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Il Pesce nr. 5, 2020

Rubrica: Aziende
(Articolo di pagina 44)

Armare, alleato della pesca professionale e dell’acquacoltura

L’importanza delle cime nell’industria della pesca e itticoltura

La storia dell’azienda

Radicamento nel territorio e oltre due secoli di tradizione familiare nella produzione di cordami, tra artigianalità e innovazione, hanno permesso ad Armare Srl di ottenere riconoscibilità a livello internazionale. Oggi l’azienda di San Giorgio di Nogaro (UD) opera in Italia e all’estero confrontandosi con competitors di affermata fama mondiale, ottenendo importanti risultati sia in termini economici che di notorietà, tanto da diventare uno dei fornitori ufficiali del rinomato Emirates Team New Zealand, squadra vincitrice nel 2017 della Coppa America, che difenderà il titolo nel 2021 sempre con a bordo cime Armare. Attualmente l’azienda è specializzata nella produzione di cordami, cime, cavi, accessori e attrezzature di alta qualità, principalmente per la nautica da diporto e Super Yacht, fornendo prodotti di punta anche per le più prestigiose barche da regata.

Oltre all’ambito nautico, nel corso degli anni Armare ha però saputo differenziare la propria produzione riuscendo a soddisfare le richieste di altri settori come l’industria, la pesca professionale, oltre ad ambiti ancor più particolari quali l’aerospaziale, il militare e il medicale.

Armare si è contraddistinta nel corso del tempo per la capacità di personalizzare con finiture e lavorazioni artigianali la vasta gamma disponibile: questa offerta unica consente a tutti gli operatori di soddisfare ogni loro possibile esigenza. Una peculiarità questa che, sommata al vantaggio di avere l’intera produzione in loco, al continuo investimento nel campo della ricerca e dell’innovazione e alla velocità di risposta, lasciando intercorrere pochissimi giorni tra il progetto e la consegna, hanno consentito ad Armare di superare i momenti di crisi che si sono susseguiti in passato e l’allargamento delle vendite dapprima verso i Paesi europei e poi extra europei, permettendo di guardare con ottimismo al futuro.

 

Lo sviluppo del settore

Da svariate generazioni la famiglia Finco, originaria del Veneto, trasforma e lavora le fibre tessili. Una volta si eseguivano a mano tutte le lavorazioni dalla coltivazione della canapa fino alla produzione di cordami destinati al mercato regionale e del Triveneto, prevalentemente per uso agricolo, marino e per la pesca.

Il nonno di Stefano Finco, attuale titolare dell’Armare Srl, si trasferì nei primi del Novecento a San Giorgio di Nogaro e continuò la già lunga tradizione famigliare coinvolgendo il figlio Giuseppe, padre di Stefano, e le altre sei figlie. Sono stati loro gli artefici e testimoni della grande trasformazione avvenuta dopo gli anni Cinquanta, cioè il passaggio dalla faticosa produzione manuale di cordami in fibre naturali a quella con l’ausilio di macchinari e l’utilizzo di fibre sintetiche. Fino agli anni ‘50, infatti, tutte le corde erano realizzate con fibre naturali quali canapa, lino e iuta; oggi sono state soppiantate da quelle sintetiche, nylon, poliestere, polietilene e polipropilene, con caratteristiche tecniche decisamente superiori rispetto alle fibre vegetali.

Armare si è specializzata in particolare nella produzione di cordami e cavi speciali prodotti con fibre tecniche ad alte prestazioni, quali il PBO®-Zylon, il Vectran®, il Kevlar, il Dyneema® e il Technora®.

«I clienti che si rivolgono ad Armare cercano risposte innovative a vecchi problemi, oggi risolvibili grazie all’avanzamento di nuove tecnologie costruttive dei cordami e delle fibre ad alto modulo. Le funi tessili realizzate con queste fibre hanno diametri ridotti, sono leggere e possiedono resistenze meccaniche, fisiche e chimiche comparabili con gli acciai più apprezzati» ci dicono dall’azienda. «I cavi tessili che produciamo sostituiscono quelli in acciaio, ad esempio sulle sartie che sostengono gli alberi delle barche a vela; inoltre, possono essere utilizzati anche sui satelliti perché leggeri, resistenti e, non essendo metallici, non creano campi magnetici. Nel campo del sollevamento, in particolare negli USA, da molti anni si utilizzano cavi tessili per la movimentazione degli ascensori, garantendo durata e sicurezza di gran lunga maggiore rispetto ai cavi metallici; l’estrema leggerezza di questi cavi ne facilita l’impiego e l’installazione anche su edifici di altezze incredibili».

 

Quali sono i prodotti / servizi che garantite nel settore della pesca?

«La pesca professionale è stata uno dei settori più importanti per l’economia di Armare sin dalle sue origini. I nostri prodotti vengono utilizzati per esempio per l’acquacoltura, cuciti sulle reti per gabbie di allevamento e sulle reti di protezione anti-predatori; produciamo inoltre trecce e doppie trecce per la costruzione di vivai peri mitili, ma anche per le reti a strascico. Gli articoli sono realizzati con materiali di prima qualità come in Poliestere alta tenacità, il Polysteel e Polipropilene:

  • le corde in Poliestere garantiscono grande resistenza ad abrasione e luce, buona flessibilità e una lunga durabilità all’esposizione al sole e alla salsedine;
  • le corde in Polysteel assicurano il miglior rapporto peso/resistenza, essendo composte da un materiale che garantisce un peso molto leggero e, allo stesso tempo, una resistenza molto elevata ai carichi di trazione. Non assorbono l’acqua e contrastano bene gli UV;
  • le corde in Polipropilene sono galleggianti, hanno grande resistenza ai raggi solari, all’attacco di agenti chimici esterni, all’abrasione e agli sforzi di trazione.

Una importante rivoluzione nel campo dell’itticoltura la sta apportando l’uso di cordami in Dyneema®, fibra che di base non teme il duro lavoro in mare aperto, esposta al sole, al sale e a tutto ciò che può rendere difficile la vita in questo ambiente. Questi cordami hanno resistenze incredibili, raggiungendo carichi di rottura 4/5 volte più alti di una fune in Poliestere, hanno un basso allungamento, peso ridotto e non assorbono l’acqua. Armare è stata una delle prime aziende a fornire aziende di itticoltura con questi materiali molto tecnici. I vantaggi in termini di maggior durata e minor dispendio di energie per il loro utilizzo ed installazione sono incredibilmente alti».

 

Come si comporta Armare nei confronti dell’ambiente?

«Armare, da sempre attenta al rispetto del territorio e alla tutela dell’ambiente, è tra le pochissime aziende europee produttrici di cordami che possono vantare numeri incredibilmente alti in fatto di riciclo: il 95% dei materiali risultanti dalla produzione vengono infatti riciclati attraverso processi costosi per l’azienda, ma doverosi e necessari, indicatori di un forte senso di responsabilità e solidi valori. Il rispetto verso l’ambiente è frutto di una coscienza ecologica maturata nel tempo e tramandata dalla storia familiare. Alle origini i cordami venivano prodotti in maniera assolutamente naturale, dalla semina alla raccolta e per tutte le fasi successive fino all’ottenimento della fibra di canapa, tutto era svolto a mano e nulla veniva scartato, ma anzi valorizzato e riutilizzato. Armare inoltre da sempre sostiene diversi progetti contro l’inquinamento del mare e la sensibilizzazione a mantenere un mare più pulito».

Armare Srl

via Meucci 3 – Z. I. Aussa Corno – 33058 San Giorgio di Nogaro (UD)

Telefono: 0431 65575

E-mail: info@armare.it

>> Link: www.armareropes.com

 

Altre notizie

 

Marine Stewardship Council presenta il nuovo Annual Report ed esorta ad un maggiore impegno per il bene degli oceani

Marine Stewardship Council, organizzazione non profit internazionale che promuove la salute degli oceani attraverso i suoi standard di sostenibilità ittica, ha pubblicato il nuovo report annuale contenente dati e progressi della pesca sostenibile a livello globale (Marine Stewardship Council Annual Report 2019-20: Celebrating and Supporting Sustainable Fisheries; i dati contenuti nel report fanno riferimento all’anno fiscale compreso tra l’1 aprile 2019 e il 31 marzo 2020). MSC è impegnata a sensibilizzare e accompagnare le attività di pesca in tutto il mondo — Italia compresa — verso una gestione sostenibile della pesca che assicuri la salvaguardia del pescato e degli ecosistemi marini in cui avviene l’approvvigionamento. MSC, in sintesi, a 12 mesi dal report precedente rileva progressi incoraggianti, ma sottolinea la necessità di aumentare gli sforzi per soddisfare la portata delle sfide che devono affrontare gli oceani. I nuovi dati mostrano che oltre il 17% delle catture di pescato mondiale proviene da attività di pesca di piccole e grandi dimensioni coinvolte nel programma di certificazione di MSC. Rispetto all’anno precedente, le attività di pesca in possesso della certificazione MSC salgono di 48 unità, arrivando a 409. Di queste, 22 risultano sospese a causa di mutate condizioni esterne o dal mancato raggiungimento delle condizioni di miglioramento previste dal programma di certificazione. Le attività di pesca per rimanere nel programma MSC — e quindi raggiungere le migliori best practice per ciascuno dei 28 indicatori su cui la loro sostenibilità è misurata — devono attuare dei miglioramenti concreti, definite condizioni. Sono proprio queste condizioni che nel 2018-19 hanno permesso di ottenere 1.751 miglioramenti misurabili e concreti a beneficio di ecosistemi marini, stock ittici e specie a rischio di estinzione. Miglioramenti quanto mai necessari se consideriamo i dati riportati nell’ultimo SOFIA report della FAO, secondo la quale il 34,2% degli stock è pescato a livelli biologicamente non sostenibili. Ed è proprio la FAO a riconoscere che le attività di pesca gestite in modo sostenibile sono più produttive e resilienti ai cambiamenti. Un concetto ribadito nel Global Diversity Outlook Nr. 5 delle Nazioni Unite pubblicato nel settembre di questo stesso anno che sottolinea proprio il ruolo importante giocato dalle attività di pesca certificate MSC o coinvolte nel programma di certificazione. La presenza di MSC aumenta anche nei Paesi del sud del mondo, dove la percentuale di catture impegnate nel programma MSC è aumentata di quasi il 25% rispetto all'anno precedente. Invece, la percentuale delle catture certificate MSC ha raggiunto il 13%. Continua anche a salire il numero di aziende coinvolte nella produzione, lavorazione e nell’approvvigionamento di prodotti ittici certificati MSC: sono 45.160 aziende certificate secondo lo Standard MSC per la catena di custodia che assicura l’identificazione, la segregazione e la tracciabilità del prodotto certificato. Aziende che rispondono a consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e che, a seguito di un virtuoso meccanismo di domanda-offerta, hanno oggi a disposizione il doppio di prodotti a marchio blu MSC (18.735) rispetto a cinque anni fa.

Rotta verso la sostenibilità

Il 16% delle attività di pesca certificate sono di piccola scala, anche se molte altre includono un mix di operazioni di piccola e grande scala. Si tratta di 62 attività di pesca presenti in 22 Paesi, dal Canada alla Russia, dagli Stati Uniti alla Svezia e che supportano la sussistenza di più 80.000 persone. Ed è per lo più ad attività di pesca di piccola scala che si rivolgono i cinque progetti Pathway to sustainability (Rotta verso la sostenibilità) promossi da MSC grazie ai finanziamenti di donatori istituzionali, che hanno l’obiettivo di supportare i pescatori verso l’adozione di pratiche più sostenibili. Pathway to sustainability è presente anche in Italia con il progetto Blufish finanziato da MAVA che ha l’obiettivo di accompagnare le attività di pesca del Sud Italia e delle Isole in un percorso partecipativo verso la sostenibilità, fornendo supporto e strumenti per migliorare le pratiche di pesca e riportare in salute gli stock ittici. Il progetto ha mappato 2.600 attività di pesca italiane, tra le quali sono state individuate 50 attività di pesca che sono state sottoposte ad una analisi più approfondita comprensiva dello stato di salute dello stock e sul sistema di gestione in atto. Di queste, sei attività di pesca si trovano a un punto cruciale: sviluppare dei piani di miglioramento che possono risultare determinanti per avvicinarsi alla sostenibilità e nel determinare il futuro di alcune delle preziose risorse ittiche del nostro mare.

Guardare al futuro dopo la pandemia

«La pandemia globale che continua ad infliggere enormi sofferenze umane e gravi danni economici deve rappresentare un’opportunità per spostare le nostre economie su una base più sostenibile e più equa» afferma Rupert Howes, AD di MSC. «Garantire oceani pieni di vita è essenziale per assicurare la sicurezza alimentare delle generazioni future» aggiunge Francesca Oppia, direttrice del programma MSC in Italia. «Per più di 20 anni MSC ha messo in contatto pescatori, aziende e consumatori che hanno a cuore il futuro dei nostri oceani. Non possiamo permetterci di fare passi indietro: dobbiamo aumentare i nostri sforzi per coinvolgere più attività di pesca, rendere più responsabili nuovi mercati e promuovere ulteriori miglioramenti anche attraverso i partner che hanno intrapreso insieme a noi la strada della sostenibilità» (fonte: Marine Stewardship Council Italia).

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