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News di Maggio 2018, Settore Carne


16/05/2018

BRF: "lo stop di import di carne dal Brasile è protezionismo mascherato". L'Ue ha bloccato 12 stabilimenti del colosso del pollo. L'azienda è al centro dell'inchiesta "weak flesh"

"BRF è in forte disaccordo con la decisione della Commissione europea annunciata il 14 maggio, che formalizza il precedente de-listing delle esportazioni della Società verso l'Europa da 12 stabilimenti situati in Brasile. La misura entra in vigore il 16 maggio. La decisione sembra essere motivata dalla protezione del mercato locale, piuttosto che da problemi di salute e qualità, come recentemente certificato dal Ministero dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'offerta (MAPA)".

Il leader mondiale del pollo - 8,4 miliardi di dollari di fatturato, pari al 17% della quota di mercato mondiale - ha reagito duramente con una nota alla decisione della Commissione Ue di bloccare temporaneamente le importazioni di carne da 20 stabilimenti brasiliani, tra cui appunto una dozzina di BRF, a causa dell'imponente scandalo che ha interessato tutto il settore delle carni carioca. L'inchiesta "Weak Flesh" ha portato alla luce diversi casi di corruzione, ma anche ipotesi di reato in ambito sanitario (vedi EFA News del 7/3/2018).

"Alla luce di questa decisione -prosegue la nota di BRF- la Società ha già iniziato a riorganizzare le sue attività. È importante notare che la fornitura per i paesi che non fanno parte dell'Unione Europea non ne risentirà".

BRF sottolinea l'impatto sociale della decisione europea: "Vale la pena notare che la decisione della Commissione europea riguarda non solo la Società, ma il commercio brasiliano in generale, considerato il contributo significativo della Società a un saldo positivo delle esportazioni. I dati di mercato indicano che il pollame è uno dei principali generatori di posti di lavoro in Brasile, con circa 3,5 milioni di posizioni nel paese. Solo nella BRF lavorano 65.000 dipendenti diretti nelle fabbriche.

Con oltre 80 anni di storia e 20 anni di relazioni commerciali con l'Unione Europea, BRF ha un comprovato record di prestazioni di qualità, con certificazioni internazionali riconosciute dalla GFSI (Global Food Safety Initiative), come: BRC (British Retail Council), IFS (International Featured Standards) e Global-GAP, Ordinanza sull'etichettatura agricola (AloFree) e altri come ISO 17025: 2005. Queste certificazioni attestano il costante impegno della Società a mantenere i più alti standard di qualità in tutta la catena di produzione (azienda agricola e industria).

Infine -conclude BRF- la Società ribadisce che intende far valere i suoi diritti dinanzi agli organismi europei competenti e sostiene pienamente le azioni del governo brasiliano verso la Wto, con l'obiettivo di continuare a servire i suoi clienti in Europa continuando a produrre in Brasile".

agu - 3273
San Paolo, Brasile, 15/05/2018 21:00
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