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News di Novembre 2018, Settore Carne


08/11/2018

Male a ottobre prezzi e redditività della suinicoltura

I cedimenti del mercato dei suini da macello e il contemporaneo aumento dei costi alimentari (principalmente per l'incremento dei prezzi della soia) hanno peggiorato a ottobre la redditività della suinicoltura italiana. E così l'indice Crefis, dopo mesi di segni positivi, è sceso del 2% a livello congiunturale (ovvero rispetto a settembre), ma soprattutto del 7,2% a livello tendenziale (ovvero rispetto all'anno scorso).
Come accennato, a ottobre il mercato dei suini è stato al ribasso. Il prezzo medio dei capi pesanti da macello destinati al circuito tutelato è sceso a 1,536 euro/kg, cioè il 2,9% in meno rispetto a settembre e il 9,8% in meno su ottobre 2017.
Peraltro, lo stesso andamento ha caratterizzato anche gli scambi dei suini pesanti da macello destinati a prodotto generico, il cui prezzo a ottobre si è abbassato a 1,400 euro/kg, per un -3,4% su base mensile e -4,9% su base annuale.
Scendono, sempre a ottobre, anche le quotazioni dei suini da allevamento (30 Kg) che toccano i valori medi più bassi da gennaio 2016: 2,301 euro/kg, ovvero -4,5% su settembre e -20,7% su ottobre dell'anno scorso.

La contrazione dei prezzi del suini da macello ha spinto la redditività dell'industria di macellazione. A ottobre l'indice Crefis segna +0,7% sul mese precedente e +4,3% sullo stesso mese del 2017. E questo sebbene i dati provenienti dai mercati dei tagli freschi siano negativi. A ottobre infatti, il prezzo della coscia fresca pesante per crudo tipico è sceso a 4,570 euro/kg che in termini di variazione si traduce in -1,9% a livello congiunturale e -16,4% a livello tendenziale. Un comportamento simile si riscontra per le quotazioni delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche, il cui prezzo scende del 2,6% su settembre (raggiungendo i 3,790 euro/kg) e del 6,6% su ottobre 2017.
Infine calano anche i prezzi dei lombi freschi. Il "taglio Padova" raggiunge infatti a ottobre 3,575 euro/kg, ovvero -3,4% sul mese precedente e -4,5% sull'anno precedente.

È negativo a ottobre l'andamento del mercato dei prosciutti stagionati. Calano infatti sia le quotazioni del Prosciutto di Parma pesante (9,275 euro/kg, -0,9% a livello congiunturale e -19,1% a livello tendenziale) sia i prezzi dei prosciutti generici (6,450 euro/kg, -0,8% su settembre e -11% su ottobre 2017).
Una dinamica di mercato che si è riverberata sulla redditività della stagionatura dei prosciutti. Un andamento che accomuna sia il segmento Dop, con indice a -0,4% su base congiunturale e a -16,7% su base tendenziale, sia il segmento dei prosciutti generici, dove l'indice è sceso dello 0,4% rispetto a settembre e dello 0,8% rispetto a ottobre 2017. Dal confronto di questi dati, risulta che a ottobre il gap di redditività tra le due tipologie di prodotto è apparso negativo, seppur lievemente (-0,2%). Il che, tradotto, significa che a ottobre stagionare prosciutti Dop ha reso economicamente meno che stagionare prosciutti generici.


(CREFIS - crefis.it)

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