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Il Pesce nr. 1, 2021

Rubrica: Pesca
Articolo di Villa R.
(Articolo di pagina 42)

Accordi UE 2021 sulla pesca

Nel Mare del Nord, nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Per le specie demersali l’accordo varrà anche per il 2022. Attesi sviluppi per il Mare del Nord in seguito alla definizione degli accordi con il Regno Unito

L’accordo del Consiglio europeo di metà dicembre 2020 ha confermato in ampia misura le proposte iniziali della Commissione, che stabiliscono le possibilità di pesca principalmente sotto forma di Totali Ammissibili di Catture (TAC) e contingenti annuali per stock ittici nelle diverse zone di pesca. I TAC e i contingenti riguardano stock che l’UE gestisce in modo autonomo o congiuntamente a paesi terzi, ad esempio con la Norvegia e il Regno Unito soprattutto nel Mare del Nord, nel Mar Celtico e nello Skagerrak, oppure attraverso gli accordi raggiunti nel quadro delle Organizzazioni Regionali di Gestione della Pesca (ORGP). La proposta per il Mediterraneo e il Mar Nero comprende lo sforzo di pesca e altre disposizioni tecniche.

La fissazione dei TAC e dei contingenti è un esercizio di gestione annuale, o biennale per le specie da acque profonde (altrimenti dette specie demersali), deciso dal Consiglio in conformità dell’articolo 43, paragrafo 3, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

In seguito ad un intenso negoziato di due giorni, i ministri hanno raggiunto un accordo sui limiti di cattura per oltre 200 stock ittici commerciali nell’Atlantico, nel Mare del Nord, nel Mediterraneo e nel Mar Nero per il 2021 e, nel caso delle specie di acque profonde, per il 2021 e il 2022.

Oltre 100 di questi stock nell’Atlantico e nel Mare del Nord sono stati gestiti congiuntamente col Regno Unito negli ultimi decenni; considerando i negoziati in corso tra l’UE e il Regno Unito sulle loro future relazioni, i ministri hanno convenuto di fissare contingenti provvisori per gli stock ittici condivisi con il Regno Unito.

I contingenti provvisori sono intesi a garantire il proseguimento di una pesca sostenibile nelle zone interessate fino alla conclusione delle consultazioni con il Regno Unito. Un approccio analogo è stato adottato per gli stock gestiti congiuntamente con la Norvegia.

I contingenti provvisori comprendono un rinnovo proporzionale, per i primi tre mesi del 2021, delle attuali possibilità di pesca per il 2020 (con l’applicazione di un coefficiente pari al 25% del contingente totale attuale dell’Unione). I ministri hanno concordato alcune eccezioni a questo approccio basate sulla stagionalità (alcuni stock sono pescati in prevalenza all’inizio dell’anno, ad esempio sgombro e melù) e su pareri scientifici (riduzioni drastiche per alcuni stock, ad esempio il gamberetto boreale). I valori puntuali per specie e per alcune area di pesca si possono trovare sul sito del Consiglio europeo sotto forma di tabelle in lingua inglese (1, 2).

Ridotta del 7,5% la quota delle specie da fondale nel Mediterraneo occidentale. Già ridotta la pesca di alcune specie nel Mar Baltico.

Per salvaguardare gli stock, i ministri hanno convenuto di ridurre i limiti di cattura, tra l’altro, per la passera di mare nel Kattegat, lo scampo nello Skagerrak, il nasello e il merluzzo giallo nella parte meridionale dell’Atlantico e per diverse specie di acque profonde, compreso uno stock di granatiere di roccia e pesce sciabola nero. Per quanto riguarda le possibilità di pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero, i ministri hanno convenuto di ridurre di un ulteriore 7,5% gli sforzi di pesca demersale nel Mediterraneo occidentale al fine di preservare gli stock ittici nella zona. Questa riduzione rientra nell’impegno di una riduzione globale e graduale fino al 40% fino all’inizio del 2025 per raggiungere progressivamente il rendimento massimo sostenibile per tutti gli stock interessati da queste attività di pesca altamente multispecifica.

A metà ottobre il Consiglio aveva già raggiunto un accordo sulle possibilità di pesca per il 2021 nel Mar Baltico, concentrandosi sulla ricostituzione degli stock ittici. I ministri hanno convenuto di continuare a ridurre le possibilità di pesca per diversi stock ittici nel Mar Baltico per favorirne la ricostituzione. Hanno deciso di proseguire la chiusura della pesca del merluzzo bianco del Baltico orientale e di prevedere soltanto un contingente di catture accessorie, che è stato ancora una volta notevolmente ridimensionato rispetto a quello dello scorso anno.

Le riduzioni maggiori dei TAC hanno interessato l’aringa del Baltico occidentale e del Baltico centrale, in linea con i più recenti pareri scientifici. Di converso, i ministri hanno convenuto un aumento moderato dei TAC per l’aringa del Golfo di Riga, il merluzzo bianco del Baltico occidentale, la passera di mare, lo spratto e il salmone nel bacino principale del Mar Baltico, mentre il TAC per il salmone del Golfo di Finlandia subirà una riduzione moderata. I TAC per l’aringa del Golfo di Botnia saranno mantenuti allo stesso livello dell’anno scorso.

Roberto Villa

 

Note

  1. Atlantico e Mare del Nord, www.consilium.europa.eu/media/47557/main-tacs-table-final.pdf
  2. Specie demersali, www.consilium.europa.eu/media/47558/deep-sea-tacs-table_for-publishing.pdf

 

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Pesca, via libera dalla UE a deroga sulla taglia minima delle vongole

Fino al 31 dicembre 2022 in Veneto si potranno raccogliere vongole di mare (Chamelea gallina) di taglia inferiore ai 25 mm: il Parlamento europeo ha approvato ad inizio dicembre la deroga alla normativa che impedisce di pescare prodotti di dimensioni più piccole. Con l’atto l’UE ha riconosciuto la particolarità delle condizioni ecologiche e produttive del mare Adriatico, caratterizzato da una salinità inferiore rispetto a quella di altri mari che ha l’effetto di produrre vongole di dimensioni più piccole rispetto ai 25 mm richiesti dalla normativa comunitaria. «È una possibilità di importanza fondamentale per le imprese di pesca delle marinerie che aderiscono ai due CO.GE.VO. di Venezia e Chioggia che operano nei compartimenti marittimi della costa del Veneto» ha commentato l’assessore regionale alla Pesca Cristiano Corazzari. «La decisione dell’Unione Europea consente alle imprese venete di guardare con maggior fiducia al 2021, considerato che il comparto sta attraversando un periodo particolarmente difficile dovuto alle diffuse morie occorse negli eventi calamitosi dell’autunno 2018 e del novembre 2019, alle quali si aggiunge il drammatico calo della domanda connesso all’emergenza Covid-19. La maggior parte delle vongole adriatiche, infatti, era destinata alle strutture turistico-ricettive della costa veneta». Sempre a dicembre la Regione del Veneto ha erogato le sovvenzioni per le imprese di pesca aderenti ai CO.GE.VO. come ristoro per i consistenti danni subiti in occasione dell’alluvione del novembre 2019: l’ammontare complessivo è di 600.000 euro (fonte: Giunta regionale del Veneto).

 

FEDERPESCA e AIPE insieme per potenziare le attività di economia circolare nella filiera ittica

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«Siamo orgogliosi di aver sottoscritto questo Memorandum — ha commentato Alessandro Augello, presidente di AIPE — che si inserisce nelle azioni promosse dall’associazione impegnata da sempre nel supportare la gestione sostenibile dei manufatti in EPS. A tale proposito, credo sia importante menzionare la stretta collaborazione tra AIPE e COREPLA, per favorire il recupero e il riciclo degli imballaggi in EPS post consumo, attraverso la creazione di piattaforme per la raccolta del polistirolo-EPS».

>> Link: www.federpesca.itwww.aipe.biz

 

Didascalia: lo scorso mese di dicembre gli Stati Membri hanno raggiunto un accordo sulle possibilità di pesca 2021 nell’Atlantico, nel Mare del Nord, nel Mediterraneo e nel Mar Nero. Dal momento che oltre 100 di questi stock nell’Atlantico e nel Mare del Nord sono stati gestiti congiuntamente col Regno Unito negli ultimi decenni e che i negoziati sulle future relazioni tra Londra e l’UE sono ancora in corso, i ministri hanno convenuto di fissare dei contingenti provvisori (photo © Gorodenkoff Productions OU).

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