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News di Giugno 2019, Settore Carne


19/06/2019

Prezzi all’ingrosso, massimi storici per la carne di agnello. Calo a maggio per carni suine e burro

Nel comparto delle carni, dopo il robusto aumento di aprile, i prezzi delle carni suine hanno accusato una pesante battuta d’arresto a maggio. L’indice dei prezzi all’ingrosso elaborato da Unioncamere e BMTI ha registrato infatti una diminuzione del 7% su base mensile, confermandosi anche in calo rispetto al 2018
(-5,9%). Dopo il forte rincaro rilevato il mese precedente e grazie ad un mercato più in equilibrio, si è invece attenuata la crescita mensile dei prezzi delle carni di pollame (+3,1% per il pollo, +2,9% per il tacchino) e della carne di agnello (+1,9%). I prezzi attuali della carne di agnello sono ai massimi storici, con un aumento di oltre il 60% rispetto ad un anno fa. Nonostante il quarto mese consecutivo di stabilità (-0,3% rispetto ad aprile), anche i prezzi all’ingrosso delle carni bovine si mantengono più alti rispetto a dodici mesi fa (+7,1%).

Nel comparto degli oli e grassi, i prezzi all’ingrosso del burro, con un calo del 3,6% rispetto ad aprile, si attestano su un livello più basso di quasi il 40% rispetto ad un anno fa. Segno “meno” a maggio anche per l’olio di oliva (-2,1% su base mensile). Malgrado la produzione italiana abbia raggiunto quest’anno un livello storicamente basso, attualmente i listini dell’olio di oliva sono frenati dal ritmo rallentato con cui procedono gli scambi. A differenza del burro, i prezzi attuali dell’olio di oliva restano comunque più alti rispetto allo scorso anno (+23,8%).

Mercato stazionario a maggio per il latte e i formaggi. Tuttavia, sia per il latte spot – il latte commercializzato al di fuori dei contratti di fornitura – che per i formaggi a lunga stagionatura i prezzi mantengono una crescita nell’ordine dei 20 punti percentuali rispetto ad un anno fa. Ben più bassi rispetto allo scorso anno i prezzi all’ingrosso della panna, il cui calo supera i 30 punti percentuali. Tra i formaggi DOP, anche i prezzi del Pecorino Romano rimangono inferiori rispetto all’anno precedente (-8,3%), nonostante l’ulteriore leggero recupero rilevato a maggio (+1,5% rispetto ad aprile).

Nella filiera cerealicola, ulteriori segnali di ribasso si sono invece riscontrati per i prezzi del riso (-1,1% rispetto ad aprile), in un mercato che è apparso ancora pesante soprattutto per i classici risi da risotto quali Arborio e Carnaroli. Nel complesso, tuttavia, la variazione rispetto all’anno precedente è rimasta ampiamente positiva (+29,1%). Poche sono state le variazioni registrate a maggio per i prezzi all’ingrosso della farina e della semola, con gli operatori che attualmente rivolgono l’attenzione alle operazioni di raccolta del grano, quest’anno in ritardo rispetto al consueto a causa del maltempo delle scorse settimane.



Unioncamere e BMTI pubblicano mensilmente l’indice del prezzi all’ingrosso dell’agroalimentare aggregando i dati ufficiali rilevati dalle Camere di Commercio nelle rispettive piazze attraverso i listini sui prezzi all’ingrosso all’agroalimentare. La nota di Unioncamere riporta il dato congiunturale e tendenziale mostrando la dinamica nazionale nei 4 comparti: Riso e Cereali, Carni, Latte formaggi e uova, Oli e grassi.


(UNIONCAMERE - BMTI)

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