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News di Maggio 2020, Settore Carne


01/05/2020

Ok proroga Pac, servono però misure d’urgenza per la liquidità delle aziende. L'appello di Scordamaglia (Filiera Italia) per sostenere l'agroalimentare e la ristorazione

Ok proroga Pac, servono però misure d’urgenza per la liquidità delle aziende. L'appello di Scordamaglia (Filiera Italia) per sostenere l'agroalimentare e la ristorazione

Giudizio positivo quello espresso da Luigi Scordamaglia (in foto), Consigliere delegato di Filiera Italia, sulla posizione approvata dalla Commissione Agricoltura dell’Europarlamento sul regolamento transitorio della Politica Agricola Comune che propone di rinviare l’entrata in vigore della nuova Pac al 2023.

“Una giusta risposta a chi pensa di smantellare la Pac per indirizzarne i fondi verso altri settori o politiche”, afferma il consigliere delegato. Secondo Filiera Italia, infatti, la crisi Covid ha fatto emergere la centralità della produzione agroalimentare come priorità assoluta europea. “Sarebbe assurdo mentre le altre grandi potenze mondiali rafforzano e proteggono con ogni mezzo il proprio settore agroalimentare e la propria autosufficienza - prosegue Scordamaglia - smantellare una politica di sostegno verso questa filiera essenziale”. La proposta della Fondazione è che si usino i due anni di proroga per riflettere su come migliorare e potenziare la politica agricola attraverso una visione più forte ed innovativa, mettendo al centro della stessa una vera e sostenibile integrazione di filiera.

“Se da un lato si deve pensare a come rendere sempre più competitivo questo settore prioritario con crescente innovazione di integrazione - continua il coordinatore della fondazione - dall’altro serve assicurare ora la sopravvivenza della filiera stessa fortemente colpita dal mancato accesso alla liquidità e dalla chiusura prolungata del canale della ristorazione”. Un canale che, ricorda Filiera Italia, assorbe oltre il 30% della produzione alimentare italiana ed il cui blocco sta mettendo a rischio intera filiera del Made in Italy alimentare, come il vino -40%, i formaggi tipici -45% (pensiamo al blocco delle vendite di mozzarella di bufala che traina l’economia di un’intera regione ) i salumi -30% (con oltre 1 milione di prosciutti dop che non si riescono a collocare ogni mese)

“Gli attuali strumenti di emergenza nazionale non sono sufficienti per le piccole e medie imprese del settore agricolo, alimentare e della ristorazione che hanno bisogno di strumenti più completi e specifici da prevedere nel prossimo decreto” dice ancora Scordamaglia e conclude. “Ora la priorità sono regole certe per l’apertura della ristorazione che non può attendere il prossimo 1 giugno se non vogliamo rischiare che l’effetto domino coinvolga una parte rilevante degli oltre 3,6 milioni di lavoratori dell’intera filiera agroalimentare”.


gva - 11666
Roma, RM, Italia, 30/04/2020 11:15
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