salumeria. Sono a rischio importanti quote di quello che rimane uno dei mercati più importanti e con il maggiore potenziale per le nostre esportazioni”, ha concluso Levoni.


agu - 10786
Milano, MI, Italia, 24/02/2020 15:23
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