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Il Pesce nr. 6, 2020

Rubrica: Acquacoltura
(Articolo di pagina 40)

Mangimi funzionali per il miglioramento della pigmentazione cutanea nell’orata di allevamento

La valutazione visiva della pigmentazione della pelle del pesce è sicuramente uno dei parametri che maggiormente influenzano l’apprezzamento da parte dei consumatori. L’orata di allevamento tende a presentare una livrea più grigia e meno vivida rispetto all’orata selvatica. I consumatori tendono ad associare questa mancata pigmentazione ad una ridotta qualità del prodotto e ad un ridotto valore nutrizionale. È quindi di rilevante interesse, sia da parte degli allevatori che delle aziende mangimistiche, sviluppare dei mangimi funzionali addizionati con fonti di pigmenti in grado di incrementare il grado di colorazione cutanea del pesce. Una recente sperimentazione, che nasce dalla collaborazione fra il centro ricerche Porto Conte Ricerche, l’azienda di acquacoltura Palma D’Oro in Sardegna e l’azienda mangimistica danese Aller Aqua, dimostra l’utilità di queste nuove formulazioni funzionali.

 

La sperimentazione

Le orate selvatiche presentano generalmente una colorazione cutanea facilmente distinguibile rispetto agli esemplari di allevamento, grazie alle caratteristiche bande dorate gialle in corrispondenza dello spazio inter-orbitale ed alle chiazze giallo-arancioni in prossimità dell’apertura opercolare. Questa livrea tipicamente “selvatica” è quasi sempre assente nelle orate di allevamento, che presentano invece una colorazione della cute tendenzialmente più spenta e meno vivace, tendente ai toni del grigio più o meno scuro. La livrea più sbiadita degli esemplari di allevamento può essere spiegata da un lato dallo stress indotto dalle condizioni di cattività, dall’altro dal deficit nutrizionale relativo ad alcune sostanze (pigmenti), che sono presenti nella variegata alimentazione naturale degli esemplari selvatici, ma che si trovano spesso in scarsa concentrazione nelle diete commerciali. Una livrea più spenta rispetto agli esemplari selvatici viene percepita negativamente dai consumatori, che tendono ad associarla ad una mancanza di qualità nutrizionale del prodotto e, di conseguenza, ne compromette il valore commerciale se non addirittura l’accettabilità. L’impatto della nutrizione sulla livrea dei pesci è stato precedentemente esaminato in molte specie ittiche di interesse commerciale, la cui espressione del fenotipo cutaneo può essere ridotta o soppressa quando viene sostituita l’alimentazione naturale con mangimi artificiali [Eric Leclercq, John F. Taylor, Hervé Migaud (2010), Morphological skin colour changes in teleosts, Fish and Fisheries, 11, 159–193]. È possibile compensare in parte questo fenomeno addizionando dei pigmenti naturali o sintetici nei mangimi, al fine di produrre un miglioramento della livrea cutanea, garantendo al tempo stesso un adeguato profilo nutrizionale nella parte edibile. A questo fine Porto Conte Ricerche, Aller Aqua e Palma d’Oro hanno recentemente effettuato una serie di prove sperimentali dedicate alla valutazione degli effetti della somministrazione del mangime funzionale BLUE ORGANIC EX, arricchito con pigmenti sulla livrea cutanea in esemplari giovanili di orate allevate in due differenti condizioni di allevamento.

Porto Conte Ricerche (www.portocontericerche.it) è uno dei motori del Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna, attivo in diversi ambiti tecnologici tra qui la biomarker discovery, i sistemi diagnostici, le tecnologie alimentari e le applicazioni biotecnologiche per l’alimentazione e la salute. Il Centro di ricerca, localizzato fra il Golfo di Porto Conte e il promontorio di Capo Caccia, in territorio di Alghero, da oltre vent’anni sviluppa ed eroga servizi ad alto contenuto scientifico e tecnologico a favore di aziende interessate ad innovare i propri sistemi di produzione, attraverso un’intesa attività di ricerca sperimentale e applicata ed il trasferimento tecnologico. Porto Conte Ricerche è anche partner del progetto Ager II denominato Fine Feed For Fish (acronimo 4F, acquacoltura.progettoager.it/index.php/i-progetti-acquacoltura/4f-fine-feed-for-fish/4f-il-progetto), per il quale si occupa della caratterizzazione della qualità del pesce mediante diversi approcci sperimentali. La partnership del progetto AGER 4F mira ad ottenere dati robusti e scientificamente validi relativi alle produzioni di acquacoltura di qualità, dirigendoli sia verso il mondo della ricerca scientifica e accademica sia ripercuotendoli direttamente sulle più importanti realtà produttive a livello nazionale ed internazionale. Porto Conte Ricerche, individualmente ed in collaborazione con il team del progetto AGER 4F, eroga servizi di alta formazione tramite l’organizzazione di scuole scientifiche estive, che da diversi anni raccolgono grande successo per interesse e partecipazione.

L’acquacoltura Palma d’oro (www.gloriamarisgroupe.com/palma-d-oro), del Gruppo Gloria Maris, attiva dal 2009, produce annualmente circa 150 tonnellate di spigole, 100 tonnellate di orate biologiche e 150 tonnellate di ombrine Label Rouge. Il suo sito di produzione è localizzato nel Golfo dell’Asinara, a circa 4 km dalla costa di Stintino in Sardegna e in prossimità della bellissima spiaggia La Pelosa, caratterizzato da acque altamente ossigenate e idealmente esposte alle correnti marine che consentono un allevamento rispettoso dei cicli naturali di crescita. L’idea alla base della produzione di Palma d’Oro è quella di un allevamento sostenibile e radicato nel territorio, al fine di ottenere prodotti di alta qualità per una clientela selezionata.

Aller Aqua (www.aller-aqua.com) produce mangimi per pesci destinati all’acquacoltura in acqua dolce e salata da oltre cinquant’anni. Possiede stabilimenti in Danimarca, Polonia, Germania, Egitto, Cina e Zambia, ed esporta i propri prodotti in oltre sessanta Paesi. Aller Aqua offre un’ampia gamma di prodotti mangimistici in grado di soddisfare le specifiche esigenze nutrizionali di oltre 30 specie di interesse commerciale. Il centro dedicato allo sviluppo e ricerca Aller Aqua Research è costantemente impegnato nell’ottimizzazione e nello sviluppo di soluzioni innovative per soddisfare le esigenze di un’ampia e varia clientela.

 

Materiali e metodi

 

Prove di crescita

La dieta Blue Organic Ex è stata testata su due lotti di orate di taglia giovanile (peso iniziale 190-260 g), mantenute in due diverse condizioni di allevamento: un sistema di acquacoltura a ricircolo (RAS) presso il Laboratorio di Biotecnologie Blu di Porto Conte Ricerche e in una gabbia galleggiante a mare presso l’acquacoltura Palma d’Oro. Entrambe le prove di alimentazione sono state eseguite al termine della stagione estiva, in condizioni climatiche ottimali per la crescita dell’orata, per una durata di circa due mesi (Figura 1).

 

Analisi colorimetrica

All’inizio e al termine di entrambe le prove di crescita sono stati campionati trenta esemplari sui quali sono state determinate le variazioni di pigmentazione cutanea in cinque distinte regioni anatomiche (Figura 1): spazio inter-orbitale, regione sub-opercolare, regione dorsale apicale, regione dorsale mediale e regione dorsale caudale. Le misurazioni sono state eseguite utilizzando un colorimetro portatile Minolta CR-400 (Minolta Camera Co., Giappone), precedentemente calibrato con standard bianco CIE (D65, Y = 93,9; x = 0,3155; y = 0,3319). La lucentezza (L*) e la cromaticità (C*) sono stati utilizzati come indici rappresentativi delle variazioni colorimetriche cutanee, il cui confronto statistico rispetto allo status ante-dieta è stato valutato tramite il test di t-Student, usando come sogliatura di significatività P < 0.05.

 

Risultati

In seguito alla somministrazione della dieta Blue Organic Ex per un periodo di circa due mesi si è evidenziato un significativo aumento dell’indice di cromaticità (C *) (P <0.01) (Figura 1) in entrambi i lotti. Anche le variazioni di luminosità cutanea (L *) sono risultate lievemente significative (P <0,05) a livello della regione dorsale apicale e mediana in entrambi i lotti, oltre che nello spazio inter-orbitale, limitatamente al lotto RAS.

 

Conclusioni

La somministrazione della dieta Aller Aqua Blue Organic Ex per un periodo di due mesi ha prodotto un significativo incremento della pigmentazione cutanea nelle orate allevate sia in gabbie a mare che in un sistema di vasche indoor RAS. Questo effetto può essere unicamente correlabile al mangime, poiché non sono state individuate delle variazioni significative indotte dal sistema di allevamento o dal genotipo dei due lotti di orate esaminati. La formulazione di mangimi sostenibili può comprendere l’aggiunta di specifici ingredienti funzionali, come i pigmenti. Questi, non interferendo in alcun modo sulla qualità composizionale del pesce né sulle performance di crescita, contribuiscono a rendere il prodotto finale più gradevole alla vista e ad incontrare meglio le aspettative dei consumatori. L’ottimizzazione di nuove applicazioni di analisi delle immagini è tuttora in corso a Porto Conte Ricerche, in parallelo alle analisi chimiche composizionali e biochimiche, al fine di identificare le caratteristiche relative alla qualità visiva dell’orata di allevamento (dimensioni, morfologia, colore). L’innovazione nell’analisi d’immagine, mediante lo sviluppo e il controllo di metodi scientificamente testati, rapidi ed affidabili, è potenzialmente implementabile lungo la stessa linea produttiva, ad esempio a supporto di una selezione pre-confezionamento. Tale fase di selezione potrebbe essere un supporto fondamentale alla produzione di qualità nel settore dell’acquacoltura.

>> Link: www.portocontericerche.it

>> Link: www.aller-aqua.com

 

Altre notizie

 

Inaugurato il 213o Anno Accademico dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura con la consegna del “Premio Filippo Re” a Roberta Calone per un progetto sull’acquaponica

Si è svolta lo scorso 12 ottobre, presso la sala dello Stabat Mater del Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna, la cerimonia di apertura del 213o Anno Accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, inaugurata dalla relazione del suo presidente, il professor Giorgio Cantelli Forti, dal titolo “Dalle parole ai fatti: l’impegno dell’Accademia nella società”. «In questi 6 anni di presidenza l’Accademia è diventata sempre più un centro di sapere multidisciplinare sull’agricoltura, unendo materie come scienza, innovazione, alimentazione, salute e tutela del territorio. Ci siamo impegnati molto, sostenendo numerose attività divulgative ed editoriali verso il pubblico, molto apprezzate per la qualità scientifica dei contenuti, e promuovendo progetti di livello internazionale e nazionale come “New generation”, per il supporto scientifico ai giovani produttori di cacao sostenibile in Camerun o la valorizzazione del Parco Didattico Sperimentale del Castagno di Granaglione insieme alla Fondazione Carisbo. Quanto fatto ci spinge maggiormente a perseguire questi obiettivi di diffusione e valorizzazione della conoscenza in campo agroalimentare che sono patrimonio di tutti noi». Successivamente sono stati consegnati i diplomi ai nuovi 20 Accademici, tra Corrispondenti e Ordinari. La cerimonia si è conclusa con l’assegnazione della prima edizione del “Premio Filippo Re” alla dott.ssa Roberta Calone, Phd presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari Università di Bologna, che nello studio “Improving water management in European catfish recirculating aquaculture systems through catfish-lettuce aquaponics” tratta dell’acquaponica come esempio di economia circolare, prevedendo, dopo la filtrazione, il reimpiego delle acque reflue dell’acquacoltura per la produzione fuori suolo di ortaggi, con un consumo controllato delle risorse idriche. Lo studio propone una metodologia di approccio facilmente riproducibile e a costi contenuti, per valutare la conversione di un impianto di produzione a ciclo aperto verso un impianto a ciclo chiuso. Tale innovativa possibilità di riutilizzo dei sistemi di acquacoltura per l’irrigazione dei terreni fornisce risposte concrete agli sprechi idrici in agricoltura, dimostrando come coltivazioni differenti, che necessitano di notevoli quantità di acqua, possono coesistere in maniera virtuosa e sostenibile per l’ambiente e l’economia.

>> Link: accademia-agricoltura.it

 

AquaVision, più cibo sostenibile dall’acquacoltura

Per la prima volta AcquaVision 2020, la conferenza biennale del settore dell’acquacoltura organizzata da Skretting e Nutreco, si è svolta in modalità virtuale. L’evento, che riunisce dal 1996 decision makers di tutto il mondo per discutere sulle sfide e le opportunità che il settore deve affrontare, è stato trasmesso da Stavanger in Norvegia. Rob Koremans, CEO di Nutreco, ha affermato che nei prossimi 30 anni sarà necessario fornire più cibo di quanto sia stato generato negli ultimi 8.000 anni, e ha aggiunto: «Dobbiamo lavorare tutti insieme, scambiarci idee, impegnarci in piattaforme precompetitive e partecipare ad eventi per gli stakeholder come AquaVision. La nostra speranza è che tutti coloro che hanno partecipato oggi si impegnino e si assumano questa responsabilità. Usiamo questo forum come piattaforma per il cambiamento, in modo che insieme possiamo essere parte di qualcosa di molto più grande; qualcosa che risolva oggi le sfide di domani». L’evento ha visto le presentazioni dei relatori Peter Hinssen e Rachel Botsman e degli esperti Robert van den Breemer, Catherine Tubb e Andrew Campbell, i quali hanno fatto luce sulle tendenze che caratterizzano l’attuale panorama dei consumi, sui cambiamenti che si profilano all’orizzonte e sulle opportunità che l’acquacoltura ha di creare proteine più accessibili, nutrienti e sostenibili adottando rapidamente nuove soluzioni innovative e sostenibili. Therese Log Bergjord, CEO di Skretting, ha commentato: «La nostra missione è “alimentare il futuro” e, per fare questo, l’acquacoltura deve essere sostenibile, produrre di più con meno, deve essere innovativa e deve fornire ai consumatori prodotti sani e gustosi. AquaVision 2020 ha evidenziato che sono inevitabili profondi cambiamenti, ma che il cambiamento non è necessariamente negativo ma può essere fonte di nuove opportunità». Infine, è intervenuto Giovanni Serrini, AD di Skretting Italia. «Quanto emerso da AquaVision ci dà fiducia ed energia per continuare il cammino iniziato tre anni fa coi nostri clienti e altri stakeholder della filiera con il progetto “Acqua in Bocca”. Un cammino verso un’acquacoltura che sappia fare della sostenibilità non solo il suo modus operandi ma anche una leva per creare nuovo valore nel settore» (fonte: EFA News – European Food Agency).

>> Link: www.aquavision.org

 

Didascalia: Figura 1 – Risultati della somministrazione della dieta BLUE ORGANIC EX a due lotti di orate allevate in gabbie a mare e RAS. Gli istogrammi riportati si riferiscono ai valori medi e alle relative deviazioni standard degli indici di luminosità (L*) e cromaticità (C*) determinati sulle cinque aree cutanee selezionate (spazio inter-orbitale, a; spazio sub-opercolare, b; regione dorsale apicale, c; regione dorsale mediale, d; regione dorsale caudale, e). Le differenze statisticamente significative rispetto alla condizione di pigmentazione iniziale sono marcate con singolo * (P<0.05) o due ** (P<0.01) asterischi.

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