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Il Pesce nr. 6, 2020

Rubrica: Packaging
(Articolo di pagina 150)

Il polistirene espanso nell’industria ittica

Il Polistirene Espanso (EPS) è un materiale ottimale e non sostituibile per il confezionamento del pesce fresco per alcune proprietà uniche che dipendono dal suo processo produttivo, che permette di ottenere una struttura a celle chiuse, composta al 98% di aria. Questa particolarità lo rende un ottimo isolante termico, proteggendo i prodotti che contiene dagli sbalzi di temperatura. Inoltre è completamente atossico, resiste all’umidità e impedisce la proliferazione di batteri, muffe e funghi. Per questo è in grado di assicurare la necessaria sicurezza alimentare. I cibi contenuti negli imballi in EPS giungono al consumo in ottimo stato, evitando il rischio di perdite legate alla cattiva conservazione durante il trasporto e prima del loro arrivo a destinazione. Questa caratteristica è molto importante per prodotti altamente deperibili quali i pesci, per i quali l’uso di cassette in EPS consente di migliorare la conservabilità e ridurre lo spreco durante la filiera che va dalla pesca alla distribuzione, fino al consumo finale.

Il successo delle cassette in EPS è determinato dalla loro sicurezza igienica, dalla capacità di mantenere a bassa temperatura e per lunghi periodi di tempo i prodotti contenuti e dalla loro leggerezza e impermeabilità. Dopo anni d’utilizzo, i pescatori hanno potuto verificare che i contenitori in EPS sono particolarmente sicuri dal punto di vista igienico perché non marciscono e non ammuffiscono. Essendo infatti privo di ogni valore nutritivo, l’EPS non consente lo sviluppo di funghi, di batteri o di altri microrganismi e non costituisce nutrimento per alcun essere vivente.

Recuperabili e riciclabili, le cassette per il pesce sono facilmente impilabili, economiche e forniscono una buona protezione da sbalzi di temperatura. Una volta imballato, infatti, il pescato rimane alterabile e, se lasciato a temperatura ambiente, può diventare instabile e rischiare di perdere la sua qualità e la freschezza, fino a subire un deterioramento nocivo per la salute dei consumatori. Esso deve pertanto essere mantenuto ad una temperatura inferiore a quella dell’ambiente e non deve subire shock termici per tutta la durata della catena logistica, dal produttore al consumatore.  Tra le ragioni per cui viene utilizzato l’EPS vi è anche la sicurezza igienico-sanitaria nelle fasi di stoccaggio e trasporto, durante le quali tali imballaggi possono contribuire in modo valido al mantenimento di condizioni ottimali all’interno degli stessi veicoli, sottoposti a verifica e controllo da parte di esperti autorizzati dal Ministero dei Trasporti secondo l’accordo internazionale ATP.

Tra i grandi utilizzatori delle cassette per il pesce vi sono poi i mercati ittici, come quello di Milano e quello di San Benedetto del Tronto, che recentemente ha dichiarato di ritornare all’utilizzo dell’EPS dopo aver sperimentato cassette prodotte con materiali alternativi.

 

Il polistirolo e l’ambiente

AIPE, da sempre attenta alle tematiche legate al rispetto dell’ambiente, con la collaborazione delle aziende associate, nel 2018 ha dato vita a CREA – Centro riciclo EPS, una rete per la raccolta e il riciclo di imballi post-uso e scarti in EPS, polo di coordinamento per tutte le attività dell’associazione a supporto del riciclo dell’EPS, che viene costantemente implementato. Inoltre, nel quadro di una collaborazione avviata con COREPLA nel 2003, l’associazione ha stipulato un accordo con il Consorzio per la raccolta selettiva dell’EPS attraverso le piattaforme PEPS (piattaforme per l’EPS). Le piattaforme PEPS diffuse sul territorio nazionale sono specializzate nel riciclo degli imballaggi di polistirene espanso. Tali impianti, legati appunto da specifico contratto con COREPLA, ricevono e/o ritirano gratuitamente, nel rispetto di specifiche e limiti prestabiliti, rifiuti di imballaggi in EPS.

Ad oggi le piattaforme attive sul territorio nazionale sono 23, con una capacità di raccolta e di compattazione che permette di assolvere a quasi 15.000 tonnellate di rifiuti. Inoltre, sono operative altre aziende riciclatrici che operano direttamente nel rapporto B2B con la grande distribuzione e con i mercati specifici che raccolgono circa 8 K ton di imballi post consumo. Per il prossimo futuro è intenzione dell’associazione creare una rete nazionale di operatori che possano raccogliere le cassette da tutti i principali porti con il pescato e i mercati della compravendita del pesce. Sono già stati avviati alcuni progetti in questo senso, per esempio con il Mercato Ittico di Milano e con il Comune di Formia (LT). Questa attività sinergica è finalizzata al recupero ed al riciclo delle cassette prodotte in Italia, ma anche di quelle che giungono dall’estero.

La sfida e l’obiettivo più stimolante è la risoluzione del riciclo dell’EPS dalla raccolta domestica. L’impegno dell’associazione sarà rivolto a stimolare e promuovere la formazione degli operatori delle eco-piazzole comunali e la creazione di aree di conferimento selettivo. Oltre all’accordo COREPLA-AIPE potrà essere introdotta una specifica attenzione all’interno dell’accordo ANCI CONAI per promuovere un’attività di formazione e di conferimento adeguato al successivo riciclo. Il riconoscimento della riciclabilità (e dell’effettivo recupero e riciclo) delle cassette per il pesce in polistirolo ha portato CONAI a “promuovere” questa tipologia di manufatti dal punto di vista del Contributo Ambientale. Il Contributo Ambientale CONAI (CAC) rappresenta la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per i maggiori oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggi. In pratica si tratta di una somma che ogni azienda che produce imballaggi è tenuta a versare al momento dell’immissione del prodotto sul mercato. Le cassette in polistirolo sono state spostate dalla fascia C del contributo (Imballaggi non selezionabili/riciclabili allo stato delle tecnologie attuali) alla fascia B2 (Imballaggi con una filiera di selezione e riciclo in fase di consolidamento e sviluppo da circuito “Domestico” e/o “Commercio & Industria”).

 

EPS e riciclo

Il polistirene espanso è una materia plastica riciclabile al 100% e all’infinito, essendo un termoplastico e non un termoindurente. Il suo numero identificativo è il 6, che comunemente si ritrova all’interno del simbolo del riciclo “ciclo di Mobius”. Questa indicazione facilita l’individuazione del materiale ai fini della raccolta, del riutilizzo e del recupero e prescrizione per quanto riguarda gli imballaggi. Il recente rapporto pubblicato da IPPR, Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo, dal titolo “Materie plastiche riciclate utilizzate in Italia – Analisi quantitativa 2019” e realizzato con dati forniti da Plastic Consult, riporta alcuni dati relativi all’utilizzo di EPS da riciclo. A fronte di un dato 2015 che vedeva un volume di circa 40.000 tonnellate di polistirolo rigenerato lavorato dall’industria di trasformazione nazionale, i quantitativi 2019 hanno superato, come da previsione, le 70.000 tonnellate, con una crescita aggregata di oltre il +5% rispetto all’anno precedente (e del +73% nei confronti del 2015). Rispetto al 2015, è cambiato il rapporto tra le fonti di approvvigionamento. Se alla prima rilevazione la provenienza del materiale dal pre-consumo (sfridi di lavorazione) equivaleva quello da post-consumo, negli anni questa fonte è cresciuta di più e ora il 62% dei materiali stirenici da riciclo proviene dal post-uso.

 

Cassette per il pesce protagoniste nel mercato dell’EPS

Secondo un’indagine realizzata da Plastic Consult per conto di AIPE, nel 2019 sono state trasformate in Italia 124.500 tonnellate di polistirene espanso sinterizzato (EPS), mille in più rispetto all’anno precedente (+0,8%). L’edilizia si conferma come il principale utilizzatore di polistirene espanso, con 67.000 t/a consumate, lo stesso volume dell’anno precedente rispetto al 2018. Il secondo settore d’impiego è l’imballaggio, con 54.500 tonnellate annue, in questo caso in crescita del +1,9% rispetto al 2018, lo stesso tasso di crescita registrato nel 2018 sul 2107. Di questa parte del mercato, le cassette per il trasporto e conservazione del pesce che hanno richiesto l’impiego di 4.000 tonnellate di EPS. Le tonnellate riciclate provenienti dall’imballaggio sono state 16.000.

 

Conclusioni

Per le caratteristiche sopra esposte l’EPS è la scelta di elezione per gli alimenti maggiormente deteriorabili, come il pescato, che vengono prodotti da alcuni comparti strategici del nostro Paese. Allo stato attuale, l’utilizzo di materiali alternativi rischia di compromettere la sicurezza alimentare dei prodotti trasportati, a danno dei consumatori finali. A ciò si aggiunga che le precipue caratteristiche dell’EPS garantiscono un’importante limitazione allo spreco alimentare, dal momento che l’affidabilità dell’imballo permette al prodotto di giungere a destinazione senza che si deteriori.

 

AIPE – Associazione Italiana Polistirene Espanso

AIPE – Associazione Italiana Polistirene Espanso è stata fondata nel 1984 con lo scopo di promuovere il polistirene espanso sinterizzato (EPS) di qualità e svilupparne l’impiego, ma anche con l’obiettivo di proporsi come riferimento qualificato per gli stakeholder e il mercato, nonché di favorire la formazione professionale degli addetti del comparto. A livello internazionale l’Associazione rappresenta l’Italia in seno all’European Manufacturers of Expanded Polystyrene (EUMEPS), organizzazione europea che raggruppa le associazioni nazionali dei produttori di EPS ed è tra i fondatori del network INEPSA – International EPS Alliance che garantisce il recupero e il riciclo di imballi e scarti in polistirene a livello mondiale. 

>> Link: www.aipe.biz

 

Didascalia 1: l’EPS preserva la qualità del pescato fresco. Esso è inoltre atossico, inerte, non contiene né clorofluorocarburi (CFC) né idroclorofluorocarburi (HCFC) e, per sua stabilità chimica e biologica, non costituisce un pericolo né per l’igiene ambientale né per le falde acquifere.

Didascalia 2: Questa figura evidenzia e mette a confronto le evoluzioni di temperatura all’interno di un imballaggio dotato di debole potere isolante con quelle all’interno di un packaging in polistirene espanso. Dall’immagine si evince come l’EPS ritardi efficacemente l’equilibrio con la temperatura ambiente e assicuri il mantenimento di condizioni termiche costanti, al prodotto imballato. Nelle forme più diverse (casse, contenitori, vassoi, plateau, vaschette, ecc…) il packaging in EPS è dunque ampiamente utilizzato per i prodotti di mare, un settore alimentare che ne utilizza svariate migliaia di tonnellate e nel quale, come tutti i prodotti da imballo, è sottoposto a una normativa di livello europeo e nazionale.

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