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News di Marzo 2018, Settore Food


28/03/2018

Benessere animale: scontro tra animalisti e Consorzio Prosciutto Parma. Secondo il Consorzio lo scopo non è la tutela degli animali, ma la ricerca di facile notorietà

Botta e risposta tra animalisti e produttori del Consorzio del Prosciutto di Parma sul benessere dei maiali allevati. Alle accuse di pratiche al limite del reato di maltrattamento mosse ieri da Eurogroup for Animals e Lav, è subito scattata la difesa degli allevatori dei suini, che si sentono “denigrati e diffamati”. “Da alcuni anni è in atto una campagna denigratoria e diffamatoria contro il prosciutto di Parma posta in essere da alcune associazioni animaliste che sistematicamente e a intervalli regolari diffondono immagini scioccanti invitando il consumatore a non acquistare più il nostro prodotto. Lo scopo reale di tale campagna non sembra essere quello di tutelare gli animali, bensì attaccare il buon nome del Prosciutto di Parma». E' la posizione del Consorzio in questione dopo le denunce di associazioni animaliste Ue su maltrattamenti in alcuni allevamenti di maiali per la produzione del tipico salume emiliano. “Il Consorzio – si legge nella nota dello stesso ente – ribadisce che nessuno dei suoi 145 produttori associati è mai stato denunciato o condannato per maltrattamento di animali e invitiamo caldamente gli autori delle riprese a rendere noti i nomi e a denunciare immediatamente gli allevamenti coinvolti nella loro indagine in modo da permettere alle Autorità competenti di procedere con i dovuti accertamenti. Le immagini, girate dall’associazione Esseri Animali negli allevamenti intensivi della provincia di Brescia, Cremona e Mantova, proverrebbero il taglio della coda come routine, sovraffollamento e condizioni igieniche e veterinarie al limite. “E’ un esempio lampante dell’inerzia nazionale e dei regolatori dell’Ue quando forti interessi economici si scontrano con il benessere degli animali, attacca l’eurodeputato danese Jeppe Kofod (S&D), presidente del gruppo di lavoro sui maiali dell’Intergruppo benessere animale dell’Europarlamento – non ci sono scuse per aspettare più a lungo, questo tipo di pratiche devono cessare al più presto”. Il dossier di denuncia si basa su sei diverse indagini, che non interessano tutte il Crudo di Parma, ma anche altri salumi italiani, compreso il Prosciutto di San Daniele.



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