Edizioni Pubblicità Italia

News di Giugno 2019, Settore Carne


05/06/2019

Bene a maggio l'allevamento suinicolo italiano. Il momento è positivo anche per i prosciutti stagionati, sia Dop che generici

Redditività in aumento a giugno per la suinicoltura italiana. L'indice Crefis è in crescita sia a livello congiunturale, cioè nei confronti di aprile (+7,1%) sia a livello tendenziale, ovvero nei confronti di maggio dell'anno scorso (+7,5%).
A determinare questa situazione sono stati due fattori: da un lato l'abbassamento dei costi di produzione nel periodo considerato; dall'altro l'incremento dei ricavi nella vendita dei suini.
Da questo punto di vista, a maggio gli animali da macello hanno fatto registrare valori medi mensili superiori rispetto a quelli di aprile. Più in particolare il prezzo dei suini pesanti destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,390 euro/kg, il che si è tradotto in un +6,4% rispetto ad aprile e in un +1,1% rispetto a maggio 2018. Mentre per quanto riguarda i suini pesanti da macello destinati al circuito non tutelato, il prezzo medio mensile registrato a maggio ha raggiunto 1,324 euro/kg, per un +7,2% rispetto ad aprile e +10,1% nei confronti dell'anno scorso.
Ancora in crescita anche le quotazioni dei suini da allevamento di 30 kg, che hanno toccato valori medi mensili di 3,055 euro/kg. Un prezzo maggiore del 7,9% rispetto al mese precedente ma ancora relativamente basso, visto che la variazione tendenziale è pari a -14,1%.

Scende a maggio la redditività della macellazione dei suini: -9,5% rispetto al mese precedente; -6,6% rispetto allo stesso mese del 2018. La causa è da ascrivere ai costi in aumento per l'approvvigionamento dei suini da macello e all'andamento depresso del mercato dei lombi, un taglio fresco che spesso influisce molto sulla redditività dell'industria di macellazione. Per il resto, sul fronte dei mercati i dati sono positivi; almeno a livello congiunturale. A maggio sono infatti aumentati i prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni tipiche, che hanno raggiunto i 3,636 euro/kg, in aumento dell'1,6% su aprile; si tratta di un recupero positivo rispetto a una situazione che comunque resta difficile come dimostra il calo del 20,6% rispetto al 2018.
Un andamento molto simile si è riscontrato anche per i prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche, che hanno raggiunto valori di 3,264 euro/kg; +2,9% su base mensile e -9,9% su base annuale.
Come accennavamo, il prezzo dei lombi freschi a maggio ha registrato un forte calo: -10% su aprile per il taglio Padova che è sceso a 3,630 euro/kg. Nonostante questo calo, contrariamente a quando verificatosi per le cosce, la variazione tendenziale è ampiamente positiva: +14,5%.

Sempre a maggio sale la redditività della stagionatura dei prosciutti. In dettaglio, l'indice Crefis per il Parma Dop pesante è salito del 5% su aprile; ma si tratta solo di un parziale recupero, in quanto il dato tendenziale resta decisamente negativo: -7,2%. In aumento anche la redditività dei prosciutti pesanti generici, ma sempre solo a livello congiunturale (+2,6%); mentre si registra una diminuzione dell'indice (-5,3%) nei confronti del maggio 2018.
In ragione di queste dinamiche, il gap di redditività tra produzioni tipiche e generiche è pari a +9,6%. Ciò significa che a maggio stagionare prosciutti pesanti Dop ha reso di più rispetto ai prosciutti non tutelati. Evidenziamo però che nel caso dei prosciutti leggeri il gap è fortemente negativo (-18,7%).
Per quanto riguarda il mercato, in maggio, le quotazioni dei prosciutti sono rimaste stabili rispetto al mese precedente, confermando valori pari a 7,950 euro/kg per il Parma Dop e di 6,000 euro/kg per il prosciutto generico. Ma in entrambi i casi si tratta di valori bassi, tanto che le variazioni tendenziali sono negative: -18,3% per il Parma e -12,8% per il generico.


(CREFIS)

« Indice

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.