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News di Maggio 2017, Settore Carne


16/05/2017

Aumenta la redditività degli allevatori, ma mancano strategie per il futuro del comparto

Un aumento della redditività, per gli allevatori, che ad aprile ha fatto registrare un +5,2% sul mese precedente, e addirittura un +23,3% se confrontato con lo stesso mese del 2016.
L’indice Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) conferma ancora una volta il buon andamento del settore suinicolo iniziato ormai un anno fa, spezzando a quanto pare una congiuntura avversa che proseguiva da alcuni anni.

I prezzi dei suini pesanti destinati alle produzioni Dop, Prosciutto crudo di Parma e San Daniele in testa, sempre nello scorso mese di aprile hanno raggiunto sulla piazza di Modena quotazioni di 1,661euro/kg, pari a un +5,3% su marzo e a +35,8% rispetto ad aprile 2016. Tutto bene allora? Non proprio.
“Questo insperato miglioramento della redditività è figlio di una congiuntura favorevole a livello internazionale e non di scelte e/o azioni strategiche messe in atto dal comparto”.
Lo afferma il direttore di Crefis, Gabriele Canali, Consigliere del ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, e uno dei protagonisti alla Tavola Rotonda organizzata in occasione della prossima edizione della GIORNATA DELLA SUINICOLTURA, prevista per il 26 maggio 2017 presso l’Hotel Garda di Montichiari (BS), dal titolo “Biosicurezza e salute animale. Le nuove frontiere della prevenzione in suinicoltura”, con inizio fissato per le ore 9.30.

L’evento è organizzato da Expo Consulting srl, società di Bologna che gestisce e sviluppa format convegnistici innovativi offrendo servizi per fiere, eventi e internazionalizzazione delle imprese.
“Proprio per la connotazione che caratterizza questa ripresa della redditività – continua Canali – sarei molto prudente a modificare i livelli produttivi in maniera strutturale perché non vi è certezza sulla durata di questa ripresa, proprio in considerazione della sua origine e di come si è sviluppata; la situazione potrebbe quindi cambiare, anche repentinamente, e non in maniera positiva”.
Una maggiore redditività potrebbe in ogni caso indurre gli allevatori ad affrontare altre tipologie di investimenti aziendali o, meno assillati dalla necessità di far quadrare i conti, spingerli verso la realizzazione della tanto auspicata interprofessione.
“Il momento in effetti è propizio per pensare a una strategia di medio-lungo periodo – sottolinea il direttore di Crefis – ma a parte qualche voce fuori dal coro che al riguardo si interroga, di interprofessione purtroppo nessuno parla, quasi come se il buon andamento economico di questi ultimi tempi anziché motivare la nascita di iniziative strategiche per il futuro le deprimesse. È un paradosso, ma purtroppo nel tempo abbiamo sperimentato quanto sia difficile riuscire a mettere tutta la filiera intorno a un tavolo per discutere e possibilmente attuare progetti concreti che guardino al futuro della suinicoltura italiana con orizzonti di ampio respiro”.
La Spagna, con il notevole impulso alla produzione e all’esportazione che ha saputo imprimere negli ultimi tempi alla sua suinicoltura, potrebbe a questo proposito essere un valido esempio a cui guardare al pari della Danimarca, che da molti anni ha fatto della biosicurezza in allevamento uno dei suoi elementi di forza.
“Certo – puntualizza Canali – spesso, e giustamente, guardiamo agli altri quando propongono modelli positivi che potremmo adottare anche noi. E in effetti la domanda che sorge spontanea è proprio quella: perché noi no? I temi per sviluppare nuove strategie a vantaggio della suinicoltura italiana non mancano. Pensiamo solo alla crescente sensibilità del mercato verso il benessere animale, alle iniziative che a questo riguardo stanno adottando le più importanti catene della Gdo e alle implicazioni che, vere o presunte, potrebbero avere sulla salute umana.
Esiste poi un ulteriore e non secondario aspetto. Sul benessere animale, nei prossimi anni, dalla Ue arriveranno nuove restrizioni. Anticipare questi cambiamenti vorrebbe dire favorire una maggiore efficienza della filiera, soprattutto se ci riferiamo al circuito dei prosciutti Dop, che poggiano le loro basi su Disciplinari ormai datati e rispetto ai quali, con grande pragmatismo, sarebbe il caso di iniziare a pensare a una revisione, non senza realizzare serie indagini di mercato per capire quali sono esattamente le richieste che da esso provengono. I tempi per delineare spazi di innovazione ed efficienza della filiera sono maturi – conclude Canali - ma senza strategie mirate tutto rimarrà un concetto puramente aleatorio”.



www.giornatadellasuinicoltura.it

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