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News di Giugno 2018, Settore Carne


11/06/2018

Il crollo dei mercati trascina in basso la redditività della suinicoltura

Va meglio la macellazione, mentre si aggrava ulteriormente il gap di redditività tra stagionatura di prosciutti Dop e generici

Peggiora fortemente a maggio la redditività della suinicoltura italiana. L'indice Crefis segna -8,4% rispetto ad aprile (dato congiunturale) e, particolarmente preoccupante, -13,3% rispetto a maggio 2017 (dato tendenziale).
A pesare sono stati congiuntamente due fattori. L'aggravio dei costi, per l'aumento a maggio dei corsi dei principali alimenti zootecnici a partire dal mais, ma soprattutto il crollo del mercato dei suini pesanti. A maggio, il prezzo medio mensile dei capi pesanti da macello è sceso a Modena a 1,371 euro/kg, in calo del 7,6% rispetto ad aprile e del 17,2% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.
E dopo mesi di mercato tonico, scendono a maggio anche le quotazioni dei suini da allevamento. In particolare, per i capi di 30 kg, la variazione congiunturale registrata alla Cun è stata pari a -6,4%; per un prezzo fissato a 3,557 euro/kg.

Una situazione migliore si registra a maggio per la fase di macellazione. Cresce infatti la redditività, con l'indice Crefis che mostra un +4,5% a livello congiunturale e un +14,1% a livello tendenziale. La ragione di questa dinamica positiva è tutta da ascriversi all'andamento favorevole dei costi per l'acquisto dei suini da macello; mentre del lato dei ricavi va segnalato un mercato dei tagli freschi in negativo. Scendono infatti a maggio i prezzi delle cosce fresche pesanti per crudo tipico, che alla Cun hanno quotato 4,580 euro/kg, ovvero il 4,7% in meno rispetto ad aprile; mentre il prezzo della coscia destinata a crudo generico è calato a 3,622 euro/Kg (-2,4% su base congiunturale). Tutte negative le variazioni tendenziali. Scendono, sempre a maggio, anche i prezzi dei lombi: il taglio Modena ha quotato 3,060 euro/kg alla borsa merci di Modena per un -3,2% su aprile; la variazione tendenziale è stata però positiva (+2,9%).

L'industria della stagionatura dei prosciutti mostra a maggio un andamento nettamente differenziato a seconda che si tratti della filiera Dop o di quella del prodotto generico.
Il calo delle quotazioni dei prosciutti tutelati (-1,7% su base congiunturale e -6% su base tendenziale, per un dato di 9,730 euro/kg) ha spinto verso il basso la redditività delle produzioni tipiche. Andamento opposto, invece, si è registrato per le produzioni generiche per le quali la remuneratività cresce a maggio rispetto al mese precedente. Ma vediamo i numeri. Nel corso dell'ultimo mese, in termini congiunturali, la redditività del Prosciutto di Parma Dop pesante è peggiorata dell'1,7%; per i prosciutti generici pesanti invece è salita del 2,4%. Rimanendo in tema di redditività, impressiona il valore tendenziale della stagionatura dei Dop: -20,2%; peraltro anche per i prodotti non tutelati pesanti la variazione risulta negativa: -2,4%. Pur rimanendo positivo, scende così anche a maggio (portandosi a +12%) il differenziale di redditività tra la stagionatura di prosciutti Dop e generici pesanti; mentre lo stesso gap è fortemente negativo (-15,7%) nel caso dei prosciutti leggeri.


(CREFIS)


Cos'è il Crefis
Crefis – Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole dell'Università Cattolica del S. Cuore diretto dl professor Gabriele Canali – svolge un’attività di monitoraggio e analisi delle filiere suinicole, grazie al sostegno fornito dell’Assessorato Agricoltura della Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, della CCIAA di Mantova.
Oltre a questa attività, il Centro collabora attivamente su progetti specifici con diversi enti, organizzazioni,
associazioni e distretti delle filiere suinicole, dai cereali ai salumi.
Ufficio stampa: Stefano Boccoli ufficiostampa@crefis.it


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