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Il Pesce nr. 5, 2020

Rubrica: Mercati
(Articolo di pagina 62)

Il futuro del mare è nella sostenibilità

Per il settore ittico, lockdown e ripresa sono stati l’occasione per porre ancora di più l’accento su una pesca sostenibile e di qualità. Un impegno ricompensato dai positivi dati provenienti dal mercato

Il pesce fa bene. Anche all’economia. Lo dimostrano i dati dell’ente di studio camerale BMTI, che vedono una ripresa in corso per il settore ittico: ritornano infatti più stabili le quotazioni e la domanda va verso livelli nella norma, anche grazie alla graduale riapertura della ristorazione. Un quadro molto diverso da quanto accaduto nei tre mesi di lockdown, quando in Italia le attività di pesca avevano subito un forte rallentamento a causa della scarsa domanda di prodotti ittici freschi, causata appunto dalla chiusura delle attività di ristorazione, delle mense e degli alberghi: da marzo a maggio, la flessione degli sbarchi registrata rispetto ai corrispondenti mesi del 2019 era stata pari al 40%.

In ripresa anche i consumi, che avevano anch’essi subito una battuta d’arresto a marzo con una diminuzione del 30% in volume e del 29% in valore rispetto allo stesso mese del 2019.

Dalla riapertura, gli acquisti segnano un aumento medio del 30% rispetto al periodo della quarantena, con picchi del 50% nelle località marine a ridosso delle grandi città. Ma si mangia più pesce anche rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con incrementi del 4% circa sul 2019.

Per il settore ittico, la pausa di riflessione imposta dal Covid un po’ a tutte le attività produttive ha rappresentato anche un’occasione per focalizzarsi ancora di più sui temi della qualità e della sostenibilità, chiave di volta per il futuro del comparto, come raccontano gli stessi protagonisti della filiera.

 

Certificati, sostenibili e… autentici

«Dal momento che si tratta di prodotti da scorta, l’inizio della crisi è coinciso con un significativo incremento delle vendite e siamo stati tra le aziende più favorite dal consumatore finale che ricercava praticità e convenienza — spiega Angela Neglia, direttore commerciale di Callipo Giacinto Conserve Alimentari (callipo.com) — e sicuramente l’emergenza ha dato una forte spinta anche all’e-commerce, un trend su cui abbiamo intenzione di proseguire.

Sul nostro comparto, inoltre, ha avuto effetti importanti la tendenza salutistica e sostenibile, con una progressiva crescita nelle vendite del tonno all’olio extravergine biologico. Da sempre acquistiamo pesci adulti di pezzatura media pescati con metodi che salvaguardino le altre specie, con certificazione Dolphin Safe per tutti i pescherecci».

Nota tendenze simili anche Claudia Pellitteri, marketing manager di Macaluso (www.macalusospa.it). «I consumi sono aumentati considerevolmente durante la pandemia, sia per il premium sia per il primo prezzo, prediligendo i formati più grandi (oltre i 160 grammi) e le confezioni multipack.

Col nostro storico brand Coalma, adottiamo etichette trasparenti che evidenziano informazioni come zona di pesca, specie pescata, informazioni sulla sostenibilità e, dal 2014, siamo certificati Friends of the Sea.

Come consumo salutista vediamo il successo del tonno con un filo d’olio, superiore nel gusto al tonno al naturale, ma con molte meno calorie del tonno sottolio classico».

«Noi rispondiamo lavorando le materie prime, già attentamente selezionate all’origine, nel modo più naturale possibile» afferma Lisa Spreafico, direttore commerciale di Deligusti (www.deligusti.it), parlando delle nuove richieste dei mercati. «Abbiamo ridotto l’uso di additivi e studiato salamoie calibrate mentre, in tema di sostenibilità, abbiamo presentato in anteprima l’Eco friendly Abipack, un nuovo pack brevettato formato da due imballaggi (carta e plastica) facilmente separabili e riciclabili. Un progetto che ci ha permesso di ridurre del 70% l’uso di plastica e, di conseguenza, l’impatto di CO2.

Anche la richiesta estera è in forte aumento: esportiamo in 14 Paesi puntando sul made in Italy».

Punta molto sulla sostenibilità anche Calabraittica (www.calabraittica.it), come racconta il general manager Felice Alvaro: «Da anni la nostra visione è che tutte le attività umane debbano essere in equilibrio con il pianeta. La sincerità degli ingredienti naturali si incontra con il lavoro onesto di gente autentica: il nostro pesce è pescato con metodi a basso impatto ambientale, sostenibili, selettivi e rispettosi dell’ambiente marino (ci certifica FOS, schema internazionale che segue i criteri FAO).

Il cliente è sempre più attento alla provenienza e alla produzione. Il lockdown non ha fatto altro che accentuare l’attenzione a tutto questo: a nostro parere, il cliente ormai consapevole difficilmente ritornerebbe a scelte di consumo meno selettive».

 

Quattro trend da tenere d’occhio nella nuova normalità

Cominciano a diradarsi le nebbie che, nella fase più acuta della pandemia da Covid-19, rendevano impossibile ipotizzare realisticamente qualsiasi evoluzione futura. E si incomincia a capire quali tendenze erano contingenti e quali, invece, sono qui per restare. Abbiamo selezionato quattro tra i trend più interessanti e che con più probabilità si confermeranno come punti fermi del new normal.

1. Vince il territorio

La formula dei distretti si è rivelata vincente per l’economia italiana in molti settori, dalla meccanica alla moda. E non poteva mancare il food. Secondo il Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo, nel primo trimestre 2020 le esportazioni di prodotti dei distretti agroalimentari italiani hanno toccato i 5,1 miliardi di euro, con un incremento del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 e superiore alla crescita dell’8,1% fatta registrare dall’agroalimentare nel suo complesso. E, con i consumatori sempre più a caccia di autenticità e ritorno alle origini, c’è da scommettere che il trend continuerà. All’estero, ma anche in patria.

2. Negozi phygital sempre più specializzati

A lanciare il trend sono stati colossi digitali come Alibaba e Amazon: negozi dove la classica spesa fisica si integra con i vantaggi del digitale, ad esempio senza bisogno di passare da una cassa. Che il re delle vendite on-line avesse in mente qualcosa di speciale si era già capito quando Bezos ha acquistato Whole Foods, la più grande catena di supermercati dedicati al naturale e biologico negli Stati Uniti. E oggi Amazon lancia in California un nuovo concetto chiamato Fresh, un punto vendita da oltre 3.2000 m2 dove l’integrazione fisico-digitale viene messa al servizio di una specializzazione sul fresco. Un’istantanea sui negozi di domani.

3. L’e-commerce non è una moda

Ci abbiamo preso gusto. Sicuramente la spinta che mancava al nostro Paese per raggiungere i livelli europei è venuta dal lockdown, ma i numeri sembrano proprio confermare che agli Italiani l’e-commerce piace e che hanno intenzione di continuare a usarlo. Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, infatti, a fine 2020 rispetto all’anno scorso l’incremento delle vendite digitali sarà di oltre un quarto — +26% — portando la spesa a ben 22,7 miliardi di euro. E il periodo di chiusura forzata dei negozi ha dato un impulso particolare proprio al food & grocery: 2,5 miliardi di euro, con un boom del +56%.

4. Il food delivery da nicchia a “canale”

Sempre secondo l’Osservatorio eCommerce, il food delivery è cresciuto del 19% durante il confinamento, quasi un quinto in più. Ma se grazie alla pandemia il digitale si è esteso in modo trasversale attraverso diversi target, questa nuova propensione degli italiani si confermerà anche nella nuova normalità? Probabilmente sì, secondo un’indagine di GfK: l’83% di coloro che hanno testato il servizio di spesa on-line per la prima volta dichiara che continuerà a utilizzarlo anche nel post-Covid.

 

Tuttofood la fiera internazionale del B2B dedicata al food & beverage organizzata da Fiera Milano, si svolgerà dal 17 al 20 maggio 2021 presso il quartiere fieristico di Rho. In sole 7 edizioni Tuttofood è diventata il palcoscenico ideale per presentare i propri prodotti al mercato nazionale ed internazionale. La manifestazione, suddivisa per aree di prodotto, propone una gamma merceologica attenta all’offerta più tradizionale e alle tendenze emergenti dei consumi e ai nuovi segmenti del mercato.

>> Link: www.tuttofood.it

 

Didascalia: dal momento della avvenuta riapertura, i dati raccolti dall’ente di studio camerale BMTI mostrano che gli acquisti di pesce e prodotti ittici segnano un aumento medio del 30% rispetto al periodo della quarantena. Non solo: si mangia più pesce anche rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con incrementi del 4% circa sul 2019.

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