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News di Marzo 2016, Settore Carne


17/03/2016

Asprocarne Piemonte: "dall'integrazione delle filiere latte e carne una risposta alla crisi zootecnica"


Con queste parole Roberto Buratto presidente di Asprocarne Piemonte, l’organizzazione dei produttori di carne bovina del Piemonte, intende portare alla discussione in atto ai vari livelli istituzionali un contributo decisivo per far fronte ad una crisi che sta assumendo proporzioni notevoli.

Da alcuni anni l’Asprocarne, in collaborazione con altre organizzazioni regionali riunite nel consorzio “L’Italia zootecnica”, sta lavorando al fine di rendere operativo un progetto che potrebbe finalmente dare risposte definitive ad entrambe le filiere zootecniche.

Si tratta infatti della possibilità da parte delle stalle da latte di fecondare una parte delle proprie vacche specializzate con seme di tori selezionati di razze da carne. Lo scopo è quello di ottenere vitelli incroci che corrispondano, per caratteristiche morfologiche, ai bovini che attualmente vengono ingrassati negli allevamenti specializzati nella produzione di carne, e che allo stato attuale vengono quasi totalmente acquistati in Francia o altri Paesi europei.
Le stesse stalle da latte potrebbero poi utilizzare del seme sessato per fecondare altre vacche ed ottenere le vitelle femmine da rimonta per proseguire l’attività di selezione genetica all’interno degli allevamenti.

I vantaggi di questo tipo di gestione integrata porterebbe già nel breve/medio periodo una serie di benefici ad entrambe le filiere in grado di risollevare le sorti di settori produttivi che ad oggi non intravedono luce in fondo al tunnel della crisi in cui stanno da troppo tempo navigando.
Se da una parte infatti, con questo sistema, le stalle da latte avrebbero a disposizione vitelli da destinare all’ingrasso di valore pari a 5/6 volte il valore degli attuali vitelli maschi che immettono sul mercato (andando così a ripianare in tutto o in parte le perdite che attualmente subiscono sulla vendita del latte) dall’altra i nostri allevamenti da ingrasso potrebbero acquistare vitelli nazionali, di buona morfologia che garantirebbero la possibilità di generare una filiera tutta italiana che già oggi sembra interessare moltissimo le catene della distribuzione organizzata e, ancor più, i consumatori sempre più attenti all’origine delle produzioni agricole e zootecniche.

“Auspichiamo che le istituzioni preposte – conclude il presidente Buratto – a tutti i livelli, a partire dal nostro assessorato all’agricoltura della Regione Piemonte fino al Ministero dell’agroalimentare, sappiano cogliere questa nuova sfida che oggi ufficialmente vogliamo lanciare. L’appello è inoltre rivolto a tutte le organizzazioni di allevatori di bovini da latte affinché si possa finalmente iniziare un dialogo costruttivo tra i due comparti che per troppi anni hanno pensato di poter fare a meno l’uno dell’altro.”



(ASPROCARNE)

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