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News di Aprile 2018, Settore Food


03/04/2018

Piano Made in Italy incostituzionale. L'ira di Federalimemtare. Scordamaglia: “Messo in discussione un fondamentale strumento della promozione dell’italianità nel mondo”

“Comportamento irresponsabile” così Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare, bolla l’azione della Regione Campania che ha sollevato il dubbio di incostituzionalità sul piano Made in Italy. Dubbio che poi si è trasformato in questi giorni in una sentenza della Corte Costituzionale che ora manda al tappeto la norma della Legge di Stabilità 2015 che aveva stanziato fino ad oggi di oltre 230 milioni di euro per la valorizzazione e la crescita dei prodotti italiani sui mercati stranieri.

Per la Suprema Corte il piano per la promozione all'estero del made in Italy doveva essere preventivamente condiviso dallo Stato con le regioni. Viceversa risulta violato il principio di leale collaborazione. È quanto ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza n. 61/2018, che ha mandato al tappeto una norma della legge di Stabilità 2015 recante lo stanziamento di oltre 230 milioni di euro per la valorizzazione e la crescita dei prodotti italiani sui mercati stranieri.

“Il piano - dice Scordamaglia - si è dimostrato uno strumento importante per la promozione delle eccellenze alimentari e non solo nel mondo”.

E continua “ Inaccettabile che la regione Campania, i cui prodotti si sono avvantaggiati di tale strumento, invece di riconoscerne la validità lo metta in discussione per puri motivi formali e campanilistici”. “Sono metodi di comportamento come questi che portano a auspicare una revisione dell’architettura istituzionale - dice il presidente di Federalimentare - introducendo regole che penalizzino regioni che da un lato non tutelano adeguatamente i propri cittadini, e dall’altro contrastano strumenti efficaci che, tra l’altro, tutelano interessi che hanno valenza nazionale”. “C’è davvero di che vergognarsi - conclude Scordamaglia - non resta che sperare che i cittadini di quella regione sappiano penalizzare sia quegli amministratori che hanno promosso il ricorso, sia che quelli che non lo hanno successivamente ritirato”.

La questione di legittimità costituzionale era stata sollevata dalla regione Campania, che aveva impugnato il comma 202 della legge n. 190/2014. La manovra aveva assegnato i fondi per l'attuazione del piano straordinario per il made in Italy introdotto dal dl n. 133/2014. In particolare, erano stati attribuiti al ministero dello sviluppo economico, per poi essere devoluti all'Ice, 130 milioni di euro per l'anno 2015, 50 milioni per il 2016 e 40 milioni per il 2017. Presso il ministero delle politiche agricole, inoltre, era stato costituto un apposito fondo per la promozione e la tutela delle eccellenze dell'agroalimentare tricolore, con dotazione di 6 milioni di euro annui


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