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News di Novembre 2019, Settore Carne


04/11/2019

A Cremona, 13 novembre, la Giornata della Suinicoltura: contro l’antibioticoresistenza più vaccini e riduzione responsabile del farmaco

A Cremona, 13 novembre, la Giornata della Suinicoltura: contro l’antibioticoresistenza più vaccini
e riduzione responsabile del farmaco

Mancano pochi giorni all’ormai consueto appuntamento della Giornata della Suinicoltura, giunta alla sua quinta edizione e come sempre organizzata da Expo Consulting srl, che in questa occasione si svolgerà a paartire dalle ore 9 presso l’Hotel Palace di Cremona, territorio che insieme a quello bresciano rappresenta il cuore della suinicoltura italiana.

“Antibioticoresistenza e redditività aziendale, una sfida a tutto campo”, è il titolo dell’evento che, tra gli altri relatori, vedrà la partecipazione di Annalisa Scollo, medico veterinario libero professionista, quotidianamente a contatto con le problematiche degli allevatori ai quali trasmettere informazioni e soluzioni realizzabili ma soprattutto efficaci.

Dottoressa Scollo, ormai di antibioticoresistenza, umana e animale, si parla in tutti i congressi scientifici e giustamente lo stesso mondo scientifico sta cercando le strategie più incisive per arginare questo fenomeno. Qual è la sua posizione sull’utilizzo in allevamento dei Critically important antimicrobials (Cia)?

“Se è doveroso e giusto parlare di un fenomeno che si sta diffondendo e che racchiude non pochi pericoli per la salute umana e animale quale è l’antibioticoresistenza, è altrettanto doveroso evitare di creare un allarmismo che non aiuterebbe a contrastare questo problema. Penso allora che il messaggio che deve arrivare al mondo allevatoriale debba essere quello di orientarsi verso un utilizzo più razionale del farmaco che si traduce in una responsabile riduzione. Quindi no, al momento non ritengo che i Cia vadano eliminati completamente, e in determinate situazioni patologiche continueranno ad essere ricettati e utilizzati, ma certamente con un impiego più responsabile e circoscritto rispetto a prima”.

Pensa che in futuro si potrà parlare di abolizione completa di alcune classi di antibiotici?

“L’attenzione attualmente è concentrata sugli antibiotici come le cefalosporine di terza e quarta generazione e sui chinoloni, che vengono spesso utilizzati nei suinetti in presenza di malattie sia enteriche che respiratorie. Affermare però che verranno aboliti mi sembra prematuro; è invece opportuno utilizzare questo periodo per valutare delle alternative che in numerosi casi stanno dando risultati molto positivi. Parlo principalmente di vaccini, alcuni dei quali fino a poco tempo fa non erano nemmeno in commercio, ma anche di altri prodotti che prevedono la riscoperta di vecchie molecole come i sulfamidici, che in determinate circostanze possono sostituire i Cia. Tutto questo però non può prescindere da una gestione dell’allevamento che preveda sia all’interno che all’esterno della struttura l’adozione delle migliori pratiche di biosicurezza e il massimo rispetto del benessere animale, in un’ottica di gestione aziendale complessiva”.

Ritiene che gli allevamenti risentiranno dell’eventuale abbandono di alcune classi di antibiotici attualmente molto utilizzati?

“Le novità, in tutti i settori, si portano dietro sempre scetticismi e timori. Il mondo suinicolo non fa eccezione. Quindi più che di effetti legati all’abbandono di alcune classi di antibiotici attualmente utilizzati, parlerei di giuste preoccupazioni di non avere a disposizione delle soluzioni alternative efficaci. A questo proposito vorrei però ricordare quando, non molti anni fa, è stata introdotta la limitazione all’utilizzo in allevamento della colistina; si trattò di una decisione che tra i produttori seminò un notevole sconcerto. Oggi però l’utilizzo della colistina è calato notevolmente rispetto al passato, e le drammatiche ripercussioni che il settore inizialmente immaginava non si sono verificate”.

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