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News di Aprile 2016, Settore Carne


20/04/2016

Approvata la Legge Barbisan che istituisce il Consorzio di Tutela del Marchio Qualità Verificata QV

Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato oggi pomeriggio il Progetto di Legge n. 90 di modifica della Legge Regionale 12 del 2001 istitutiva del regime di qualità regionale a marchio Qualità Verificata.

"Sono felice ed emozionato – ha detto Fabiano Barbisan, in veste di Consigliere Regionale del Gruppo Zaia Presidente - perché in pochi mesi siamo riusciti a confezionare una modifica importante alla Legge 12/2001, istituita dalla Regione Veneto per promuovere, valorizzare ed identificare le produzioni di qualità diverse da quelle a marchio DOP, IGP e STG. La mia emozione – continua Barbisan - deriva dal fatto che in questa legge sono riposte le speranze di rilancio delle nostre produzioni agricole che, pur rappresentando l’eccellenza in termini di qualità e sicurezza alimentare, non trovano il giusto riscontro economico, perché sono facilmente confondibili sugli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata, con analoghi prodotti che arrivano dall’estero, con prezzi al ribasso".

Un prodotto senza marchio è facilmente sostituibile da uno simile ed il consumatore acquista fidandosi spesso della marca privata della catena distributiva (Private Label) non potendo riconoscere in altro modo chi l’ha prodotto e la provenienza. I tre punti cardine su cui poggia la modifica della legge 12/2001 sono:
- l’articolo 1 sancisce che la filiera parte dai produttori agricoli che assieme alle aziende di trasformazione possono utilizzare il marchio per contraddistinguere le produzioni e controllarle.
- l’articolo 2 sancisce la volontà della Regione Veneto di promuovere la costituzione di un Consorzio di tutela, promozione e valorizzazione dei prodotti a marchio Qualità Verificata.
- l’articolo 3 introduce le sanzioni da applicare nei casi di contraffazione, alterazione e uso non autorizzato del marchio Qualità Verificata.

"Spero che questi nuovi articoli di modifica della Legge 12/2001 diano nuovi impulsi a chi ancora fatica a credere nella potenza del marchio Qualità Verificata – ha detto Barbisan in veste anche di Presidente di Unicarve e del Consorzio Italia Zootecnica - purtroppo in agricoltura la parola “marketing” è poco conosciuta, perché gli agricoltori sono impegnati a produrre e chi li rappresenta, non sempre ha le professionalità adeguate per gestire le moderne dinamiche di mercato. Ad esempio, in questo periodo, vista la profonda crisi del settore lattiero caseario, da più parti s’invoca che la Commissione europea dia la possibilità di inserire l’ORIGINE del latte e dei formaggi, per consentire una maggiore valorizzazione del Made in Italy delle produzioni e renderle riconoscibili ai produttori".

Se chi si straccia le vesti contro l’Europa, sapesse che i Regimi di Qualità possono prevedere nei disciplinari l’obbligatorietà dell’ORIGINE del prodotto, basterebbe presentare i relativi disciplinari per il latte ed i formaggi (compreso il latte a lunga conservazione) per poterla scrivere in etichetta.
Idem per il divieto di utilizzo del latte in polvere per fare i formaggi, che potrebbe costare all’Italia un’infrazione da parte della Commissione europea. Basterebbe presentare i disciplinari a valere sui Regimi di Qualità (quelli Dop e Igp già lo prevedono) e scriverci dentro che è espressamente vietato l’uso di latte in polvere per fare quel tipo di formaggio.
Anche in questo caso si potrebbe scriverlo in etichetta ed avere una marcia in più per comunicare al consumatore che quel formaggio è stato fatto con il latte Qualità Verificata e non si è usato latte in polvere!


(UNICARVE)

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