News di Giugno 2009, Settore Food

  • 12/06/2009

    Alimenti UE: verso la generalizzazione dell’indicazione d’origine

    Il commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, ha mantenuto le promesse che aveva fatto all’Italia e alle sue organizzazioni agricole: ha recentemente annunciato che proporrà l’estensione del sistema di etichettatura d’origine a tutti i prodotti agroalimentari, precisando il paese membro di provenienza accanto all’indicazione ’prodotto nell’Ue’. Durante la sua conferenza stampa di presentazione della "Comunicazione sulla politica di qualità dei prodotti agricoli", a Bruxelles, il commissario ha detto di essere favorevole a un’indicazione in etichetta "che identifichi il luogo di produzione, per esempio ’prodotto in Ue/Italia’", confermando quanto aveva già anticipato recentemente ad Apcom (vedi notizia: Alimenti/ Fischer Boel: D’accordo su etichetta Made in Ue/Stato, del 26 maggio). Nel documento presentato oggi, si afferma che "la Commissione intende preparare il terreno in vista di un’eventuale revisione della legislazione sulle indicazioni geografiche", che comporti una semplificazione delle procedure, fondendo i tre diversi sistemi attuali (per i vini, gli alcol e gli alimenti) e forse anche i due strumenti esistenti (Denominazione d’origine protetta, Dop, e indicazione geografica protetta, Igp) in una struttura normativa unica, con un unico registro, ma preservando la specificita’ di ciascun sistema. Si cercherà anche di tutelare di più le indicazioni geografiche a livello internazionale. Inoltre, si legge nella ’comunicazione’, la Commissione proporrà di indicare in etichetta "l’informazione, se necessaria, relativa al luogo di produzione delle materie prime, se è diverso dal luogo associato all’indicazione geografica" (un caso tipico è quello delle olive usate nell’extravergine, di cui dal primo luglio si dovrà finalmente indicare la provenienza, se diversa da quella del frantoio). Fra i prodotti alimentari, oltre a quelli Dop e Igp, finora l’indicazione d’origine era obbligatoria solo per la carne bovina, il vino, frutta e verdura fresca, il miele, i prodotti biologici e il pesce e olio d’oliva (ma solo in relazione ai frantoi, non alla materia prima). Un Stato membro che imponesse di indicare in etichetta, ad esempio, la provenienza della carne suina o del pollame, o delle olive usate nell’extravergine, era passibile di procedura d’infrazione, che la Commissione non esitava ad attivare (come ha fatto con l’Italia). Così, si è arrivati al paradosso per cui il consumatore oggi sa nome e cognome dell’allevatore della sua bistecca di manzo, ma non deve sapere niente sulla provenienza dei suoi petti di pollo (salvo se sono importati da paesi extra Ue). "Intendo chiedere l’estensione dell’indicazione d’origine a tutti i prodotti agroalimentari. Una volta formulata la proposta, ci sarà una discussione in Consiglio Ue fra i ministri dei Ventisette e poi vedremo se potrà essere accettata o no, ma sappiamo che questo è un argomento molto delicato", ha detto Fischer Boel, rispondendo alle domande dei cronisti. Nonostante l’evidente tono di cautela (a decidere, alla fine sono i ministri), già indicazione a favore della generalizzazione dell’etichettatura d’origine, e l’annuncio di una futura proposta in questo senso, rappresentano una netta inversione di tendenza nell’atteggiamento della Commissione europea. Un’altra proposta riguarda la sostituzione dell’attuale indicazione relativa alle "specialità tradizionali garantite", che finora non ha avuto molto successo (solo 20 prodotti l’hanno adottata, contro 3.000 per le indicazioni geografiche), con un’etichetta più specifica, come "prodotto dell’agricoltura di montagna" o più semplice, come "prodotto tradizionale" Un altro punto su cui la Commissione sembra sposare finalmente le tradizionali tesi italiane è quello che lega la qualità dei prodotti agroalimentari all’indicazione di origine e al legame col territorio, visti come fonte di buona reputazione e garanzia dai consumatori, e quindi come vantaggi di marketing. "Il settore agroalimentare europeo ha una buona reputazione, a giusto titolo, per l’elevata qualità dei suoi prodotti, frutto di decenni, se non di secoli, di impegno per l’eccellenza", ha osservato Fischer Boel. "I nostri agricoltori - ha aggiunto - devono ora basare su questa reputazione il mantenimento della loro competitività. Devono comunicare più efficacemente i consumatori sulla qualità dei loro prodotti. L’Ue - ha concluso il commissario all’Agricoltura - non può che incoraggiare questo sforzo, nel quale vediamo l’occasione ideale per rafforzare la coerenza dei nostri diversi sistemi di etichettatura e di certificazione, e per semplificarli"....

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