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News di Luglio 2020, Settore Carne


20/07/2020

UNICEB - SICILIANI: Dopo la carne di vitello ora tocca al vitellone

UNICEB - SICILIANI: Dopo la carne di vitello ora tocca al vitellone

Il sistema di produzione della carne bovina fa fatica a rimanere a galla. Dopo le misure di intervento nell’immediato per sostenere il settore nelle sue componenti più in crisi, urge assolutamente un piano di rinnovamento e ristrutturazione del comparto in cui ci sia più gioco di squadra.

Le misure straordinarie per il rilancio della zootecnia e del sistema agroalimentare in generale sono necessarie e ringrazio il Governo e la ministra Bellanova per la sensibilità dimostrata nei confronti di un settore che finalmente viene considerato strategico nelle politiche di sviluppo del nostro Paese.

I 426 milioni di euro messi a disposizione per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sono un buon aiuto. Anche i 90 milioni per la creazione del Fondo emergenziale per le filiere in crisi daranno quel minimo di ossigeno che speriamo permetta una ripartenza che è ancora lontana dall'arrivare. Sono investimenti che non si vedevano da decenni nel nostro Paese. Purtroppo però si prova a mettere una toppa per sostenere il comparto più in crisi della filiera bovina che è quella della carne di vitello (bene gli investimenti della ministra che ha messo in campo complessivi 35 milioni di euro) e si apre un’altra falla che potrebbe determinare l’affondamento della nave. La carne di vitellone infatti, che sembrava aver retto l’urto dell’emergenza, sta dando segnali preoccupanti di cedimento, vuoi per il calo dei consumi caratterizzati dall’arrivo del caldo, vuoi per la mancata ripartenza del canale della ristorazione e dell’alberghiero, vuoi perché c’è qualcosa che non va nel sistema distributivo. E' impossibile infatti che carne di vitellone Charolais debba essere venduta dai produttori a 2,3 euro/kg, ben sotto al costo di produzione. Qualcuno sta speculando e questo non può essere più tollerato.

Purtroppo il lock down ha messo a dura prova tutto il comparto e molti meccanismi che assicuravano un instabile equilibrio sono saltati. E’ giunto il momento di rivedere il sistema produttivo per potenzialrlo ed adeguarlo alle nuove sfide che ci attendono in termini di sostenibilità qualità e innovazione si, ma anche di sopravvivenza. Occorre una politica di investimenti strutturali e di un nuovo terreno di dialogo con la Grande Distribuzione e chiedo alla ministra Bellanova di farsi promotrice e garante di questo momento di confronto essenziale per la vita del settore.


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